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Shadowhunters - Città delle anime perdute (C. Clare, 2012)

Posted by Ilaria Pasqua on May 11, 2015 at 4:00 AM

“Conducimi dall’irrealtà alla realtà. Conducimi dalle tenebre alla luce. Conducimi dalla morte all’immortalità. ”


                                  


Lilith, la madre di tutti i demoni, è stata distrutta. Ma quando raggiungono la terrazza dove Jace era prigioniero, trovano solo sangue e vetri. Jace è scomparso. E peggio ancora è stato il fratello di Clary e figlio di Valentine, Sebastian, ad averlo rapito. E la ragazza non lo troverà più come prima (“Ciò che viene perso e ritrovato lo si scopre diverso da come lo si era lasciato.” )

Sebastian è pronto a tutto pur di portare a termine ciò che il padre aveva in mente prima di sparire, e ha un nuovo piano.

 

L’anima perduta, è quella di Jace, che dopo la morte di Lilith è diventato un altro. Legato a Sebastian nella vita e nella morte è costretto a seguirlo, mentre Clary fa di tutto per salvarlo, anche quando il Conclave abbandonerà le ricerche, per proseguire su fatti ritenuti più importanti. L’anima perduta è anche quella dell’altra faccia della medaglia: Sebastian, incapace di sentimenti normali.

 

“L’amore dato senza libero arbitrio o sincerità non era affatto amore.”

 

Ma niente va come ci si aspetta, nessuno ha “rapito” realmente Jace, va solo strappato all’oblio, con la morte, o con la vita. Il confine è sottilissimo. I personaggi camminano sulla lama di un rasoio; Da Simon, alla ricerca di una stabilità, a Isabelle che cerca di capire cosa prova, a Alec che continua a combattere contro il fantasma dell’immortalità di Magnus, pur sapendo che è una battaglia persa, e Jocelyn, alla ricerca di una maniera per perdonarsi di aver lasciato vivere quel suo figlio demoniaco.

Sì, in questo libro iniziano i dolori, quelli seri. E l’entrata in scena di Sebastian, fino ad ora in un certo senso oscurato dalla presenza del padre, sicuramente rende i giochi ancora più interessanti. La personalità di questo nuovo/vecchio nemico è tratteggiata con molta finezza e attenzione, funzionano molto bene le dinamiche relazionali tra lui, Jace e Clary, si forma un particolare triangolo morboso e inquietante che non potrà che portare a una risoluzione drammatica.

 

“Il Nero per cacciare quando il sole muore

Bianco è il colore per il lutto e il dolore

Oro per l’abito che la sposa ha indosso

E, per invocare l’incantesimo, il rosso.”

 

Tutto il libro si basa su questa relazione, approfondita e studiata da più punti di vista. Spazio al trio, ma anche ai secondari, nello stesso modo alle prese con i loro dubbi e fantasmi. Capisco la necessità, ma non ho amato molto l’approfondimento del rapporto Jordan-Maya, sono personaggi che non “sento” molto, perciò tendevo a leggere veloce. Piuttosto avrei concentrato le energie su Fratello Zaccaria, che chi ha letto l’altra saga (Le Origini) conosce bene.

In più avrei anche eliminato un bel po’ di ripetizioni sulla situazione, Clary spiega troppo spesso la “questione Jace” che tutti hanno ben compreso, e avrei tagliato anche qualche descrizione di “corpi” di troppo, frasi che rompono la magia dell’immersione, almeno per quanto mi riguarda spesso ho alzato gli occhi dalle pagine in queste parti.

“Città delle anime perdute” è uno dei libri della Clare meno “movimentati”, punta più su una catena di riflessioni che vedrà il suo culmine sicuramente nell’ultimo volume. Riuscito, senza ombra di dubbio un passo avanti in confronto al volume precedente, le idee sono tornate a fiorire (quella degli anelli di fata è davvero intrigante), e ci si aspetta un finale col botto.



Incipit:

Simon se ne stava in piedi, attonito, davanti alla porta di casa.

Era l’unica che avesse mai conosciuto. Era il posto dove i suoi genitori lo avevano portato dopo che era nato. C’era cresciuto, fra le mura di quella villetta a schiera di Brooklyn. D’estate aveva giocato in strada all’ombra degli alberi e d’inverno aveva trasformato i coperchi della spazzatura in slittini improvvisati. In quella casa la sua famiglia aveva osservato la shiva, i sette giorni di lutto, in seguito alla morte del padre. ed era sempre lì che aveva baciato Clary la prima volta.

Non si sarebbe mai immaginato che un giorno, per lui, quella porta sarebbe stata chiusa.




Recensioni dei precedenti volumi:

The Mortal Instruments - Città di Ossa (C. Clare, 2007)

The Mortal Instruments - Città di Cenere (C. Clare, 2008)

The Mortal Instruments - Città di Vetro (C. Clare, 2009)

The Mortal Instruments - Città degli angeli caduti (C. Clare, 2011)

  



Categories: - Maggio 2015