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Gravity (A. Cuaron, Usa, 2013)

Posted by Ilaria Pasqua on October 22, 2013 at 3:15 AM


                      "Qual è la cosa che ti piace di più, quassù? – Il silenzio."


                                    


La buona fantascienza al cinema è stata una rarità negli ultimi anni. L’ultimo film che mi ha davvero emozionata è stato il suggestivo Moon di Duncan Jones, e ne è passato di tempo. Bene, ora posso aggiungere all’esigua lista dei recenti anche Gravity, con la speranza che non sia l'ennesimo caso isolato.

Questo Gravity di Alfonso Cuarón girava sulla bocca degli addetti ai lavori e degli appassionati da anni. Ricordo quando si parlava di Angelina Jolie nel ruolo della protagonista, poi quando è stata scelta Sandra Bullock mi ero riproposta di non andarlo a vedere, anche perché agli inizi il progetto non sembrava un granché. Sandra Bullock non è mai stata tra le mie attrici preferite, ma dal lontano 2010 quest’attrice è riuscita a riscattarsi con interpretazioni più o meno buone. E comunque, seriamente, ci si può perdere un bel film come questo perché c’è un attore che non piace troppo? Per me questa cosa vale solo per uno: Nicolas Cage. Poi riesco a sorbirmi proprio di tutto, quando ne vale la pena.



                                                                            


Tornando al film la trama è semplice e ormai plurinota: Sandra Bullock e George Clooney sono nello spazio con uno shuttle per una missione, proprio nel momento in cui uno sciame di detriti rischia di colpirli, trasformando quel semplice intervento tecnico in un incubo. 

Così si affrettano, ma l’impatto è inevitabile. Ryan, la dottoressa interpretata dalla Bullock, viene sbalzata via e sarà il bel Matt Kowalski, George Clooney con il suo solito irresistibile charme, ad andarla a recuperare, per poi perdersi in due, visto che il loro punto d’appoggio è irrecuperabile. Così si muovono verso un altro obiettivo, la Stazione Spaziale Internazionale, per poi raggiungere in un secondo momento la navetta dei cinesi, sperando di fare in tempo, perché Ryan è quasi in riserva d’ossigeno.

 

Cosa posso dire di questo film se non che mi ha fatto restare con il fiato sospeso per tutto il tempo? Magistralmente costruito e credibile fino al minimo dettaglio, Gravity è una meraviglia per gli occhi e un colpo al cuore. Ho passato l’intero film a pugni stretti, con le mani sudaticce e il fiato corto. Perdersi nello spazio… uno dei peggiori incubi, come perdersi nel mare aperto. I movimenti sono limitati, la stanchezza avanza, e intorno... il nulla.

Ryan dirà all’inizio che quel silenzio le piace. È un silenzio ristoratore che ottunde tutti i sensi e genera una pace che sembra riempire il cuore. La vita quotidiana poi è così lontana che niente può toccarti. Forse per questo motivo Ryan è lì, lontano da tutto e tutti.

Quando però non è più agganciata a nulla e vortica, sballottata dalla gravità, nel tentativo disperato di raggiungere la meta, di aggrapparsi, di non scivolare, pensa di lasciarsi definitivamente andare, di arrendersi. Ha una sua storia triste alle spalle e quella potrebbe essere davvero la fine. Basterebbe arrendersi. Ma sarà Clooney a risvegliare la sua coscienza, lo fa sin dall'inizio, come una sorta di guida saggia che nasconde i suoi consigli tra una storiella assurda e l'altra, impedendogli di ignorare ciò su cui deve concentrarsi per farcela: se stessa, riaccendendo la sua voglia di vivere già spenta da tantissimo tempo. Affrontare la vita e la morte per imparare di nuovo a camminare. Ed è questo ciò che mi è piaciuto molto, c’è un evoluzione del personaggio che a volte viene trascurata in film del genere a favore degli effetti speciali, e anzi, non solo un'evoluzione, ma una completa centralità dell'uomo e del suo sentire. 


Sandra Bullock è brava a farci soffrire di claustrofobia e di panico in questo lungo viaggio verso la salvezza, ma soprattutto a mostrarci il suo smarrimento nello spazio come nella vita. Una seconda occasione che si dovrà sudare. Solitamente la spinta per superare un blocco interiore è una prova a portata di uomo, un colpo di determinazione, qui invece Cuarón gli piazza davanti un ostacolo gigantesco, dovrà affrontare tutto lo spazio per guadagnarsi questa seconda occasione, come se il suo trauma fosse talmente vasto da aver bisogno di una prova oltre ogni immaginazione per tornare a vivere.



                        



Il film non lascia (quasi) un attimo di respiro, è uno scorrere continuo di avvenimenti e pericoli intervallati a bellissime e suggestive visioni dello spazio e della nostra amata Terra. Cuarón è bravissimo a giocare con le nostre emozioni, grazie anche a degli effetti speciali perfetti e immersivi, con un 3D persino godibile e riuscito. I movimenti lenti della gravità mi hanno dato un senso continuo di nausea, uno stordimento, si sente tantissimo il peso di quell’immenso vuoto, e la regia è riuscita a esaltare alla precisione ogni momento, ogni stato d’animo, rendendoci completamente partecipi, con scelte azzeccate (l’intrusione nel casco della Bullock, il senso di smarrimento quando la vediamo piccola e sperduta mentre si staglia nello spazio buio, sola. Gli interni delle navicelle, da citare la bellissima scena in cui la navicella appare come un grembo materno dove la protagonista si rigenera), donandoci una esperienza totale e unica.

E ancora, quanto è bella la scena (SPOILER sul finale) dell’arrivo di Ryan sulla Terra? Ryan esce dall’acqua come un anfibio che striscia fuori prendendo possesso della terra su cui si abbandona. Poi punta il piede, si alza lentamente e inizia a muovere i primi passi. Come se avesse appena ripercorso la nascita dell’uomo e lei fosse il primo. (FINE SPOILER)

Ci sono dei difetti? Forse avrei evitato in alcuni momenti la musica per lasciare spazio ancora al silenzio. Ma è proprio una piccolezza, nonché un parere personale.


In conclusione per Gravity un immenso sì. Un’esperienza visiva ed emotiva unica, da sperimentare al cinema e solo al cinema. Perciò correte finché è ancora possibile.



 

"Matt, mi ricevi? Matt? Coraggio, voglio sentire la storia del martedì grasso... Mi ricevi? Andiamo, parli tutto il tempo e scegli proprio questo momento per startene zitto?"





Trailer italiano:


 


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Trailer originale:


 


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Curiosità:

All'inizio per il ruolo maschile era stato scelto Robert Downey Jr. mentre per il femminile, oltre alla Jolie, si parlava di Marion Cotillard e di Scarlet Johansson, ma soprattutto di Natalie Portman, che ha declinato per girare Black Swan, un peccato!



Categories: - Ottobre 2013