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The Imitation Game (M. Tyldum, Usa 2014)

Posted by Ilaria Pasqua on January 19, 2015 at 3:30 AM


"Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare..."


                                        


Alan Turing è un brillante quanto scorbutico matematico nella Manchester dei primi anni ’50. Un giorno gli viene affidato un incarico di estrema segretezza: decriptare il codice Enigma, ideato dai Nazisti, per poter vincere finalmente la guerra. E lui, seguito da un gruppo di altri scienziati, lo farà.

Il titolo dice già molto di questo film. È un gioco d’imitazione, di sotterfugi, che riguardano sia il codice nazista ma anche l’attività che il gruppo porta avanti sotto copertura. Ma il gioco imitativo non si ferma qua, perché Turing nasconde a tutti cosa è realmente, in un mondo ancora del tutto pericoloso e in un’Inghilterra ottusa e rigida, pronta a sfruttare i suoi puri talenti per poi torturarlo. Un’Inghilterra che annulla qualsiasi forma di disobbedienza a favore di una normalità che non è normalità, un cieco assassino fatto di gerarchie e tradizioni antiquate e conservatrici, persecutorie.

    


Turing è un genio, anche se completamente incapace di interagire con il prossimo, è capace di comunicare solo attraverso i numeri, un visionario che diventerà presto vittima. Ricorre sempre questo parallelismo tra comunicazione umana e comunicazione cifrata, con numeri e codici. Sin da bambino Turing non sa separarle, non sa sbrogliare la matassa, capire come fare a decifrare il comportamento umano. Non capisce gli uomini, ma nemmeno gli uomini capiscono lui. È piuttosto sempre al centro di sentimenti di invidia, paura, ostilità, diffidenza.

La storia è costruita molto bene, alternando flashback della vita da bambino di Turing, al racconto sotto interrogatorio dello stesso sulla costruzione della macchina, quell’incredibile prodigio che sarà l’antenato dei nostri computer.

     


Meraviglioso Benedict Cumberbatch in questo ruolo, centro assoluto del film, perché è la sua personalità, il suo destino, piuttosto che il codice a essere il vero motore del film. Consapevole e senza speranza, condannato a una genialità che con sicurezza lo porta ad affrontare “tutto ciò che si può calcolare” da assoluto vincitore e allo stesso tempo a una fragilità emotiva e sofferenza per la sua condizione che lo schiacciano lentamente, a volte sembra voler diventare macchina per non provare nulla, per riuscire a decifrarsi. Ed è attraverso i suoi occhi che vediamo l’Inghilterra, da un outsider che la farà sembrare ancora più stridente. Bravi anche i coprimari, soprattutto Keira Knightley e Michael Goodman.

   


The Imitation Game perciò, a mio parere, è un film riuscito. Anche se abbastanza convenzionale riesce a catturare bene l'anima di quest'uomo, la sua vita difficile, e si lascia guardare con grande interesse.

La cosa particolare da notare è che il cast non è inglese (almeno non tutto), europeo, ma non inglese. Una scelta strana che svela l’intenzione di presentare il film con una prospettiva altra, un modo per raccontare limiti e contraddizioni, per mettere a nudo convenzioni e assurdità, estremismi che hanno condannato il “martire”, il salvatore.

Consiglio di vederlo in lingua originale.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Gennaio 2015