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Interviste: Eugenio Nascimbeni

Posted by Ilaria Pasqua on May 17, 2015 at 3:00 AM

Eugenio Nascimbeni, autore de "Il traghettatore" e "L'angelo che portava la morte"


                  



Come è nata la passione per la scrittura?

Devo dire che ho sempre amato scrivere. Lo facevo da ragazzino quando provavo a buttare giù il testo di qualche canzone che strimpellavo poi con la mia chitarra, o quando davo libero sfogo alla mia sensibilità di adolescente con le primissime poesie. Questa passione è cresciuta poi negli anni successivi, complici le buone letture che hanno stimolato la mia creatività e che mi hanno permesso di affrontare in maniera strutturata la composizione dei primi racconti. Nel 2007, finalmente, il sogno della pubblicazione del mio primo romanzo si è avverato, e questa soddisfazione mi ha incoraggiato a proseguire.


Qual è il tuo genere letterario preferito come lettore e come scrittore?

Diciamo che ho sempre avuto una naturale inclinazione per il thriller e più in generale per le trame gialle, piene di mistero e suspense. Ricordo che da bambino divoravo i Gialli per ragazzi della Mondadori, quelli che avevano per protagonisti i fratelli Hardy o la simpatica detective Nancy Drew. Crescendo mi sono poi avvicinato ai grandi nomi che hanno reso celebre la letteratura di genere poliziesco come Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, tanto per citarne un paio. In seguito ho scoperto autori come Edgar Allan Poe, Lovecraft, Le Fanu, King, Chandler, Hammet, Wilkie Collins e molti altri ancora. Come scrittore, dunque, ho sempre trovato più congeniale il thriller nelle sue svariate forme, anche quelle di natura fantastica. Come lettore amo lo stesso tipo di storie, ma apprezzo anche la letteratura non di genere: il mio autore preferito in assoluto, infatti, è Jorge Amado che è stato uno straordinario e superbo cantore del Brasile e della sua meravigliosa gente.


 

Solitamente ti immedesimi nei tuoi personaggi?

Credo che ogni scrittore, fatalmente, riversi qualcosa di sé nei personaggi che crea. Capita anche a me, almeno per quanto riguarda alcuni piccoli tratti caratteriali dei miei protagonisti principali. In genere, tuttavia, i miei personaggi vivono di vita propria e non mi assomigliano poi così tanto: proprio per questo motivo non riesco a immedesimarmi totalmente con loro.


Come nascono le tue storie?

Spesso la realtà supera la fantasia e quindi la lettura della cronaca nera di un quotidiano, ad esempio, può senz’altro suggerire molti spunti per concepire una storia piena di mistero. In genere credo sia necessario possedere una buona dose di fantasia e uno spiccato spirito di osservazione per cogliere, magari nell’espressione di un volto incrociato in un luogo pubblico, piuttosto che in un banale oggetto d’uso comune, l’ispirazione giusta per avviare una storia convincente. Le buone idee, tuttavia, possono nascere ovunque e in qualunque momento, magari anche quando si è immersi nella vasca da bagno, come si dice accadesse ad Agatha Christie. In un paio di casi le esperienze personali mi hanno suggerito l’idea per avviare una storia: è capitato con il romanzo “Il traghettatore” edito da Lettere Animate, ideato durante un viaggio a bordo di una nave della Tirrenia, e con “La profezia di Karna e l’amuleto maledetto” pubblicato un paio di anni fa da Falzea editore, concepito in seguito alla scoperta di un antico sepolcreto celtico a pochi metri di distanza dalla casa natale di mio padre, in Carnia.


Com’è nata in particolare l’idea del tuo ultimo lavoro?

L’idea per il mio ultimo romanzo “Il traghettatore” mi è venuta nel corso di una notte passata a bordo di una nave della Tirrenia, molti anni fa. Ricordo che le avverse condizioni del mare mi impedivano di prendere sonno, così ad un tratto decisi di alzarmi dalla cuccetta per concedermi una passeggiata sul traghetto. Complici la stanchezza che avevo in corpo e la nausea provocata dal moto ondoso, immaginai un disastro navale e finii per identificare in un tranquillo vecchietto, incontrato per caso in un corridoio, un perfido traghettatore desideroso di impossessarsi della mia anima e di quelle degli altri ignari passeggeri. Canticchiare sotto voce “Simpathy for the devil” dei Rolling Stones, celebre brano la cui prima strofa viene messa in bocca al diabolico personaggio del mio romanzo, ebbe il merito di rendere ancora più realistica e inquietante la mia fantasia.


Raccontaci qualche curiosità.

Il mistero, e tutto ciò che non è spiegabile dalla scienza, hanno sempre esercitato su di me un fascino tutto particolare. A tal proposito mi piace ricordare una cosa accaduta molto tempo fa nel corso di una manifestazione di rievocazione medioevale a Gemona del Friuli, dove consultai una delle tante cartomanti che occupavano i vicoli di questa splendida cittadina. in quel periodo avevo un libro nel cassetto e desideravo sapere se ce l’avrei fatta a farmelo pubblicare. L’indovina, alla quale nascosi la vera natura della domanda riguardante il mio futuro, prefigurò per me la realizzazione di un progetto di tipo artistico. Ci azzeccò, perché qualche mese dopo firmai un contratto di pubblicazione per quel mio romanzo.


Hai qualche altro libro in lavorazione?

Ho appena terminato la stesura finale di un nuovo romanzo thriller di natura fantastica a sfondo psicologico dal titolo “Delirio”. È ambientato in una zona solitaria raggiungibile solo dal mare e dominata dalla presenza di un vecchio faro in disuso che sorge maestoso, con il suo fascino sinistro e inquietante, su di un promontorio roccioso. È piaciuto all’editore e penso che tra non molto sarà pubblicato.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Tra quelli più a portata di mano ci sono due viaggi: uno nel New Jersey sulle tracce dei luoghi storici di Bruce Springsteen, il mio vero e proprio oggetto di culto in campo musicale, l’altro nel Brasile, una terra che amo particolarmente per la sua grande cultura. Un sogno più difficile da realizzare è la riduzione per il cinema di uno dei miei romanzi.


Cosa significa per te scrivere?

Scrivere costituisce per me una valvola di sfogo, un piacevole passatempo, ma anche un grande impegno. Dopo avere immaginato la storia, facendo scorrere le immagini nella mia mente come fosse un film, mi metto al lavoro per dare vita ai personaggi e irrobustire il tessuto narrativo. Per me diventa allora un piacere vedere i protagonisti muoversi in maniera autonoma all’interno della vicenda che intendo narrare. Da padre di famiglia mi sembrano quasi dei figli, dapprima desiderati, poi concepiti, quindi fatti nascere e che vanno poi incontro al loro destino con le loro uniche forze.


La citazione preferita tratta dai tuoi libri?

Non me ne viene in mente una in particolare, a dire il vero, almeno non una di quelle tipo “Elementare, Watson!” o qualcosa del genere, anche se devo dire che sono un grande appassionato di metafore e similitudini che inserisco con una certa frequenza nei miei romanzi.


Ti andrebbe di dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori?

Il consiglio che mi sento di dare a chi ha un libro nel cassetto e vorrebbe farselo pubblicare, è quello di stare alla larga dall’editoria a pagamento. Scucire dei soldi per vedere il vostro nome stampato sulla copertina di un libro può appagare la vostra vanità, ma non fa di voi uno scrittore. In sostanza sarebbe come ingannare se stessi, prima ancora che gli altri. Se il romanzo è valido e ci credete veramente, rivolgetevi alle case editrici free: ce ne sono in giro molte, bene organizzate e intraprendenti.



Biografia:

Eugenio Nascimbeni è nato a Milano nel 1960, ma da anni vive in provincia di Bergamo.

Ha lavorato per la Rcs Quotidiani in qualità di credit supervisor, ma da agosto 2014 è felice pensionato.

Il suo esordio in campo letterario risale al 2007 quando fu pubblicato il suo primo thriller “Il traghettatore” dalla Leonardo Facco Editore di Treviglio.

Nel giugno 2012 ha pubblicato un giallo classico, “L’angelo che portava la morte”, con Lettere Animate Editore.

Nell’ottobre dello stesso anno è uscito, per Falzea Editore, il fantasy “La profezia di Karna e l’amuleto maledetto”.

Nel febbraio 2014 è stata pubblicata, sempre da Lettere Animate, una versione estesa del suo primo romanzo thriller “Il traghettatore”.

Un nuovo thriller, “Delirio”, è stato terminato da poco ed è in procinto di essere pubblicato nel corso del 2015.

Accanto a queste pubblicazioni ufficiali ce ne sono diverse altre edite in selfpublishing, tra cui un libro di poesie dedicate ai grandi miti della musica, dello sport, del cinema, prematuramente scomparsi: tutte sono disponibili sulla piattaforma lulu.com.

Unisce la passione per la lettura e la scrittura creativa a quella per la musica, in particolare per quella di Bruce Springsteen, suo vero e proprio oggetto di culto.

Il suo sogno nel cassetto è quello di visitare due luoghi a lui cari: il New Jersey dell’amato Springsteen, e il Brasile di Jorge Amado, uno dei suoi scrittori preferiti.

 


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Categories: - Maggio 2015