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Baby Driver (E. Wright, Usa 2017)

Posted by Ilaria Pasqua on November 27, 2020 at 12:00 PM

Trama

Baby è un guidatore formidabile, per questo è costretto a lavorare per un grosso criminale che lo sfrutta come autista nei colpi in banca da lui pianificati per ripagare un vecchio debito. Quando finalmente arriva il momento di riscattarlo, non riesce a liberarsi di questo indesiderato lavoro criminale. Ed è costretto a ritrovare la libertà in un’altra maniera.

 

Baby ha avuto un incidente da bambino e gli è rimasto nelle orecchie un fischio. Per questo usa le cuffie, non le toglie mai. La musica a coprire il fastidio e il disagio di una esistenza complicata, in una realtà faticosa da tenere a bada. La sua corazza contro il mondo.

La musica lo aiuta a domare il mondo esterno, ad essere più veloce, a non farsi catturare. Da una ritmo alle sue azioni, ai suoi pensieri, alle sue emozioni, gli permette di sopravvivere.

La musica è il fulcro del film che è costruito tutto intorno ad essa, regia, immagini, movimenti, montaggio, tutto è al servizio delle canzoni e le canzoni al servizio della storia. la scena si ferma persino finche baby non ha scelto la giusta colonna sonora. e così le macchine sterzano a ritmo di musica, e le frenate, le accelerate, le sparatorie, seguiamo ogni cosa col “filtro baby” un filtro musicale eccitante e travolgente. Lo spettatore è del tutto trascinato dall’adrenalina, di scena in scena, in una atmosfera reale sì, ma allo stesso tempo sospesa, lontana dalla realtà, come una fuga senza fine che prima o poi deve arrivare a un capolinea.

Edgar Wright è bravissimo a danzare intorno a lui, senza cadere nella banalità, mantenendo intatta l’ironia, quel tono irriverente e nonsenso che lo ha sempre contraddistinto nei precedenti lavori, la trilogia del cornetto, per intenderci. Lo fa correre sempre più veloce, più la realtà cerca di agganciarlo, e più lui trova un vicolo in cui infilarsi, testardamente, perché la realtà non ne vale la pena, almeno fino a un certo punto della storia. Per questo la registra, la scompone e ricompone, la remixa, per adattarla al proprio gusto, per farla sua, perché sia esattamente come gli piace. Si costruisce una colonna sonora.

Baby appare così una sorta di samurai solitario, intelligente, pieno di talento, incastrato in una realtà criminale che non vuole, e isolato nella sua bolla personale, fatta di musica per lui e silenzio per tutti gli altri, baby è praticamente muto e impassibile, all’apparenza.

Intorno a lui gravitano molti personaggi, Kevin Space, John Ham, Jamie Foxx, rapinatori di banche senza scrupoli, ognuno di loro cerca di strappare Baby dalla sua bolla, scalfendola lentamente, alcuni con una "resistenza" a sparatorie e incidenti irreale, e obbligheranno Baby ad affrontare il mondo esterno, nel bene e nel male.

Il film funziona bene anche se ha i suoi difetti, una prima parte molto più riuscita della seconda che soffre di un’escalation meno attraente di quanto dovrebbe, anche se qualche piccolo colpo di scena qua e la ridesta l’attenzione.

Insomma, consigliato a chi cerca un paio d’ore divertenti e movimentate fruibili senza pesantezza nonostante i contenuti lo siano meno di quello che sembrino.


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