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Snowpiercer (B. Joon-ho, Usa 2013)

Posted by Ilaria Pasqua on June 12, 2015 at 3:10 AM

                                 "Wilford is divine! Wilford is merciful!"


                                    


Snowpiercer è l’ultimo film del coreano Bong Joon-ho (di cui ho recensito poco tempo fa The Host) con cast internazionale, in questo caso.

La storia è tratta dal fumetto francese Le Transperceneige, e devo dire che inizialmente all’idea di vederlo ero terrorizzata.

Io e i distopici, che siano libri, film o serie tv, abbiamo una bellissima storia d’amore, proprio per questo tendo a essere molto critica su tutto ciò che di nuovo esce. Forse perché ne ho letti e visti a tonnellate. E ancora, quando si legge in giro che lascia il segno come Blade Runner o Matrix ti viene una certa paura. Beh, non c’era da avere troppa paura. Ne valeva la pena, per un motivo: il film è tutto ciò che non ci si aspetta.

    


Le premesse sono semplici: è il 2013 e l’umanità si è estinta a causa di una nuova glaciazione. Ciò che ne resta è rinchiusa, anzi intrappolata, in un treno perennemente in corsa (a trazione nucleare perpetua). Solo che la vita lì dentro non è uguale per tutti, anzi esiste una vera e propria gerarchia.

Nelle ultime carrozze ovviamente risiedono i più poveri fra cui spicca Chris Evans (sì, avete capito bene… Captain America) in vesti insolite, quasi irriconoscibile nascosto dietro quello strato di barba. Insieme a lui Jamie Bell, alias Billy Elliot, e John Hurt. L’inizio del film coincide con l’inizio di una ribellione, da questo momento in avanti parte una corsa strabiliante lungo le carrozze del treno, fino all’apice della piramide, dove un misterioso Big Brother alla Orwell governa il piccolo regno, alla sua maniera ovviamente. Un Big Brother che ha il volto di un altro Big Brother… sta a voi riconoscerlo!

Cosa dire di Snowpiercer? Un’altra bella sorpresa, tutto mi immaginavo tranne questo: la rivoluzione negli spazi claustrofobici del treno per ristabilire dei sani equilibri lì dove una società in pratica si è ricostituita marcando ancora più le differenze fra classi.

   


Anche se il cast è internazionale, il film è quanto di meno americano possa esistere. Azione, visione, regia di stampo orientale, a tutti gli effetti, e una magnifica imprevedibilità che non ti fa capire fino all’ultimo dove questa scalata andrà a parare, ma anche nei singoli vagoni la comprensione, in questo caso nel senso buono del termine, è difficile. Lo spettatore guarda il film con un’eccitazione crescente, e si compiace delle sorprese continue, del modo in cui la linea narrativa viene sviluppata. Semplicemente bello. Anzi… esaltante! (Ma occhio a non farvi troppe domande su alcune cose che vi troverete davanti… se lo farete forse non vi divertirete).

Niente spiegoni eccessivi e onnipresenti, lascia allo spettatore il compito di guardarlo con sguardo vigile.

E poi di pregio c’è anche la gestione dello spazio, insomma portare avanti due ore e passa di storia dentro a un treno non è semplice, si rischia la noia, si rischiano cali di attenzione, si rischia molto. E invece ci riesce con grande semplicità, aggiornando passo passo la curiosità, lanciando bocconi a ogni carrozza, movimentando le sequenze con tanta azione alla coreana, con passaggi dallo scuro, dall’ombra alla luce grazie a una fotografia davvero magnifica.

      

Spendo qualche parola di merito per Tilda Swinton (ancora più irriconoscibile del nostro Captain America) in un ruolo di “cattiva” davvero spinoso. E non posso evitare di citare nemmeno Octavia Spencer, vincitrice di un Oscar due anni fa per The Help, e il grandissimo Song Kang-ho già presente nel precedente The Host, ma anche in Mr. Vendetta e Lady Vendetta di Park Chan-Wook.

Anche in questo film è presente sicuramente quella visione cupa che caratterizza il regista. Uno schema che si ripete. La terribile natura dell’uomo sempre votato alla sua autodistruzione, non importa per quale motivo, se spinto dalla vendetta, o dalla volontà di controllo. Come dirà il monarca del treno: l’uomo non resiste senza violenza. La speranza è del tutto vana.

Ma è ben visibile anche quel gusto ironico e grottesco suo altro marchio stilistico riconoscibile (da citare l’inquietante scena della “scuola”).


Cos’è quindi Snowpiercer? Uno sci-fi/distopico intelligente che corre su binari tutt’altro che banali e che nonostante qualche incongruenza riesce a intrattenere. Perciò abbandonatevi a questa distopia folle!

Ovviamente consigliato.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Giugno 2015