"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

Italo Calvino

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Io sono leggenda (R. Matheson, 1954)

Posted by info.ilariapasqua on October 12, 2015 at 3:35 AM
           “No, loro non si fermeranno, non si fermeranno! State lì fino all'alba.”

                                         


Dopo aver recensito il volume 1 e il volume 2 dei racconti, torno finalmente a parlare di Richard Matheson, uno degli scrittori che apprezzo di più per la sua incredibile versatilità e fantasia.

 

Robert Neville è l’ultimo uomo di un pianeta popolato interamente di vampiri. Vive le sue giornate da solo, girando di giorno alla ricerca del necessario per sopravvivere e rinchiudendosi in casa poco prima del tramonto. In un mondo così, Neville, unico ormai nel suo genere, è diventato una leggenda.

 

"Non c'è dubbio, cittadini americani, questo virus mutante è letale e minaccia non solo la sopravvivenza della nostra nazione, ma anche quella delle altre nazioni del pianeta. È per questo motivo che con grande tristezza, ma con grande determinazione, stasera ho firmato il decreto che ordina all'esercito di imporre una quarantena alla città di New York. Dio ci protegga."


Se avete visto il film con Will Smith, dimenticatelo. Perché Io sono leggenda di Richard Matheson è tutt’altro. Un libro geniale, un vero cult e, per quanto mi riguarda, uno dei romanzi più spaventosi e inquietanti in assoluto.

Robert è un personaggio travagliato, con un passato che non riesce a dimenticare e un presente senza luce, ma è, nonostante tutto, attaccato alla vita. Tutta la storia è vista attraverso i suoi occhi, e vestire i suoi panni è un meccanismo quasi immediato; si entra con facilità nel suo mondo interiore, si prova la sua solitudine, le sue paure, la sua profonda disperazione, il suo stato di ultimo uomo della sua razza (Matheson è davvero abilissimo in questo), e soprattutto di creatura rifiutata. Robert è infatti costantemente braccato, i vampiri incalzano, cercando di portarlo fuori da quelle mura, di ucciderlo, di annullarlo, e non si fa altro che chiedersi: chi è a questo punto l’estraneo in quel nuovo mondo?

 

"Perché le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero. Come potrei farlo io? Illumina l'oscurità."

 

Il finale in particolare è davvero da applauso, sorprendente e attuale (con tanto di parallelismi con la vita e la società di oggi), ma evito di parlarne per non rovinare il gusto della sorpresa.

Lo stile di Matheson è come sempre semplice, conciso, costruito su periodi brevi e fulminanti, ma per questo non meno elegante. La sua scrittura riesce a evocare con grande semplicità immagini e sensazioni profonde e precise, a scatenare quell’inquietudine, quell’angoscia che non abbandona mai il lettore, e soprattutto a tenere incollati alle pagine anche nei momenti meno avvincenti.

In conclusione un libro immancabile per gli appassionati ma anche per chi non ama particolarmente questo genere e vuole provare a cambiare opinione.

 


Incipit:

Nei giorni di cielo coperto Robert Neville non era mai sicuro del tramonto del sole e capitava che loro uscissero in strada prima del suo rientro.

Se fosse stato più analitico, avrebbe saputo prevedere il loro arrivo con una certa approssimazione; ma si ostinava a mantenere l'abitudine di tutta una vita di calcolare il calar delle tenebre guardando il cielo, un metodo che nelle giornate nuvolose non funzionava. Ecco perché in quelle occasioni non si allontanava mai troppo.

 


Categories: - Ottobre 2015

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