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Get Out (J. Peele, Usa 2017)

Posted by Ilaria Pasqua on July 18, 2020 at 10:05 PM
“Da questa parte i neri sono strani, come se non si fossero evoluti.”

                                    

Trama:

Chris raggiunge la ragazza Rose nella tenuta di campagna per conoscere la sua famiglia. Ma le cose si fanno sin da subito strane e Chris pensa sia colpa del fatto che è un giovane afro-americano. Ciò che scopre però va ben oltre la sua immaginazione…

  


Di Jordan Peele ho recensito prima la sua ultima fatica, Noi, film complesso che prosegue il discorso del più “embrionale” e compatto Get Out, horror atipico e suo esordio assoluto alla scrittura e alla regia.

Un esordio come non se ne vedeva da un po’, sicuramente. Osannato dalla critica, grande successo al botteghino negli Stati Uniti e nel mondo, candidature a tutti i maggiori premi, vincitore di un Oscar alla migliore sceneggiatura originale, e il tutto per un horror, che si sa, non è mai stato un genere di spicco, considerato o particolarmente amato dalla critica, anche se in questo caso è anche forse soprattutto un thriller.

   


Jordan Peele decide di partire subito con un tema scottante ma sempre verde, il razzismo presente nella società americana e mai tramontato. Lo fa incastrando Chris in una situazione iniziale scomoda che gli genera sempre maggiore ansia, accavallando sospetti e supposizioni, e ci si ritrova a chiedersi insieme al protagonista se non sia solo tutto frutto di una paranoia razziale. Scherzi della mente, incubi ad occhi aperti, presentimenti sbagliati causati dalla tensione della situazione.

Il film riesce nel suo intento di denunciare l’ipocrisia, senza lanciarsi in una critica sociale palese o sfacciata, senza cadere nel banale o nel moralistico, grazie a una sceneggiatura ben congegnata e sottile, dal tono volutamente satirico e allegorico, che permette alla storia di essere ancora più incisiva, di graffiare. Merito anche di una recitazione davvero ottima, in particolare del suo protagonista, Daniel Kaluuya, che si ritrova in mano un personaggio molto complesso.

    


Tutti i personaggi rappresentati sono subdoli, ma non proprio negativi come ci si aspetterebbe (e sta qui anche il grande lavoro di sceneggiatura), volutamente macchiettistici, pronti a ogni scena a gettare nel dubbio l’ignaro Chris, in una spirale di suspance che tiene lo spettatore sull'attenti, incutendo un timore genuino con maestria, senza utilizzare espedienti banali. Il tutto in attesa della scoperta, del boom della seconda parte atteso sin da subito e purtroppo prevedibile, che darà il via alla corsa verso un finale forse scontato ma catartico, persino speranzoso nella sua follia.

Ma Get Out si lascia guardare con interesse, se fosse durato qualcosa di meno sarebbe stato forse maggiormente incisivo, il carattere però non gli manca e sicuramente riesce a imporsi e a farsi ricordare.


Trailer italiano

Trailer originale




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