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 Italo Calvino 

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Tenet (C. Nolan, Usa 2020)

Posted by Ilaria Pasqua on August 31, 2020 at 12:55 PM

                          "Viaggio nel tempo? No. Inversione."


                                

                                                   

Nolan ormai lo conosciamo, ama stupire, desidera riscrivere l’esperienza dello spettatore in sala e di tentativi in tal senso ne ha fatti tanti. A partire da capolavori come l'indimenticabile Memento, passando per l’ottimo Inception, persino con l'ultimo Dunkirk, in una maniera diversa. E tra una pausa e l’altra torna all’attacco, sempre con l’intento di immergere in una narrazione ancora meno sequenziale... si avvolge e riavvolge, si replica, corre su binari paralleli, raddoppia, e torna a scontrarsi con la realtà. Un filo meravigliosamente intricato che non è obbligatorio dipanare, non tutto, non per forza.

Parola chiave: innovazione, anche a rischio di incomprensione (e di parolacce da parte dello spettatore).

             


E così arriva Tenet, un palindromo di nome e di fatto, un film che da qualsiasi parte lo guardi e lo giri, resta sempre uguale a se stesso. Concettualmente, pur con tutti i suoi limiti, e visivamente fantastico. Si resta incantati, del tutto affascinati, di fronte alle immagini che scorrono, al contrario, replicandosi, accartocciandosi su se stesse e ancora stiracchiandosi, tornando indietro e poi avanti, in una linearità temporale e spaziale che non esiste più, che rompe il nesso causa-effetto.

Inutile con film di questo tipo intestardirsi sulle trame, non è tutto qui il cinema. La trama c’è, l'essenziale e volutamente semplice: "salviamo il mondo da una bomba" è un espediente per far muovere i suoi personaggi attraverso il tempo e lo spazio. Nolan ci invita ad abbandonarsi al flusso, senza stare troppo a verificare scientificamente fatti che è difficile dipanare nel dettaglio, tra azzardi di fisica quantistica più o meno veritieri, e passaggi forse inesatti. Ma che importa, alla fine? È il racconto al centro, che abbia una narrazione lineare, doppia, tripla, parallela, ripetuta o invertita, sta tutto lì, nella meraviglia di saper raccontare, nell'assistere al cinema che si ricrea, che nasce, rinasce, e assume forme inaspettate. Sta tutto nell’emozione, nell’idea folle di un regista che apprezzo perché osa, a volte facendosi forse lo sgambetto da solo. E allora il "non tentare di comprenderlo. Sentilo" che dice un personaggio durante la storia, sembra quasi un suo consiglio allo spettatore.

     


Tenet
di difetti ne ha, ma resta trascinante, ha un ritmo altissimo, a cardiopalma (stile 007, che a tratti ricorda molto, anche per la quantità di sparatorie), sottolineato in maniera perfetta dalle musiche di Göransson che accompagnano il protagonista, John David Whashington (bravissimo figlio di Denzel Whashington), l'ormai mostro sacro Kenneth Branagh, in un ruolo insolito, e gli altrettanto convincenti Robert Pattinson (ormai lontano dal vampiro di Twilight) e Elizabeth Debicki (prossima Lady D nella nuova stagione dell'acclamata The Crown. L'avete vista, vero? Imperdibile).

 

Visivamente è un’emozione costante, è tutto perennemente in movimento, una corsa infinita, un continuo salto, a tratti ingiustificato. La sceneggiatura a volte fatica a mantenere questo incedere di sicuro voluto, e molto spesso le scene sono slegate, come se fossero delle isole, la foto di una nazione che fatica a stare insieme, ma è la natura del film stesso che non aiuta all’omogeneità. Gli strati del film sono tanti, tantissimi, la trama si piega su se stessa di continuo. 

    

Alcuni passaggi, inseriti con l'aiuto del montaggio in punti imprevisti, creano un po’ di confusione e a volte si ricollegano a fatica con il loro punto ideale, anche se con attenzione è possibile a ritroso ricostruire i salti, raccogliere i segnali, e piazzarli là dove “dovrebbero essere” (ma alla fine è là che dovrebbero essere?). Gli infodump, tanti, troppi e non sempre necessari, a volte appesantiscono una narrazione che è già abbastanza “opprimente” per uno spettatore, bombardato letteralmente dalle immagini. Si è del tutto travolti, storditi, e forse si esce anche stravolti dalla sala.

 

Ma se il cinema è un'esperienza, questa sicuramente lo è.


Trailer italiano


Trailer originale




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