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Disconnect (H. A. Rubin, Usa 2012)

Posted by Ilaria Pasqua on July 3, 2015 at 9:05 AM

                                “Noi non volevamo che succedesse questo"


                                        

 

Un poliziotto vedovo lascia il lavoro per diventare un detective privato e stare vicino a suo figlio, un bulletto che si diverte tramite un profilo falso su facebook a umiliare un coetaneo introverso. Un padre e avvocato sempre troppo distratto dal telefono, una giornalista alla ricerca di uno scoop scova un ragazzo che si vende sulle videochat hard, infine una donna reduce da un lutto grave cerca conforto online mentre suo marito accumula debiti e si chiude nel silenzio.

      


Di film sul potere di internet e della tecnologia e sull’influenza che essa ha sulle persone ce ne sono stati tanti. Questo non è il migliore, ma sicuramente riesce nel suo intento.

La struttura a episodi alternati e intrecciati è utile per indagare il tema in diverse situazioni e da differenti punti di vista: la solitudine del singolo in quel mondo virtuale che a volte fa perdere l’appiglio sulla realtà, isolando le persone le une dalle altre, annullando sentimenti, falsificandone altri. Insomma, il lato oscuro del web e l’isolamento che inevitabilmente produce.

Le vite di questi personaggi vengono sconvolte dalla realtà, rovesciate, non appena saranno costretti ad aprire gli occhi sui loro problemi.

L’idea è sicuramente quella di ricalcare un film ben più riuscito, e premio Oscar, Crash di Paul Haggis, anche questo costruito a episodi incastrati e con uno stesso tema di base.

  


Nonostante l’abuso del tema, che però continua a essere attuale ogni giorno di più, e una regia molto piatta e poco cinematografica, con una costruzione narrativa secca e semplice, il film coinvolge e riesce ad argomentare le sue tesi con personalità e sicurezza. In particolare gli “episodi” presi in sé sono ben fatti, ben interpretati e soprattutto ben scritti, riescono a far risaltare l’ossessione compulsiva dei suoi personaggi verso la tecnologia e i muri che questa ha costruito intorno a ognuno di loro. Focalizzandosi in particolare sui rapporti padre-figlio, genitori-figli, incapaci anche solo di guardarsi veramente negli occhi.

Bravissimi Jason Bateman, stavolta (e finalmente) in un ruolo drammatico-drammatico e non le solite commedie amarognole con lieto fine, e Frank Grillo, padre rigido e con difficoltà di comunicazione, attore che spero sempre di vedere più spesso. Molto coinvolgente anche Alexander Skarsgard, ex militare silenzioso e in profondo conflitto, chiuso in un vicolo cieco da cui non riesce a uscire.

  


Ho apprezzato molto una delle scene finali, quella del confronto, con un ralenti davvero a effetto.

Al di là della composizione narrativa e registica, la sceneggiatura è sicuramente ambiziosa e ricca di contenuti, a volte forse pecca d’ingenuità ma resta apprezzabile perché importante resta ciò che comunica, un messaggio forte: staccatevi da quegli schermi. E sinceramente, dopo aver visto questo film, voglia di farlo viene.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Luglio 2015