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Segnalazioni: Il bacio dell'inganno

Posted by Ilaria Pasqua on May 24, 2015 at 3:00 AM

                                         

Titolo: Il bacio dell'inganno

Autore: Michele Colangelo

Editore: Lettere Animate Editore

Anno di pubblicazione: 2015

Genere: Thriller

Lunghezza: 170 pagine

Prezzo: eBook 1,49 €

Dove trovarlo:

Amazon


Trama:

Sprazzi di ricordi e incubi spingono Daniel Maio a tornare nel suo paese d’origine, dove all’età di sei anni fu costretto ad assistere all’omicidio dei suoi genitori e al rapimento di suo fratello Lorenzo.

Perseguitato dall’immagine del peluche che aveva da piccolo, indaga sul passato dei genitori scoprendo la punta di un losco giro d’affari riguardante un proficuo mercato di bambini attivo durante gli anni Ottanta.

Lorenzo è più vicino di quanto pensa e il volerlo ritrovare lo porta a conoscenza di un vecchio intrigo che ha visto partecipe una persona insospettabile.

Giada, una ragazza conosciuta sul posto, inconsapevolmente è la sua ancora di salvezza in giorni in cui la sua mente si apre facendo riemergere dettagli oscuri della sua infanzia.

 

Consigliato a: chi ama leggere romanzi crudi.


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Estratto:

Pregare sinonimo di venerare. Chi è troppo venerato campa sugli allori e abbassa la guardia. Così Dio ha smesso di combattere.

Non ha smesso il diavolo, astuto, ambizioso di volersi prendere una rivincita.

Il Dio ozioso che si sollazzava del bene smisurato della razza umana è stato cacciato dal paradiso. Il cielo immenso ora è il regno della bestia. Si è capovolta la scena e noi comuni mortali ne siamo testimoni, avvalendoci del diritto di farci giustizia.

La mia anima è affamata ed è tempo di renderla sazia. Ho masticato rabbia, l’ho sputata perché di sola rabbia non si raggiungono gli obbiettivi. La vendetta va studiata, deve maturare, riposare, ramificarsi in ogni singola cellula.

Avrò la mia giustizia nella terra dei santi, a pochi chilometri dalla sede centrale, dove anime guerriere tentano immani sforzi per far valere la parola del caduto.

Addossato allo sportello dell’auto osservo il piccolo paese chiuso tra ettari di terra coltivata. Serre che strisciano come serpi spuntano nel verde che si protrae fino a mostrare una conca di costruzioni smorte.

Catene di palazzi si elevano ai lati del groviglio asfaltato. Fabbriche nascoste da sentieri in salita fanno sapere che sono vive sparando fumi bianchi nell’azzurro del cielo limpido.

Si distingue su tutto il campanile di una chiesa. La ricordo essere luogo delle mie ultime memorie in queste terre.

Infilo tra le labbra una sigaretta, l’accendo risalendo in macchina, dove un pezzo metal britannico riempie l’abitacolo. Amo ascoltare un tipo di musica completamente diverso da quello che ho studiato per tanto tempo e che mi ha permesso buona carriera e un tenore di vita soddisfacente nel nord dell’Europa.

Solco tacito la via coperta di terriccio. I pini puntano verso il cielo, allungano l’ombra fino a frastagliare la scia che mangio pacatamente fino ad arrivare nel centro del paese.

Sono immerso nei luoghi dov’è nato per dominare ampi tratti di storia l’impero romano. È affascinante pensare che li ho abbandonati per vivere in una città lontana da loro costruita.

Ho come una specie di rifiuto. Vorrei ingranare la retromarcia ma il tutto deve partire dalla parte più dolorosa, come un’ultima goccia che fa traboccare il vaso.

Non ricordo se sono nate dopo o già c’erano allora le varie attività che abbelliscono il viale principale.

Adocchio un negozio d’alimentari con manifestini sbiaditi dal sole. I manichini della boutique antistante osservano l’andante placido della zona. Subito dopo, un cono gelato sguazza felice tra fragole, banane e scodelle di cioccolato e vainiglia, su una tabella nera. Sa di sale il gelato che producono lì dentro. Questo mi dice la mente. «Non lo voglio» piango nei miei ricordi. Vengo come obbligato a mangiarlo, nella notte, di ritorno a casa. Ho il sangue ghiacciato e un forte mal di testa mentre sono seduto sui sedili posteriori della macchina. I miei dicono poche parole confuse e il gelato m’impasta la bocca. Assaporo il disgusto mentre i ricordi si chiudono.


Categories: - Maggio 2015