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Italo Calvino

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High-Rise (B. Wheatley, Gran Bretagna 2015)

Posted by info.ilariapasqua on August 22, 2016 at 1:00 PM
"Gli unici veramente pericolosi sono i tipi riservati come te. Immuni alla pressione psicologica della vita condominiale. Professionalmente distaccati. Vigorosi. Come una specie avanzata in un habitat neutrale."

                                                   

A metà anni '70 un enorme grattacielo di ultima generazione spezza in due il cielo. Viene chiamato da tutti il "condominio" e promette il massimo comfort a tutti i residenti. Il nuovo arrivato, Robert Laing, un giovane e affascinante medico, si guarda intorno incuriosito, ma è da subito a suo agio. L'incontro con l'eccentrico Wilder lo introdurrà nel lato più oscuro del condominio e lo renderà protagonista della precipitosa discesa all'Inferno dei suoi abitanti.

Ho aspettato a lungo l'uscita di questo adattamento cinematografico. Il libro omonimo di Ballard non è di certo una lettura semplice e scegliere di trasporlo sul grande schermo mi è sembrata sin da subito una mossa coraggiosa, e diciamolo, un po' folle.

  

Il risultato? Un sì a metà.
Il film è visivamente bellissimo, elegante, colorato, sofisticato nelle inquadrature e nella regia. Si viene trascinati nell'inquietante condominio sin da subito, ma la situazione degenera troppo velocemente. La storia avrebbe avuto bisogno di una progressione più lenta, sinuosa, ammiccante, proprio come quella del grande libro di Ballard. L'esplosione della violenza non può essere così improvvisa, né poggiata su basi narrative così poco approfondite, un limite che si sente molto e che mina la credibilità dell'intero lavoro. La scalata sociale e le differenze di ceto, nel microcosmo sempre più chiuso dell'edificio, non sono rappresentate come avrebbero dovuto. L'allegoria politica così potente e feroce nel romanzo non era facile da tradurre in immagini, e Wheatley ci prova, riuscendoci solo in parte. Sicuramente si resta colpiti dalle immagini suggestive create, l'estetica è il punto di forza, ma il regista si sbilancia abbandonando l'ironia a favore di un surrealismo a tratti grottesco che non appartiene al romanzo. E così uccidendo in un certo senso il tono generale e forse le intenzioni più profonde.

    

Il personaggio di Wilder, importantissimo nel testo di Ballard, purtroppo è talmente sopra le righe da risultare macchiettistico, ma ben riuscito è invece il personaggio di Laing, questo grazie alla splendida interpretazione dell'attore inglese. Laing sembra ritagliato proprio su di lui. Raffinato, enigmatico, dallo sguardo di ghiaccio, Tom Hiddleston sembra un attore di altri tempi. Ben riuscita è anche la scelta di Sienna Miller, insieme al protagonista formano una coppia esplosiva.

  

Insomma, questo High-Rise pecca di incisività, non ha mordente. Il regista è così concentrato a rappresentare lo scenario, a esaltare le stramberie, la ferocia dei personaggi e del contesto, da dimenticarsi il ritmo, una progressione più cadenzata, e diciamolo, anche un po' di cattiveria. Il film non graffia come dovrebbe. Un vero peccato. Ma merita certamente una visione, anche solo per farsi un'idea propria e per rivivere in parte l'atmosfera decadente del libro.





Trailer originale:


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Categories: - Agosto 2016

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