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Mood Indigo - La schiuma dei giorni (M. Gondry, Francia 2013)

Posted by Ilaria Pasqua on July 31, 2015 at 4:35 AM

                "È come se l'intera mia vita dipendesse da questo momento."

 

                                       


Colin, un giovane e ricco idealista, passa le sue giornate dentro una casa surreale, vivendo come se ogni cosa fosse un colorato gioco. Non ha bisogno di lavorare perché ha alle spalle una fortuna che gli permette di non fare nulla, accudito da un piccolo topo e da un cuoco dalla cucina esibizionista. A una festa si innamora di Chloé, una ragazza a cui presto chiederà di sposarlo. Ma i guai sono dietro l’angolo: Chloé viene colpita da una rara malattia, una ninfea cova nel suo petto. Per contrastarne l’effetto, Colin compra fiori splendidi che la ragazza stringe al petto. Ben presto il suo patrimonio si estingue, così è costretto a iniziare a lavorare, il dolore e la povertà però gli restringono il mondo intorno, a partire dalla casa.

      


Questo film è davvero di una poesia struggente, surreale, onirico, eccentrico nel raccontare l’amore travagliato tra i suoi due personaggi. Una storia semplice, quella tratta dal romanzo di Boris Vian, raccontata però con tantissima immaginazione.

I personaggi si muovono in ambienti dalla scenografia schizofrenica e forse a volte troppo eccessiva, anche se non si può che guardare a bocca aperta le invenzioni visive, gli oggetti mossi da effetti speciali artigianali che fanno apparire il film come d’altri tempi, quasi vintage. Oggetti che poi diventano veri e propri protagonisti e che spesso sono più vivi degli esseri umani, al contrario statici e pieni di timori, schiacciati sempre più dalla realtà. Un mondo fantastico abitato però da personaggi reali che fa correre da una prima parte dolce, dolcissima, accompagnata da un’allegra colonna sonora jazz, a una straziante, distruttiva e tragica seconda parte, seguendo i ritmi della vita, mai sicura, mai prevedibile.

Romain Duris e Audrey Tautou sono a loro agio (anche se a volte sono messi in ombra dalla scenografia) nei loro due ruoli di esseri umani dolci e idealisti, pieni di illusioni, alla ricerca di una dimensione reale in cui vivere la loro storia d'amore, fino alla distruzione dell’illusione. Vivono un sogno dolce e perfetto che però poi lentamente si spegne, cancellando tutto ciò che erano.

Ciò che è davvero riuscito in questo film è il bellissimo lavoro su fotografia e scenografia che segue attentamente la storia adattandosi alla situazione man mano che peggiora.

    


L’apice della bellezza di questo meccanismo è la parte finale che forse però colpisce più concettualmente che emotivamente (anche se a mente fredda penso che potrebbe essere voluto questo annullamento della sua carica emotiva a favore di un’osservazione più distaccata). La malattia di Chloé si aggrava sempre più, la situazione per la coppia si fa critica, e il film perde colore, diviene in bianco e nero, i contorni si consumano, gli ambienti si accartocciano, si chiudono dolorosamente su se stessi e sui due amanti, divenendo piccoli, sempre più piccoli, perché la morte, la malattia non influiscono solo sulle persone ma anche su tutto ciò che si ha intorno.

Il regista Michel Gondry, il mago dello stile onirico, è abituato agli eccessi e qui si sbizzarrisce provando a spingersi molto più in là del normale, lasciando libero spazio alla sua creatività e portando all’esasperazione più estrema i suoi mondi fantastici stavolta quasi ai limiti dell’irrealtà. 

   


Mood Indigo è in conclusione una sorta di delirio visivo, strabordante e a tratti eccessivo, sicuramente non facile da digerire. Nonostante questo, nonostante la difficoltà che si ha nell’inquadrarlo, non si riesce a non rimanere affascinati di fronte alle immagini, alla messa in scena di una storia comune e realistica al di là di tutto, a quel microcosmo allegro e colorato, scoppiettante e carico di fantasia, che da brillante si fa tristemente opaco, senza nessuna consolazione.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Luglio 2015