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Interviste: Sonia Paolini

Posted by Ilaria Pasqua on February 9, 2016 at 3:00 AM

         Intervista a Sonia Paolini, autrice di Beethoven's Silence


                                   


Come è nata la passione per la scrittura?

Buon giorno Ilaria e grazie per l’opportunità concessami di parlare di me e del mio libro. La passione per la scrittura è nata da bambina quando, leggendo libri e vedendo film, mi divertivo a ideare storie e personaggi. E a conferma di questa passione, c’era il fatto che le storie e i personaggi che creavo non erano un sequel o un rifacimento di quelli che avevo visto in TV o letto nei libri, erano nuovi, erano diversi. Amavo così tanto scrivere che nei fine settimana preferivo restare nella mia stanza a creare le mie storie, piuttosto che uscire con i miei e, più avanti, con gli amici.


Qual è il tuo genere letterario preferito come lettore e come scrittore?

Come lettore i generi che preferisco sono romance, avventura, giallo, thriller, psicologico, introspettivo, benché ultimamente stia leggendo un po’ di tutto e più che altro autori esordienti come me. Come scrittore, invece, mi appartengono più i generi romance, avventura e psicologico.


Solitamente ti immedesimi nei tuoi personaggi?

Purtroppo non molto. Le loro vicende sono ricche di colpi scena, di situazioni quasi incredibili, al limite del possibile, mentre la mia vita, sebbene né noiosa né banale, è comunque tranquilla. Quanto ci accomuna sono l’irrazionalità e la costante contraddizione, che tuttavia sono convinta appartengano a tutti gli esseri umani.


Come nascono le tue storie?

Le mie storie nascono sotto la doccia, nascono mentre mi vesto, nascono davanti alla TV… nascono un po’ ovunque. Ho sempre il cervello impegnato a elaborare qualcosa, a considerare quanto mi circonda e a trarne le conseguenze, cioè ideare personaggi, storie, catastrofi…


Com’è nata in particolare l’idea del tuo ultimo lavoro?

È nata come un progetto, quello cui collaboravano i due psicologi colleghi e amici di lunga data. In realtà il progetto non era loro, era mio. Avevo immaginato una ragazza orfana, straniera, vittima di violenze, chiusa in un mondo tutto suo, privo di luce, obbligata a vivere con un uomo a sua volta chiuso in un mondo triste, reso oscuro dalla sua effimera esistenza. I loro mondi, così diversi e distanti, col tempo, convivendo, si sarebbero a poco a poco avvicinati, raggiungendo, grazie alla musica classica, un’ineguagliabile simbiosi.


Raccontaci qualche curiosità.

La curiosità principale del romanzo è il titolo. Perché Beethoven’s Silence? Inizialmente avevo nominato Elise il file che stavo scrivendo, in attesa di qualche illuminazione per il titolo. Dato che i due protagonisti suonavano al pianoforte motivi di autori illustri della musica classica, ne cercavo costantemente di nuovi che fossero in linea con le loro emozioni. Poi un giorno per caso ho ascoltato Beethoven’s Silence, una melodia scritta da un compositore messicano, Ernesto Cortazar, in omaggio al grande maestro. Me ne sono subito innamorata e ho capito che anche Irina l’avrebbe amata. Quindi ho deciso che Beethoven’s Silence sarebbe stata la musica portante della vicenda, la sua colonna sonora, e anche il titolo del libro.


Hai qualche altro libro in lavorazione?

Certo e anche questo ha una donna per protagonista. La storia è totalmente diversa. È ambientato nell’America di Martin Luther King, di Malcom X, dei Kennedy e della lotta dei neri per il riconoscimento dei propri diritti civili. La protagonista è infatti una giovane afro-americana. Mi piace molto, sebbene sia impegnativo reperire il corretto materiale storico.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Che le mie storie piacciano. Solo questo.


Cosa significa per te scrivere?

Sentirmi viva, sentire che esisto e significa sentirmi un po’ Demiurgo, perché credo che la scrittura sia l’unica occasione dell’essere umano di disegnare il percorso e il destino delle persone.


La citazione preferita tratta dai tuoi libri?

‘… io sono Irina e sono Elise…’, un po’ come dire ‘… sono Sonia e sono tutti i miei personaggi…’, sebbene, come ho già detto prima, la mia vita sia ben diversa dalla loro.


Ti andrebbe di dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori?

Vorrei dire a tutti quelli che scrivono per se stessi, a tutti quelli che scrivono e inviano le proprie opere in valutazione alle case editrici, a tutti quelli che scrivono e scelgono l’auto-pubblicazione, di non mollare mai, di continuare a scrivere, perché non c’è niente di più prezioso delle parole scritte per lasciare un’impronta di se stessi, per farsi conoscere.

Segnalazione di "Beethoven's Silence"


Biografia:

Sono Sonia Paolini, nata in provincia di Roma e dove vivo insieme alla mia famiglia. Lavoro in un’azienda di Roma e nel tempo libero mi diletto nella scrittura. A dicembre 2012 ho pubblicato un romanzo, in versione e-book (‘Sinnerman’, casa editrice Drops Edizioni, ISBN-13 9788898058242), nel 2013 ho pubblicato due racconti, in versione cartacea (‘Nothing Else Matters’, casa editrice Montegrappa, raccolta ‘Mon Amour!’, ISBN 978-88-95826-23-3; ‘Sanctae Foedus Amicitiae’, casa editrice Montegrappa, raccolta ‘Mes Amis!’, ISBN 978-88-95826-27-1) arrivasti finalisti a due concorsi letterari indetti dalla casa editrice. ‘Beethoven’s Silence’, ISBN 9788868826765, è il mio nuovo romanzo pubblicato a gennaio 2016 dalla casa editrice Lettere Animate.

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Categories: - Febbraio 2016