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L'Amore bugiardo - Gone Girl (D. Fincher, Usa 2014)

Posted by Ilaria Pasqua on January 26, 2015 at 4:35 AM

 

"Quando penso a mia moglie, penso sempre alla sua testa.

Immagino di aprirle quel cranio perfetto e srotolarle il cervello in cerca di risposte alle domande principali di ogni matrimonio.

A cosa pensi? Come ti senti? Che cosa ci siamo fatti?'"


                                    


 

Amy e Nick sembrano la coppia perfetta: sono sposati da cinque anni, sono colti e apprezzati. Il trasferimento però da New York a una cittadina di provincia non giova affatto alla loro relazione che va lentamente alla deriva. Senza un lavoro, con le rispettive ambizioni schiacciate involontariamente da quel rapporto e da quelle scelte, i due mutano. Lei è una annoiata e paranoica casalinga, lui è il proprietario senza fantasia di un bar che ha chiamato The Bar.

La coppia arriva al limite il giorno del loro quinto anniversario: lei scompare senza lasciare traccia, se non una pozza di sangue vagamente ripulita in cucina. Chiaramente il marito viene accusato di omicidio. Cosa è reale, cosa no? Lui ha l’assoluta aria da colpevole. Lei è all'apparenza semplicemente perfetta.

       


David Fincher si diverte a portare sul grande schermo questa storia, tratta dal romanzo di Gillian Flynn, e mette in piedi un thriller dai mille volti che abbonda di cinismo, cattiveria, follia, e che schiaccia qualsiasi sogno romantico.

Inizia così bene… con quel piacevole eco hitchockiano, almeno fino a un certo punto, poi però verso la metà si perde, a Fincher sfuggono di mano le briglie e addio. È proprio nel momento successivo al cambiamento, insomma è il secondo film (perché Gone Girl è un film doppio, ma non aggiungerò altro) è quella seconda parte per nulla facile da gestire che scivola via dal suo controllo.

È quando il presunto assassino si trasforma in vittima, e la vittima in presunto carnefice, entrambi maniaci a loro modo, morbosi, vuoti e narcisisti al di là dell’apparente perfezione, che il film slitta. Anche se colpisce comunque molto il mondo vuoto e subdolo, nauseante, che fa da contorno alle vicende, la pressione dei voraci media. David Fincher allestisce una realtà difficile da digerire.

Talmente estrema la finzione di quella seconda parte che renderla sullo schermo diventa una missione complessa. A tratti, a mio parere, è poco credibile, e l’ho percepito poco naturale, forzato ed eccessivo, quasi irreale (con una storia portata alle estreme conseguenze da personaggi talmente estremi da far dubitare che possano esistere). Era questo l’effetto che voleva raggiungere? Probabilmente sì, ma la verità è che funzionerà sicuramente più sulla carta di quanto l'abbia fatto e possa farlo al cinema. La storia è costantemente bombardata da una quantità di continui colpi di scena, a volte superflui, e piazzati in punti strategici alla ricerca di un effetto sorpresa che spesso non c’è.

      


Per quanto il rovesciamento verso la metà sia davvero intrigante, non è gestito poi come dovrebbe, ma forse il limite è della storia più che di Fincher che piuttosto osserva con occhio sempre attento, senza farsi ingannare, i volti reali dei protagonisti nascosti dietro l’immagine pubblica.

Azzeccati Rosamund Pike con quel viso innocente, e Ben Affleck spaesato e imperscrutabile.

Nonostante tutto la visione di questo film malvagio e perverso all'ennesima potenza, schiaccia e avvolge, irrita, rovescia lo stomaco, ti piazza davanti alla peggiore realtà possibile. Senza nessuna speranza, senza nessuna redenzione.

Avevo aspettative altissime per questo Gone Girl, e dopo averlo visto, averci ragionato su, posso solo dire: è un buon film, ma di certo non un capolavoro. Per questo la mancata candidatura agli Oscar non mi colpisce troppo, certo però che in confronto ad alcuni degli altri candidati… non c’è proprio storia.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Gennaio 2015