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L'amuleto di Samarcanda (J. Stroud, 2003)

Posted by Ilaria Pasqua on March 23, 2015 at 4:20 AM

"Bisognava rendergliene atto: era un tipo determinato. E anche molto stupido."


                                


Bartimeus è un jinn millenario che viene richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra da un ragazzino di dodici anni, Nathaniel. La missione che gli viene affidata è quella di rubare a un potente mago, Simon Lovelace, il potente amuleto di Samarcanda. Ma l’improbabile squadra si troverà in una situazione molto più difficile di quanto potessero immaginare.


Il primo libro della Trilogia di Bartimeus, scritta da Jonathan Stroud, è un'esplosione di idee che prendono vita in una Londra alternativa, cupa e buia, animata da personaggi dubbi, ma soprattutto alla completa mercé dei maghi. I maghi infatti dominano la città, hanno le maggiori cariche politiche e addestrano sempre nuovi adepti, Nathaniel è uno di questi. Quando era piccolo, ma non troppo da non ricordarsi i suoi genitori, viene affidato a un mago incompetente e freddo, Arthur Underwoord, che non lo allena come avrebbe dovuto.

Nathaniel cresce insoddisfatto, con un forte desiderio di riscatto che lo porta a bruciare le tappe: legge libri di magia avanzata e vuole vendetta per un evento che lo ha profondamente ferito. Bartimeus diventa il suo pericoloso strumento e il suo compagno (contrariato).

In verità Nathaniel smette di considerare molto presto Arthur Underwood come il suo vero maestro. I suoi maestri erano i maghi dei tempi passati che gli parlavano attraverso i libri, permettendogli di imparare alla velocità che più gli era congeniale e offrendo alla sua mente un susseguirsi infinito di meraviglie. Loro non lo trattavano con superiorità e non lo avrebbero tradito.

Questo viene definito "libro per ragazzi", ma devo dire che non mi sembra affatto “solo” un libro per ragazzi. L’amuleto di Samarcanda ha uno stile semplice e leggero (perché dovrebbe essere un difetto?) dal tono divertente e carico di ironia, i personaggi non sono troppo originali ma caratterizzati bene, soprattutto Bartimeus; mi sono fatta grasse risate a leggere i capitoli scritti dal suo punto di vista, di ironia e impertinenza ne ha in abbondanza, di idee anche. Riesce sempre a togliersi dai guai e a farla a tutti quelli che cercano di batterlo.


“Sono Bartimeus! Sono Sakhr al-Jinni, N’gorso il Possente, Serpente dalle Piume d’Argento! Ho riedificato le mura di Uruk, di Karnak e di Praga. Ho parlato con Salomone. Ho corso nelle praterie insieme ai padri dei bufali. Ho sorvegliato l’Antico Zimbabwe fino a quando le pietre caddero e gli sciacalli banchettarono con le sue genti. Sono Bartimeus! Non riconosco signore alcuno. E per questo ora sono io che ti ordino di parlare, ragazzo: chi sei tu per convocarmi?”


Se Bartimeus è un combinaguai eccellente, Nathaniel è invece un ragazzino brillante, ma insicuro, dalla sfrenata ambizione, e i capitoli in cui il narratore gli sta incollato, osservando attraverso i suoi occhi, sono meno scoppiettanti di quelli con il jinn, ma non poteva essere altrimenti. Bella la gerarchia di demoni, e davvero tanti e vari i nemici che si troveranno davanti.

Il ritmo è incalzante, i dialoghi ben scritti e l’ambientazione molto affascinante. La trama invece è divertente e ricca di sorprese che condurranno sempre più a fondo di una Londra corrotta, dove complottano forze esterne che tentano di rovesciare il governo e di dare ai maghi quello che si meritano. I maghi, stranamente, non ne escono bene, sono visti come personaggi negativi, corrotti fino al midollo, e questo, da chi ha amato il libro di maghi per eccellenza, Harry Potter, è difficile aspettarselo.

Sicuramente non si tratta di un fantasy classico o scontato, e riesce bene a distanziarsi dai predecessori, soprattutto, ripeto, per la presenza di Bartimeus che rende la lettura molto ma molto divertente. Trovata gustosa è quella delle note a piè di pagina che riportano le spiegazioni e i pensieri di Bartimeus, spassoso. Finito di leggerlo ho pensato a due cose: 1. Voglio leggere subito il seguito 2. Lo metto nella lista dei libri che devo far leggere in futuro a mio figlio (quando ce l’avrò;) per appassionarlo alla lettura.

Promosso e consigliato a chi vuole passare qualche ora rilassante.



Curiosità: La Miramax ha acquistato i diritti dell'intera trilogia per un adattamento cinematografico nel 2006. Ad oggi però non si hanno notizie.

 


Incipit:

“La temperatura della stanza crollò vertiginosamente. Una patina di ghiaccio si formò sulle tende e incrostò le lampade del soffitto. I filamenti delle lampadine si smorzarono e la luce si affievolì, mentre le candele che spuntavano su ogni superficie disponibile come una colonia di funghi si estinsero all’istante. Nella stanza semibuia si levò una nube sulfurea, gialla e irrespirabile, dentro la quale si agitavano ombre nere e indistinte. In lontananza si udiva un coro di voci urlanti.”

 

Categories: - Marzo 2015

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1 Comment

Reply Michael Richwas
7:15 AM on April 2, 2015 
Uno dei miei fantasy preferiti! Belli anche i successivi