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Il giorno dei trifidi (J. Wyndham, 1951)

Posted by Ilaria Pasqua on December 15, 2014 at 3:35 AM


"Per alcuni istanti li guardai a mia volta. Ci volle un po' di tempo perché mi rendessi conto della realtà"


                                       


Bill Masen si risveglia in ospedale e comprende subito che qualcosa non va. Un’inquietante silenzio ha invaso i corridoi e l’intera città, ma lui non può capire cosa è successo perché, dopo essere entrato in contatto con alcune gocce di un veleno mortale, è stato bendato.

Quando finalmente torna a vedere si rende conto che le persone sono diventate tutte cieche.

Il mondo è stato invaso da una pianta carnivora intelligente che ha attecchito con tranquillità senza che nessuno sospettasse troppo della sua pericolosità: i trifidi.

Così inizierà un viaggio per la sopravvivenza.

 

Grande capolavoro di John Wyndham, Il giorno dei trifidi non ha perso affatto smalto nel corso dei decenni. Si legge con immenso piacere e con altrettanto coinvolgimento. La narrazione procede spedita ed è quasi impossibile staccare gli occhi dalle pagine. Wyndham riesce a delineare con immensa abilità un'ambientazione ostile e un clima di terrore post apocalittico, con una Londra decadente che mette i brividi, dove la speranza è bandita.

L’inizio, molto alla “28 giorni dopo” di Danny Boyle o alla “The Walking Dead”, è fulminante, e fa immergere nella lettura alla velocità della luce, dà subito quel senso di disagio e di allarme che serve per proseguire.

Gli ostacoli che Bill e gli altri sopravvissuti dovranno affrontare saranno tantissimi e la situazione evolverà rapidamente, infatti la storia copre quasi un decennio.

Ci saranno epidemie, scontri tra uomini, dubbi morali, città vittime di un disfacimento sempre più forte, poi i trifidi, nuovi padroni del pianeta sempre pronti a colpire, che aspettano e aspettano, senza fretta che l'uomo tolga le tende. E una società che si è dovuta riorganizzare come poteva, regredendo, senza scorgere altre possibilità che instaurare una sorta di regime feudale.

E i lettori, attraverso gli occhi di Bill, seguiranno il mondo mentre si sfalda, alla ricerca di una strada per rinascere.



Incipit:

Quando un giorno che sapete essere mercoledì comincia subito a sembrarvi domenica, vuol dire che da qualche parte c'è qualcosa che proprio non funziona.

Provai quella sensazione dal momento in cui mi svegliai. Eppure, quando cominciai ad acquistare maggiore lucidità, non ne fui più così sicuro. In fondo era molto probabile che fossi io a sbagliarmi, e non tutti gli altri… anche se non riuscivo a capire come potesse succedere. Continuai ad aspettare, pieno di dubbi. Ma quasi subito ebbe la mia prova obiettiva, il rintocco di un orologio lontano: otto colpi, mi sembrò. Ascoltai attentamente, pieno di sospetto. Subito iniziò a rintoccare un altro orologio, su un tono alto, deciso. Senza fretta batté le otto, in modo inequivocabile. Allora seppi con certezza che le cose andavano male.


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