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Interviste: Jessica Gelmotto

Posted by Ilaria Pasqua on July 27, 2015 at 3:00 AM

           Intervista a Jessica Gelmotto, autrice di "Die in Paine"


                                 


Parlaci un po’ di te.

Ciao a tutti, mi chiamo Jessica e ho 25 anni. Abito in un paesino a pochi chilometri da Vercelli, sono laureata in Filosofia e ho una grande passione per i libri. Da che mi ricordi, ho sempre amato leggere e, con il passare degli anni, anche inventare storie. Sono una ragazza dai gusti semplici, che preferisce una pizza in compagnia dei soliti amici a una serata in discoteca, adoro la musica rock e metal e vivrei di cioccolato e patatine fritte.


Come è nata la passione per la scrittura?

Non so dire, esattamente, quando sia iniziata. Ricordo che durante le scuole medie avevo iniziato a scrivere una storia fantasy con alcune mie compagne: era un gioco, un passatempo, ma ci mettevamo grande impegno. Ho da poco ritrovato una parte del racconto, era pessimo credetemi!

Il liceo mi ha avvicinata molto alla scrittura, i temi e le tesine non mi sembravano così terribili come pensavano i miei coetanei. Così anche l’università, che mi ha aiutata a migliorare il mio stile.

In realtà, però, sono stai alcuni avvenimenti personali poco piacevoli che mi hanno dato la spinta finale per iniziare a scrivere. Avevo bisogno di parlare con qualcuno di come mi sentivo, senza che questo qualcuno avesse un volto: per questo ho iniziato a scrivere alcuni racconti e a pubblicarli su Internet sotto pseudonimo.


Quel è il tuo genere letterario preferito come lettore e come scrittore?

Ho sempre scritto i miei generi preferiti quindi, sicuramente, l’urban fantasy occupa il gradino più alto del podio. Ho scoperto questo genere relativamente tardi, ma ha conquistato il mio cuore e la mia penna virtuale. Al secondo posto metterei il thriller, seguito a ruota dall’horror. Secondo e terzo posto, in realtà, sono molto ballerini! Dipende dai giorni, diciamo: a volte ci si sveglia serial killer e altre volte streghe assetate di sangue…


Solitamente ti immedesima nei tuoi personaggi?

Sempre! Ho iniziato a scrivere dando ai miei personaggi alcune mie caratteristiche, a volte solo un dettaglio. Questo crea un legame con i miei personaggi, sono una parte di me. A volte rappresentano ciò che vorrei essere, altre volte, invece, ciò che sono felice di aver lasciato alle spalle.


Come nascono le tue storie?

Di solito sotto la doccia, o mentre dormo. In questi due momenti nasce l’idea generale della storia, inizio a vedere i protagonisti e la loro vita. L’ispirazione spesso la trovo nella vita di tutti i giorni, magari ascoltando distrattamente una conversazione tra due sconosciuti, o vedendo passare qualcuno per strada.

Una volta che ho l’idea generale inizio a fare ricerche sull’ambientazione, che nel mio caso è sempre una città reale, sulle tecniche investigative o sulle leggi in vigore. Mi piace che nei miei racconti si possa trovare della verità!


Com’è nata in particolare l’idea del tuo ultimo lavoro?

Avevo sempre sognato di scrivere un libro e il mio ultimo lavoro, Die in Paine, è stato il coronamento. L’idea è nata grazie ad un contest a cui ho partecipato sul sito internet in cui ho pubblicato i miei racconti. Doveva essere una storia breve, all’inizio, non più lunga di una decina di pagine. Una volta conclusa, però, ho pensato “Wow, avrei ancora un sacco di cose da dire!” e così l’ho ripresa in mano e ampliata. La revisione è coincisa con un periodo molto triste per me, quindi molte delle scelte nella trama le ho prese quasi come uno sfogo personale, una voglia di superare i miei problemi.


Raccontaci qualche curiosità.

Ok, la prima riguarda il titolo. Un’amica, che vive in Australia, mi ha fatto notare che ho sbagliato a scrivere Pain, dolore, con la e finale. In realtà il mio è un gioco di parole perché Paine è il nome della protagonista.

La seconda curiosità è che ogni strada, edificio, o cimitero che viene menzionato nel mio libro è reale, esiste davvero. Anche la tavola calda, di cui ho sfogliato il menu online per evitare di fare papere, e le storie sull’ospedale abbandonato.


Hai qualche altro libro in lavorazione?

Per ora ho tanti racconti iniziati e mai conclusi, tra cui anche il seguito di Die in Piane. Al momento sembra che la mia musa abbia smesso di ispirarmi, ma il blocco mi capita almeno dieci volte al mese! Per cui non mi dispero.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe vedere il mio libro tradotto in diverse lingue e, come ogni scrittore, vedere la propria creatura scalare tutte le classifiche. Vorrei che la scrittura e i libri diventassero il mio lavoro! Poi ci sono i desideri più immediati: un lavoro, soprattutto, una casa con il mio compagno, una famiglia.


Cosa significa per te scrivere?

Per me è libertà, poter immaginare e rendere reale ogni cosa. È evasione dai problemi della vita quotidiana, è espressione di pensieri che spesso non abbiamo il coraggio di condividere. È il ricordo di persone che abbiamo amato, che non ci sono più ma che faranno sempre parte della nostra vita.


La citazione preferita tratta dai tuoi libri?

Da Die in Paine:

Anche Riot si alzò e vuotò la bottiglia di un fiato. «Posso usare la tua doccia? Sento i vetri fin dentro le mutande.»

Avevo la testa infilata nel frigorifero, quindi la sua voce mi risuonò lontana. «Sicuro, la tua tuta di scorta la trovi nell’armadietto delle armi.»

Il ragazzo si avvicinò al mobile, poi cambiò idea e mi raggiunse in cucina, guardandomi in modo strano. «Da quando ho dei vestiti a casa tua?»

«Ti ricordi l’Alastyn che abbiamo cacciato sei mesi fa? Dopo che aveva ridotto a brandelli la tua uniforme eravamo venuti qui. Sei stato costretto a metterti la camicia hawaiana del mio vicino di casa.»

Riot rabbrividì. «Dio, non farmelo ricordare. È stata la giornata più brutta della mia vita!»

 

Ti andrebbe di dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori?

Seguite i vostri sogni, sempre. Ovunque vi portino! Non lasciatevi abbattere dalle critiche o dai rifiuti, ma abbiate il coraggio di credere in voi stessi e nelle vostre opere. Ci vuole un pizzico di fortuna nel trovare un editore che punti su di voi, ma la maggior parte del lavoro è nelle vostre mani!



Biografia:

Jessica nasce a Biella nel 1989. Attualmente vive con i suoi genitori e il fratello, a Gattinara.

Laureata in Filosofia all’Università del Piemonte Orientale, scrive per passione.

Nel 2013 ha pubblicato due racconti in altrettante antologie: “Morto e Mangiato”, per un progetto benefico, e “Terzo Alanacco”, edito da Lettere Animate.

Con Lettere Animate ha pubblicato, nel 2014, il suo primo romanzo “Die in Paine”.

Gli altri suoi racconti sono pubblicati sul sito EFP, in cui scrive con lo pseudonimo di Maya89.


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Categories: - Luglio 2015