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Race (S. Hopkins, Germania/Francia/Canada 2016)

Posted by Ilaria Pasqua on April 18, 2016 at 2:00 AM

"In pista non esiste bianco o nero, ma solo veloce o lento. Non conta nient'altro. Né il colore, né il denaro e neanche l'odio."


                                              


James (Jesse) Cleveland Owens non appena mette piede nell’Ohio University, lasciandosi alle spalle una vita difficile, viene scelto dal famoso coach Larry Snyder, e finalmente ha la possibilità di dedicarsi a ciò per cui è nato: la corsa. Riuscirà così a candidarsi con grande clamore alle Olimpiadi di Berlino, ma siamo nel 1936 e il Comitato Olimpico Americano non sa cosa fare, andare o boicottare? Jesse, nonostante tutto, andrà, e dovrà vincere.

  


Questi giochi olimpici sono stati decisamente i più controversi e delicati della storia. Siamo alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, Hitler voleva sfruttare questa occasione per mostrare al mondo la potenza e la magnificenza del Terzo Reich, cosa che non gli riesce proprio per quel giovane americano. Jesse straccerà i campioni tedeschi senza troppa fatica, rovesciando le aspettative dei tedeschi ma anche quelle degli Stati Uniti, ancora pieni di pregiudizi nei confronti delle persone di colore.

Il film ha volutamente un approccio classico, semplice. Scorre tranquillo tratteggiando il ritratto di un uomo, di uno sportivo in una cornice complessa ma ben rappresentata. L’atmosfera emerge con chiarezza e in maniera chiara e definita, i personaggi, in particolare il coach, riescono a coinvolgere e ad emozionare, nonostante la scelta evidente di non andare troppo lontano dall’intento iniziale: quello di parlare di un campione e della sua ascesa. La storia è presente, ma è uno sfondo utile a far risaltare il protagonista, un eroe e grande sportivo capace di far sfumare le aspettative e le intenzioni del Terzo Reich, combattendo un’epoca difficile e superando ostacoli all’apparenza insormontabili in un’ambiente circostante ostile.

 


Il protagonista, a dirla tutta, è lo sport e lo spirito sportivo, riuscitissima è infatti l’atmosfera dei giochi e soprattutto l’amicizia tra Jesse e il campione tedesco, che anche se per poche scene riesce a commuovere. È nel giro dei due grandi campioni dopo la vittoria tutto il senso del film, e anche la sua bellezza.

Nonostante la sua retorica, la sua poca incisività e insistenza su punti chiave, ho trovato lo stesso Race molto piacevole e coinvolgente.




Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Aprile 2016

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