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Interviste: Marco Ruberto

Posted by Ilaria Pasqua on July 20, 2015 at 2:55 AM
               Marco Ruberto, autore di "Diario di un fumatore"
 
                                      

Parlaci un po’ di te.

Mi chiamo Marco Ruberto, sono nato a Basilea, in Svizzera, trent'anni fa. All'età di cinque anni la mia famiglia decise di fare rientro in Calabria, a Lamezia Terme, il paese natio di mio padre. Da allora, salvo una breve esperienza a Roma ho sempre vissuto qui. Conduco una vita semplice, adoro viaggiare, fare sport e stare in compagnia. Attualmente sono un consulente assicurativo anche se ovviamente sogno di vivere da scrittore, soprattutto perché in tal modo non dovrei togliere del tempo alla cosa che più amo al mondo: scrivere.


Come è nata la passione per la scrittura?

Più che una passione per me la scrittura è sempre stato un bisogno. Da sempre ho sentito la necessità di scrivere e devo dire che è sempre stato il mezzo con il quale mi esprimo meglio, oltre che un'importante valvola di sfogo.


Qual è il tuo genere letterario preferito come lettore e come scrittore?

Sia come scrittore che come lettore non amo parlare di generi, credo che come tutte le catalogazioni siano riduttivi e controproducenti. Come lettore scegliendo in base al genere magari finirei per non leggere autentici capolavori solo sulla base di un semplice preconcetto, non è assurdo? Preferisco invece affidarmi all'istinto, alla voglia del momento o seguire il consiglio di un altro lettore. Come scrittore invece mi piace inserire nei miei libri vari elementi, lasciare scorrere la storia senza seguire un filone preciso. Nelle mie storie cerco di inserire sempre più caratteristiche di vari generi anche per fare una sorta di critica alle classificazioni.


Solitamente ti immedesimi nei tuoi personaggi?

Penso che l'elemento biografico sia necessario alla buona riuscita di un romanzo. Nel mio caso cerco sempre di calarmi nei panni del o dei protagonisti, cercando di farli ragionare e agire così come farei io. Credo che questo serva ad avvicinarsi maggiormente al lettore, a renderlo più partecipe allo svolgimento della storia.


Come nascono le tue storie?

Le mie storie nascono all'improvviso, semplici banali eventi possono darmi lo spunto per cominciare a scrivere una storia su cui fantasticarci sopra. Tutto il resto poi in genere viene da sé.


Com’è nata in particolare l’idea del tuo ultimo lavoro?

L'idea del mio ultimo romanzo mi è venuta in un comunissimo giorno in cui cercavo un metodo per smettere di fumare. Ho cominciato così a scriverlo come un diario, da qui il titolo, riflettendo sulla mia vita e sul mondo che mi circonda. Senza volerlo poi ne è uscita una storia ed è stata una piacevolissima sorpresa.


Raccontaci qualche curiosità.

Mi ero promesso che se qualche casa editrice avesse accettato di pubblicare la mia opera avrei smesso di fumare. Purtroppo non ho ancora smesso, sarà per il mio prossimo romanzo!


Hai qualche altro libro in lavorazione?

Ho già scritto altri due romanzi che sto crescendo come due figli, in attesa che li ritenga pronti per essere proposti per la pubblicazione. Nel frattempo sto lavorando su un altro romanzo, ma continuo ad appuntarmi idee che un domani potrei sviluppare per altri lavori.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Come già detto, vivere di scrittura. Potermi concentrare sempre e solo sulla scrittura, senza farmi sviare da nient'altro. Anche se a dire la verità credo che la vita reale e le esperienze, anche negative, siano fondamentali per ogni scrittore, per cui ben venga anche un altro lavoro, purché mi lasci il tempo per scrivere.


Cosa significa per te scrivere?

Scrivere per me significa vivere, esprimermi senza bavagli, senza pensare alle conseguenze. Significa mettere nero su bianco me stesso, la mia persona, la mia anima. Significa mettere in ordine il caos della vita, riflettere, parlare dei miei tormenti e dei miei ideali, metterli in discussione.


La citazione preferita tratta dai tuoi libri?

”Voglio sognare, ingenuamente, con testardaggine e presunzione, continuare a farlo sempre, per dare un senso agli eventi negativi che mi scorrono davanti e che vorrei in ogni modo cambiare. Ho capito di non aver bisogno di crearmi un 'io' diverso, l'esperienza mi ha insegnato che cercando di farlo si finisce solo per realizzare una brutta copia di ciò che si vorrebbe essere.”


Ti andrebbe di dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori?

Non andate in cerca di regole per scrivere un best-seller. Guardate dentro voi stessi, leggete, incuriositevi, fantasticate e solo allora cominciate a scrivere.

 

Biografia:

Marco Ruberto nasce in Svizzera a Basilea nel 1985. Dopo aver qui trascorso i primi anni di vita si trasferisce in Calabria, a Lamezia Terme, dove vive nei successivi anni. Nel 2006 si iscrive all’Università degli studi della Calabria di Rende (Cs), dove in seguito consegue la laurea in Scienze dell’amministrazione con una tesi dal titolo “Alcuni concetti di comunità e familismo amorale”. Dopo gli anni universitari ed una breve esperienza a Roma ritorna a Lamezia Terme, dove vive tutt’ora. Collabora, scrivendo articoli di vario genere, con la rivista digitale “l’Undici”. Il suo racconto “Bambine, smettetela di gridare” è stato pubblicato ne “I racconti dell'undici”, “Diario di un fumatore” è il suo primo romanzo.


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Segnalazione di "Diario di un fumatore"

 

Categories: - Luglio 2015