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Selma (A. DuVernay, Usa 2014)

Posted by Ilaria Pasqua on March 20, 2015 at 4:00 AM

"La vita non è degna d'essere vissuta se non siamo disposti a morire per coloro che amiamo e per ciò in cui crediamo…"


                                         

 


Nella primavera del 1965 un gruppo di manifestanti guidati da Martin Luther King, scelsero la cittadina di Selma in Alabama per manifestare pacificamente a favore del diritto di voto degli afroamericani, sempre negato.

  


Selma è incentrato tutto sulla personalità complessa e sfaccettata di una delle personalità più influenti della storia americana. Il Martin Luther King della cineasta afroamericana Ava DuVernay, già miglior regista al Sundance del 2012 con Middle of Nowhere, è prima di tutto un uomo pieno di dubbi, che ha paura di sbagliare, un uomo immerso nel suo contesto familiare. David Oyelowo è bravo, bravissimo, ed è un peccato che non sia stato candidato agli Oscar, mi rimarrà certamente nel cuore il momento in cui durante la cerimonia è stata cantata la canzone del film, Glory, la sua espressione, le lacrime sincere, difficile da dimenticare, e probabilmente questo è uno dei motivi per cui il film va visto: è sentito, vissuto sulla pelle, prima di tutto dai suoi attori.

King con la sua grande intelligenza e profondo intuito compie scelte non sempre popolari, mai a cuor leggero, spesso dopo lunghe riflessioni tormentate. Con l'idea di una protesta pacifica e rispettosa della legge, con il perseguimento assoluto della non-violenza, piuttosto che di una negoziazione politica ferrea. Era un uomo che aveva uno sguardo già fisso sull’obiettivo e che dei piccoli risultati non si accontentava, se non come tasselli di un lungo percorso diretto verso quella meta finale.

L’apice del film è la meravigliosa scena sul ponte, e se capita poi di non ricordare più troppo di Selma, che alterna scene di violenza a sguardi sulla sua vita quotidiana - prima familiare e poi politica -, quella resta profondamente impressa.

     


È sicuramente un film che emoziona, con un'ambientazione precisa che fa respirare a pieni polmoni l'aria di quel periodo, ma ha anche il grande pregio di non puntare sulla commozione ad ogni costo, di non manipolare gli spettatori, come molti altri film di questo tipo fanno (mi viene subito da pensare a The Butler), piuttosto punta sul trasmettere quella grande forza interiore che riesce a smuovere chi guarda.

Cosa ha in più degli altri tantissimi film su Martin Luther King? La scelta della regista di calarsi nella sua vita trasformando Selma in un racconto intimo dei tormenti dei personaggi, prima di tutto uomini, permettendoci allo stesso tempo di partecipare, di vivere un momento delicato della storia. Annulla le distanze emotive, restituendo a personaggi storici così distanti da noi le loro fragilità, la loro umanità.



Trailer italiano:


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Trailer originale:

 


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Categories: - Marzo 2015

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