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 Italo Calvino 

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Manchester by the Sea (K. Lonergan, Usa 2016)

Posted by Ilaria Pasqua on May 30, 2020 at 11:25 AM
 
“There’s nothing there” 

                                 


Trama:

La morte del fratello maggiore riporterà Lee Chandler a casa, per prendersi cura del nipote di 16 anni. Nei luoghi di un tempo cancellato, sarà costretto a fare i conti con un passato straziante.

 

La prima cosa che colpisce di questo Manchester by the Sea è lo sguardo del protagonista, apatico, distante anni luce. Sai sin da subito, da come guarda il mondo, da come si trascina attraverso il mondo, quasi in punta di piedi, che ha passato di tutto e che si sta nascondendo, anche e soprattutto da se stesso. È impossibile ignorare la recitazione di Casey Affleck, asciutta ai limiti del minimalismo e mai forzata, la sua impressionante presenza scenica, con quel corpo teso e allo stesso tempo abbandonato, con quegli occhi di una profondità che atterrisce. Tutto il film è nascosto lì. E non c'è davvero una scena in cui lui non comunichi un sentimento, anche senza aprire bocca.

    


Lee è un personaggio "broken", vive a Boston e il suo lavoro è il portiere tuttofare di un complesso di palazzi, all'improvviso costretto a tornare a casa per far fronte a una emergenza che non vorrebbe mai affrontare. La psicologia ingombrante di quest'uomo emerge sin da subito ed è il cuore della storia, costruita magnificamente alternando presente e passato in una maniera fluida ed emozionante. È tutto un crescendo di scene perfettamente incastonate tra loro che traghetta fino alla conclusione senza mai calare di intensità. Parte quasi dormiente, poi si accende lentamente e prende fuoco. La psicologia dei personaggi è sostenuta da una colonna sonora giusta e mai invadente che riesce a sottolineare in modo egregio ogni istante, mentre i fotogrammi si susseguono lasciando delle pesanti tracce nello spettatore.

   


Anche la fotografia segue il ritmo della colonna sonora, con i suoi colori molto scuri si intona agli stati d'animi bui dei protagonisti, prima di tutto Lee, ma anche di suo nipote Patrick. Le scene in cui sono insieme sono forse le più emotivamente cariche del film, sembrano sempre lì lì per esplodere. Il loro rapporto evolverà attraverso il lutto e si plasmerà nella sua elaborazione, trovando la strada per un equilibrio che all'improvviso appare impossibile. Anche il lutto è trattato con una modalità diversa, senza fronzoli, a tratti quasi crudele e grottesca, ma realistica, veritiera. Comunica un'emozione autentica.

È questo quello che lascia Manchester by the Sea a fine visione: un'emozione autentica.


Trailer italiano

Trailer inglese




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