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The Purge (J. DeMonaco, Usa/Francia 2013)

Posted by info.ilariapasqua on August 7, 2015 at 4:00 AM

 

                   «Basta! Da questo momento nessuno uccide più nessuno»


                                         


È il 2022. Gli Stati Uniti vivono un momento florido e sereno, la disoccupazione è ai minimi storici e la criminalità è azzerata, ma c’è un prezzo da pagare per questo stato di pace: una notte all’anno tutto è permesso, il crimine viene legalizzato, si lascia libero sfogo a qualsiasi istinto. Le città si trasformano in zone di guerra, i criminali possono divertirsi, è questo il tacito patto: un anno di pace per una notte di sangue. Per tutti gli altri basterà chiudersi nelle proprie case ben equipaggiate per l'occasione.

James Sandin si occupa di sistemi di sicurezza ed è il top di un servizio tra i più richiesti, soprattutto in vista di quella famosa notte, che lui ha intenzione di passare come sempre con la sua famiglia, ben protetto e al sicuro. Ma il figlio piccolo vede un uomo di colore chiedere aiuto fuori casa e decide di disattivare l’allarme…

   

 

Un’idea di partenza davvero intrigante e azzeccata quella di questo distopico, The Purge. La situazione sin da subito immerge lo spettatore in un percorso di violenza e catarsi che non può che tenere incollati. In questa notte dove tutto è permesso, essere "umani", paradossalmente, è quanto di più negativo e di pericoloso possa esistere, qualcosa da cui bisogna distaccarsi per sopravvivere. Chi si abbandona a un istinto di questo tipo rischia infatti la vita. La coscienza, tutto quello su cui una società si fonda viene del tutto abbattuto in quelle ore, come fosse una gabbia intorno a una bestia che solo in quella notte precisa viene messa in libertà.

La violenza così confinata, chiusa in un orario ben preciso come se si andasse al lavoro fino al suono di una sirena, è ancora più cruda, disumana e spaventosa di qualsiasi altra.

Seppur semplice, The Purge, oltre al chiaro intento di infastidire e trattenere lo spettatore in tensione con una violenza che è più psicologica che fisica, è, volontariamente o meno, una metafora, il ritratto di una società violenta senza nessuna possibilità di redenzione. Anche se non c’è nessuna denuncia forte, solo un vago senso di riscatto morale come se non ci si volesse spingere oltre la superficie. Non si lancia in approfondimenti psicologici, né in particolari disquisizioni sulla società di oggi lasciandocela solo intuire, dandola in un certo senso per scontata.

   

 

Va detto che nonostante quest’idea di partenza sia buona, si sente la mancanza di qualcosa, avrebbero sicuramente potuto svilupparla molto meglio, cercando di eliminare qualche prevedibilità di troppo, i passaggi frettolosi, soffermandosi su qualche altro aspetto oltre alla classica questione della violenza insita in ognuno di noi, puntando magari su qualche scelta più coraggiosa.

Il film si regge però bene sulle sue gambe fino alla fine e questo grazie all’idea che lascia affascinati sino all'ultimo minuto, a un sempre buon Ethan Hawke e alla super performance di Rhys Wakefield. Poi le bande di infiltrati, ricchi, annoiati e sadici, fanno molto Funny Games, ma amen, non è di certo questo un difetto su cui soffermarsi.



Trailer italiano:


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Trailer originale:

 


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Categories: - Agosto 2015

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