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I racconti di un giovane medico (M. Bulgakov, 1963)

Posted by Ilaria Pasqua on August 24, 2015 at 4:50 AM

“Confesso che in un accesso di vigliaccheria maledissi sottovoce la medicina e la domanda di ammissione che cinque anni prima avevo indirizzato al rettore dell’università”

                                         

                                                                                  


Bomgard, un giovane medico fresco di laurea, viene inviato in un paesino rurale e sperduto della Russia del 1917. Qui inizierà a esercitare la sua professione vincendo la diffidenza dei cittadini che metteranno la sua pazienza (e le sue competenze) a dura prova. Il sogno di diventare un eroe si scontra sin da subito con la cruda realtà, niente è come se l’aspettava e, costretto a mettere da parte tutte le sue buone speranze, diventerà un medico cinico e annoiato, alla ricerca di uno svago in quel posto perennemente innevato.


Lo dico e sottoscrivo, mi sono innamorata di Bulgakov. Ho passato con I racconti di un giovane medico delle ore divertenti. Il libro si legge davvero con immenso piacere, anche per la sua struttura: è composto da nove agili racconti che si concentrano sulle disavventure del medico alle prese con casi di medicina più o meno complessi.

L’atmosfera poi arricchisce quel senso di isolamento e solitudine che prova il medico, narratore in prima persona delle sue esperienze in quelle quattro mura sperdute in una Russia bianca e fredda, circondato da assurdità e negligenza di pazienti e colleghi. Essendo stato Bulgakov un medico non vengono risparmiati i dettagli medici, un modo in più per immergersi nella lettura e nella disperazione "spassosa" del giovane, chiaro alter ego dello scrittore (anche Bulgakov aveva infatti avuto un’esperienza nella Russia rurale).


Quella del libro è un’idea di partenza semplice ma decisamente bizzarra, soprattutto per il black humor e l’ironia, tipica di quest’autore e della sua scrittura che sfocia facilmente nel grottesco. Riesce a mescolare abilmente momenti angosciosi e riflessivi a episodi che smorzano subito la tensione con la sua vena sarcastica irresistibile. I racconti di un giovane medico è questo: un resoconto di una realtà drammatica e umana sconfortante, una critica continua al suo paese a suo dire perduto, bagnata però da un’ironia amara che riesce a rendere le situazioni più disarmanti leggere e digeribili.

Bulgakov si scaglia contro l’ottusità di un paese che sembra rimasto molto indietro nel tempo, e che il regime zarista prima e la paranoia regolatrice e dittatoriale di quello sovietico poi, ha trascinato in fondo, bloccando i suoi cittadini in un clima di ignoranza e superstizione. Si capisce perché non fosse molto benvisto, molti dei suoi lavori sono usciti addirittura con ritardo di decenni! Questo libro, in particolare, ha avuto una sorte migliore: è stato scritto tra il 1917 e il 1919, tutti i racconti sono stati pubblicati tra il 1925 e il 1927, ma è uscito in versione integrale, e con il titolo che conosciamo, solo nel 1963.

Consiglio di leggerlo magari dopo aver dato una ripassatina alla storia della Russia di quel periodo, per poter cogliere così facilmente tutti gli aspetti di questo bel libricino (non è necessario, sia chiaro, ma consigliato).


 

Libro e serie tv

Dal libro è stata tratta nel 2012 una miniserie di due stagioni (8 episodi) della Bbc con protagonisti gli strepitosi Daniel Radcliffe (ex Harry Potter) e Jon Hamm (ex Mad Men), rispettivamente nei ruoli di medico giovane e versione adulta.

Le differenze non sono poi molte, a parte qualche licenza creativa su alcune situazioni e dialoghi, e l’aggiunta di gag e situazioni comiche, l’atmosfera del libro è pressoché immutata.


 

Incipit:

Se uno non ha mai viaggiato su un carro a cavalli per le strade vicinali che collegano villaggi sperduti, è inutile stargli a raccontare che cosa significhi: tanto non capirebbe. A chi invece ci ha viaggiato non voglio neppure ricordarlo.

Dirò brevemente: per percorrere le quaranta verste che separano il capoluogo del distretto, Gracevka, dall’ospedale di Mur’ev, ci mettemmo, il vetturino e io, esattamente ventiquattro ore. Una precisione addirittura strana: alle due del pomeriggio del sedici settembre del millenovecentodiciassette eravamo presso l’ultima bottega di grano e farina situata proprio all’estremo limite di quella meravigliosa città che è Gracevka, e alle due e cinque minuti del diciassette settembre dello stesso indimenticabile diciassette, io stavo in piedi sull’erba pesta, morente e umida di pioggia settembrina nel cortile dell’ospedale di Mur’ev.

 

 

Categories: - Agosto 2015

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