"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era più vita che di qua"

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (J. Jonasson, 2009)

Posted by info.ilariapasqua on December 29, 2014 at 3:00 AM


“Immaginò di trovarsi di fronte all’ultimo ostacolo e si concentrò a tal punto che il muretto rimpicciolì davanti ai suoi occhi, fin quasi a scomparire.”


                                     


Allan Karlsson compie cento anni e la casa di riposo che lo ospita intende fare festeggiamenti in grande, Allan però ha tutta un’altra idea e così decide di scappare dalla finestra. Da qui inizierà un lungo viaggio che lo porterà a incontrare la gente più strampalata.

 

Il viaggio di questo vecchietto attraversa ben un secolo. Il libro infatti alterna capitoli di flashback con il presente, e diventa sempre più nitida l’immagine di quest’uomo che nel corso della vita ha avuto tra le mani più di una patata bollente, più di una decisione importante: incontrerà i più disparati personaggi storici, si ritroverà nei guai più feroci, nei casini più intricati e impossibili da risolvere, e nonostante questo se la caverà sempre.

Questo Allan mi ha ricordato un po’ un novello Forrest Gump, forse persino più ingenuo, e mi sono divertita a leggere le sue disavventure sempre più strambe e fuori dalle righe. Infatti più si va avanti più le vicende si fanno surreali e fantasiose, proprio questo a mio parere è il pregio de Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve. Proprio i flashback sono il cuore della storia.

La parte di presente con la fuga e il viaggio sembra quasi un espediente furbo per avere tutto il tempo di parlare della vita di quest’uomo. Molto spesso infatti la storia dei giorni nostri mi è sembrata molto spenta e allungata, tirata per le lunghe, infoltita di personaggi e punti di vista per fare in modo che restasse in piedi. Anche perché a un certo punto si desidera solo conoscere il passato di questo vecchietto tutto matto.

Sicuramente si fa un bel ripasso di storia, a volte forse un po’ troppo pedante. Il passato è infatti molto ma molto dettagliato e a tratti stanca. Insomma, nonostante la storia del vecchio Allan sia pura fantasia, la parte storica ci fa rivivere con attenzione tutto un secolo, ci fa conoscere personaggi storici e ridere per il modo in cui Allan fa la loro conoscenza, proprio come un Forrest Gump, o ancora come uno dei personaggi strampalati di Vacanze Matte di Richard Powell, o come un Homer Simpson, molto più intelligente però.


“Non è poi così difficile interpretare la parte dello scemo se lo si è di natura.”


Il ritmo, nel corso della narrazione, si affievolisce, la storia prosegue tra alti e bassi che mi hanno impedito di entrare nella storia come avrei voluto. L’ho letta un po' tutta con troppo distacco, anche se l’ironia della narrazione è riuscita comunque a tenermi agganciata abbastanza da proseguire fino alla fine.

Ho, verso questo libro, sentimenti ambivalenti, perché post lettura, a pensarci su, posso affermare di essermi divertita, ma ricordo che mentre ero immersa nella storia a volte avevo voglia di saltare pagine per andare oltre. Comunque se cercate una lettura leggera e scorrevole (magari siete appassionati anche di storia?) questo fa per voi. Si legge sicuramente con piacere. A me ha lasciato una vaga, molto vaga, impronta, e questo mi è dispiaciuto molto.


“Aveva girato il mondo e di cose ne aveva viste tante, ma una in particolare l’aveva colpito, e cioè che i conflitti più grandi e apparentemente irrisolvibili si basavano sempre sullo stesso presupposto. La soluzione il più delle volte consisteva nello scolarsi insieme una bella bottiglia di acquavite intorno ai settantacinque gradi e guardare al futuro.”



Curiosità: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è stato adattato per il grande schermo nel 2013.



Incipit:

Capitolo 1

Lunedì 2 maggio 2005

Di certo Allan Karlsson avrebbe potuto pensarci prima e, magari, comunicare agli interessati la sua decisione. In effetti non aveva mai riflettuto troppo sulle cose. Ecco perché quell’idea non ebbe neanche il tempo di fissarsi nella sua testa che già aveva aperto la finestra della stanza al pianterreno della casa di riposo di Malmköping, nel Sörmland, per poi sgusciare fuori e atterrare nell’aiuola sottostante.

La manovra richiedeva un certo fegato, dal momento che Allan compiva cent’anni proprio quel giorno. Solo un’ora dopo nella sala comune della casa di riposo avrebbero avuto inizio i festeggiamenti. Sarebbe stato presente persino il segretario comunale. E l’inviata del giornale locale. E tutti gli ospiti dell’ospizio. E tutto il personale, capitanato dalla ringhiosa e arcigna infermiera Alice. Soltanto il festeggiato non aveva la benché minima intenzione di partecipare.


 

Categories: - Dicembre 2014

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