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Interviste: Lidia Del Gaudio

Posted by Ilaria Pasqua on June 23, 2015 at 2:30 AM
          Intervista a Lidia Del Gaudio, autrice de "I colori del male"

                                   

Parlaci un po’ di te.

Innanzitutto, grazie per l’ospitalità. Mi definisco una persona solitaria, ma ho bisogno di sentire intorno l’affetto di tanti amici. E poi mi piace qualsiasi forma d’arte. Ho studiato Lettere e, prima che alla scrittura, mi sono dedicata per anni alla pittura e alla musica. Amo molto anche il cinema, ritenendolo una delle arti più complete; in essa trovano infatti spazio parole, musica, immagini. Ovviamente, come per la letteratura anche al cinema preferisco il genere thriller. Il mio regista preferito Hitchcock.


Come è nata la passione per la scrittura?

Dalla lettura, sicuramente. Leggendo molto ho cominciato a immaginare le storie che avrei voluto leggere e che magari ancora non esistevano.


Qual è il tuo genere letterario preferito come lettore e come scrittore?

Come ho detto prima, quello che viene definito thriller, ma può essere anche horror o giallo. Mi piacciono le storie dove c’è un segreto o un mistero da scoprire, quello che ti fa scattare un brivido, che ti incuriosisce e ti spinge a voltare pagine e pagine per capire cosa succede. Devo dire però che leggo di tutto e se un libro è bello diventa comunque il preferito, qualunque sia il genere. Anzi, se proprio devo essere sincera, trovo la distinzione in generi qualcosa che finisce per limitare le scelte dei lettori. Per esempio ho amato molto “L’Azteco” di Jenning, che definirei come avventura. E magari qualcuno ha evitato di leggere “I Colori del male” spaventato dall’idea dell’horror, mentre nel mio libro non c’è nulla di macabro o splatter.


Solitamente ti immedesimi nei tuoi personaggi?

Non sempre. Quando scrivo mi sento al di fuori della storia, anche quando uso un punto di vista soggettivo. Direi che mi considero piuttosto come un burattinaio, diciamo, anche se in senso positivo.


Come nascono le tue storie?

Gli spunti sono tanti, cerco quasi sempre di pensare a cosa vorrei leggere io stessa. Mi ispirano le altre storie, in qualche caso certe situazioni di disagio che ci troviamo a dover vivere e per le quali mi va di indicare una soluzione, seppure paradossale, come nel caso della raccolta di racconti “Pillole (di follia quotidiana)”, uscito proprio il mese scorso. A volte invece scrivo partendo da sensazioni mie interiori.


Com’è nata in particolare l’idea del tuo ultimo lavoro?

Il mio ultimo lavoro ha per protagonista un investigatore che fa il verso ai grandi personaggi del genere, di quelli senza tempo, per intenderci, un tipo molto simpatico, che spero entri presto nel cuore dei lettori e di qualche editore interessato.


Raccontaci qualche curiosità.

La curiosità sta nel fatto che si tratta del personaggio di un personaggio. Ma di più non posso dire.


Hai qualche altro libro in lavorazione?

Sì, sto scrivendo un nuovo thriller che nasce dall’idea di una filastrocca per bambini. Spero di tirarne fuori una storia abbastanza impressionante, di quelle che non fanno dormire.

In autunno poi è prevista la pubblicazione di un nuovo romanzo in e-book, nel quale non manca un segreto da svelare, ma dove c’è anche una bella storia d’amore.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Se lo dico poi non si avvera. Penso però che gli scrittori abbiano tutti più o meno lo stesso desiderio, quello di trovare tanti lettori con cui condividere le loro storie.


Cosa significa per te scrivere?

Di questi tempi è difficile dare una definizione. Scriviamo in tanti. Personalmente cerco, attraverso la scrittura, di andare al di là della semplice storia, dicendo quello che penso degli uomini e della società in cui viviamo.


La citazione preferita tratta dai tuoi libri?

Preferisco darne una che sta sulla mia pagina fb e nella mia biografia: “Della vita m’angoscia il non sapere, della morte il non poter sapere.”


Ti andrebbe di dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori?

Non credo di poter dare consigli, considerandomi io stessa una “aspirante scrittrice”. L’unica cosa che mi sento di dire è di non cedere alla vanità, pagando per pubblicare. È una soluzione mortificante che farà sempre dubitare della qualità di ciò che abbiamo scritto.


Biografia:

Lidia Del Gaudio è nata a Napoli e si è laureata in Lettere e Filosofia.

Ha lavorato fino al 2006 nell’ambito della selezione e formazione del personale, senza mai dimenticare la sua passione per la scrittura e la pittura.

Appassionata anche di cinema, suona a orecchio pianoforte e chitarra.

I suoi scrittori preferiti: Stephen King, Stefano Benni, Carlos Ruiz Zafón.

Ha pubblicato numerosi racconti, i più recenti nelle antologie: Rosso da Camera, Parole scure su fondo chiaro, Perché i poeti?, Note a margine, La Nudità dei Fiori, Storie in cento parole, Da quanto tempo mi trovo qui, Fiabe in 100 parole; Schegge per un Natale horror.

Partecipa al progetto della Prima Factory Editoriale Italiana: I Sognatori.

“I colori del male”, il suo primo romanzo thriller, ha partecipato al Torneo Ioscrittore GeMS nel 2013 ed è stato pubblicato nel 2014 dall’Editore Lettere Animate.


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Categories: - Giugno 2015