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Kill Your Darlings - Giovani ribelli (J. Krokidas, Usa 2013)

Posted by Ilaria Pasqua on January 12, 2015 at 3:05 AM


                                        "Benvenuto sull'orlo del mondo."


                                       


Allen Ginsberg è figlio di un poeta e di una madre affetta da un disturbo mortale e vive nella sua casa aspettando un cambiamento. Ne ha l’occasione quando viene ammesso alla Columbia University.

È tra le mura dell’università che incontra Lucien Carr, studente benestante bellissimo e interessante che lo introduce a tutto un sottosuolo di artisti, Jack Kerouac e William Borroughs in primis, che desiderano portare un cambiamento nella letteratura, proprio come lui.

Chi ospita questo circolo di giovani scrittori ribelli è l’ex professore divenuto bidello David Kammerer, amante di Lucien.

La presenza di David Kammerer però getta un'ombra fastidiosa sulla vita di questi ragazzi, fino all’evento traumatico che li costringerà a fare i conti con la propria vita e a prendere una decisione.

   


Kill Your Darlings è un film affascinante, dove si riesce a percepire con grande forza l’urgenza di questa generazione che desiderava cambiare il mondo creando una loro letteratura.

In confronto all’opaco On the road, che lo precede di poco, questo film riesce sicuramente dove il primo ha fallito. Ci si sente irrequieti di fronte alle immagini che scorrono, e i tre scrittori sono vivi e vitali come uno se li è sempre immaginati pensando a questo periodo. Qui sono colti nel momento cruciale, l’origine del movimento beat.

Si sente urlare contro la visione chiusa dei professori, della stessa università con le sue convenzioni perbeniste che intrappolano il corpo e la mente, si sente l’irrequietezza, il desiderio di avere di più, di sentirsi troppo stretti e di non sapere dove andare. Sperimentano la libertà attraverso le droghe, chiusi tra quelle quattro pareti, immersi in un'atmosfera cupa e buia, fino a quando la realtà fuori busserà con più forza alla porta.


  


Il nucleo beat è ben interpretato dagli attori che riescono a restituire quella ambiguità che scorre nelle vene di questo film dall’inizio alla fine. Bravissimo Dane DeHaan, enigmatico, sofferente, irrequieto e ambiguo ragazzo senza nessun talento, se non la sua bellezza con cui strappa parole per poter sopravvivere, ma che ha la grande capacità di essere il collante senza cui questo gruppo di artisti ribelli e anarchici non si sarebbe mai formato.

E bravo persino Daniel Radcliffe, in panni belli e allo stesso tempo dannati, fastidiosi.

Molte sono le scene ben costruite e che rimangono in mente, a partire da quelle in cui viene “ricostruito” il crimine attraverso lo sguardo di Allen.

Il primo lavoro di John Krokidas rischiava di finire come On the Road ma è invece riuscito ad avere una sua voce precisa, staccandosi dalla biografica per immergersi in un noir psicologico e allucinogeno, per questo merita certamente una visione.



Trailer italiano:


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Trailer originale:

 

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Categories: - Gennaio 2015