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 "Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui 
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Allegiant (V. Roth, 2013)

Posted by Ilaria Pasqua on March 30, 2016 at 1:45 AM
        “A volte bisogna prendere misure difficili per poter raggiungere la pace”

                                        

Allegiant, ultimo capitolo della saga Divergent, conclude le vicende di Tris, in fuga ormai nel mondo esterno insieme a Tobias e agli altri alleati, tra terribili scoperte e inaccettabili verità.

La cosa più brutta di questo libro è che non si riesce a riconoscere la mano dell'autrice. Non c'è nessuna continuità, sembra di leggere un'altra saga, di un'altro scrittore, e persino con altri personaggi. Ma andiamo con ordine.
Iniziamo dalla trama: è poco coerente, piena di buchi, persino insensata. Oltre a un'estrema lentezza della parte iniziale, si riscontra proprio un calo generale e generalizzato. Non coinvolge e, peggio, non emoziona.
I personaggi secondari sono delle macchiette senz'anima che parlano poco e quando lo fanno c'è da rabbrividire. I protagonisti sembrano essere stati sostituiti da altri. Tobias è debole e insensato, mentre Tris soffre della mania(calità;) dell'autrice che ha deciso di colpo di acutizzare tutti i pregi per farla apparire una santa incontro a un destino (ancora una volta) insensato. Permettetemi di ripetere insensato tonnellate di volte, perchè non c'è parola che descriva meglio l'andazzo di questo libro.
Capisco la necessità, capisco la scelta, non spoilero e ammetto che ci può stare, ma fatto con raziocinio, non in questa maniera cretina (insensata).
I personaggi sembrano delle schegge impazzite che non hanno la più pallida idea di cosa fare per riempire le pagine.
Diciamocelo. Forse anche l'autrice non aveva la più pallida idea di cosa scrivere. Troppa pressione?
Le sue scelte di trama, le svolte piazzate quasi a caso, in certe circostanze persino inutilmente, fanno sorridere, per non piangere.
Non parliamo del'idea dei POV alternati... pessima. E su questo non credo esistano pareri discordi: Tris e Tobias parlano nella stessa maniera, le loro voci sono indistinguibili. Gravissimo errore che non aiuta affatto l'immedesimazione. 

Insomma, Veronica Roth in questo capitolo conclusivo non c'è. Fa capolino solo nelle ultime 30-40 pagine, solo lì c'è un po' d'anima, un vago entusiasmo, un qualche trasporto, perché sì, sembra un libro senza passione, scritto per necessità, peggio, per obbligo. Peccato.


Categories: - Marzo 2016

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