"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era più vita che di qua"

Italo Calvino

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Her (S. Jonze, Usa 2013)

Posted by info.ilariapasqua on January 2, 2015 at 3:30 AM


         “Innamorarsi è una cosa folle. È una forma di follia socialmente accettabile”


                                          


Theodore per lavoro scrive lettere personali per conto di altri, lo fa con grande passione e abilità. Però da quando lui e sua moglie si sono separati non riesce a farsi una vita e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando viene messo sul mercato un nuovo sistema operativo, animato da un’intelligenza artificiale sorprendentemente umana, Theodore aderisce subito. Con Samantha stringerà una relazione complessa e particolare.

      


Cos’è Her. Her è tante cose: è una storia d’amore atipica, un film sulla solitudine, un film sui rapporti umani, un film di fantascienza romantico dove la tecnologia diviene riflesso dell’umanità. Non un film SULLA tecnologia. Nasconde tutto un mondo.

È un tempo non troppo distante dal nostro, qualche anno avanti a oggi, ma la tecnologia si è sviluppata molto; tante superfici touch, nuovi particolari mestieri, e delle intelligenze virtuali che sono di gran conforto. Non c’è terrore della tecnologia in questo film, per Spike Jonze, questa volta anche sceneggiatore, essa è piuttosto un supporto. Non c’è nessuna guerra, né è visibile uno sviluppo, è tutto già perfettamente integrato nella vita di tutti i giorni e gli uomini se ne servono senza porsi troppe domande.

Il rapporto con le macchine è qui impiegato come spunto di riflessione non statico, è piuttosto un mezzo per osservare, mettere a nudo i rapporti, le relazioni tra esseri umani. Grovigli complicati e all’apparenza incomprensibili. L’uomo in Her si guarda attraverso di essa, ci si specchia. Theodore in particolare fugge, si nasconde, poi prende coscienza e elabora la fine di un amore, capisce di dover andare avanti, di dover voltare pagina, e lo fa attraverso esperienze particolari, attraverso il suo rapporto con Samantha. Ed è sul percorso di crescita interiore del protagonista che Jonze si sofferma, forse a tratti indugiando troppo.

     


I rapporti tra gli uomini e le intelligenze artificiali, questi nuovi sistemi tecnologici, allontanano però gli uomini l’uno dall’altro, e vederli salire le scale della metro, tutti concentrati sui propri smartphone ha chiaramente destato quel déjà vu inevitabile e messo addosso parecchia apprensione. Perché se è pur vero che la tecnologia qui non viene criticata, non si può comunque ignorare il rapporto di dipendenza che si è instaurato tra essere umano e macchina. I rapporti sono diventati quasi impossibili. Theodore ha pochi amici che perlopiù ignora, sono solo sporadici e quasi casuali incontri, e tutti i tentativi che farà nel mondo reale per ricostruire un vero contatto con il prossimo falliranno miseramente, per questo non sembra esserci altro che la bella Samantha, l’arguta, brillante, socievole, sensuale, calda e accogliente Samantha, interpretata da Scarlett Johansson che solo con la voce riesce a dare anima a una persona che non esiste e che paradossalmente riuscirà a spingere Theodore, un indimenticabile Joaquin Phoenix, ad aprirsi verso il mondo. 


In conclusione Her, spolverando vecchie e nuove tematiche, affrontandole da diverse angolazioni, attraverso nuovi oggetti, nuovi occhi, ci dice davvero molto dei tempi che stiamo vivendo e che vivremo. Per me uno dei migliori film del 2013, e non solo. Indispensabile.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:


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Categories: - Gennaio 2015

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