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Edge of Tomorrow (D. Liman, Usa 2014)

Posted by Ilaria Pasqua on November 17, 2014 at 3:00 AM


                                   "Quando ti svegli vieni a cercarmi!"


                                                                                        


Il mondo è in guerra, alieni venuti da chissà dove stanno cercando di sterminare gli esseri umani. Il maggiore Cage, addetto all’ufficio stampa dell’esercito degli Stati Uniti, finisce in prima linea. Ma ogni volta che viene ucciso in battaglia ritorna allo stesso preciso momento: il giorno precedente.


Non sono una grande fan di Tom Cruise, lo ammetto, ma in questo tipo di film lui riesce sempre a dare il meglio di sé. In questo Edge of Tomorrow, in particolare la recitazione è persino migliore del solito.

L’idea di base del film, il loop temporale, la manipolazione del flusso temporale, è stata sfruttata tantissime volte. Il protagonista è condannato a rivivere all’infinito la stessa situazione, ad ascoltare le stesse conversazioni che si ripetono, mentre si mantiene tutto il bagaglio di conoscenze che ha acquisito durante le continue morti. Sì, ne conosciamo parecchi. Per cinema, televisione e libri è un tema abusato. Ma questo non è un buon motivo per evitare questo film, perché un giudizio affrettato potrebbe decisamente portare fuori strada.

       


Il film è ben strutturato, e gli apparentemente infiniti “inizi” non sono affatto fastidiosi da seguire e riseguire. A ogni nuova partenza si affianca una nuova conoscenza, si fa un piccolo passo in avanti. Perché sì, quando il generale Caige ammortizza la sorpresa e capisce di ritrovarsi in questo loop temporale, pensa di utilizzarlo a suo vantaggio, o almeno a vantaggio della guerra. Potrebbe forse evitare in qualche modo quella strage dove morirà non solo lui ma l’intero esercito. E così continua a ricominciare, per cercare una via d’uscita. Lo aiuterà in questo il sergente Rita Vrataski, donna tutto d’un pezzo che è un po’ il simbolo dell’eroina di questa guerra. La scelta di Emily Blunt per il ruolo è stato quasi sconvolgente. Scelta azzeccata contro ogni previsione: la Blunt ha messo su un fisico spaventoso ma soprattutto ha donato grande spessore a un personaggio da cui non ci si aspettava molto se non quello di essere una buona “spalla” per il protagonista. Emily Blunt ha reso Rita una donna dura e forte ma segnata profondamente dagli eventi. E me lo potevo ben immaginare da un’attrice come lei, anche se il colpo di vederla in un film del genere non è stato ancora del tutto attutito…

                   


L’agente Craige inizia da non-eroe, vuole solo sottrarsi a quella giornata di battaglia perché non sa combattere, anzi, è proprio scarso. Sembra trovarsi nella posizione meno adatta possibile. Ma nel corso del film, morendo e rinascendo tantissime volte, morendo e rinascendo come persone nuove che però non hanno dimenticato, diventerà l’eroe in gamba e affidabile. Il messaggio che dal film risalta agli occhi è che il destino non è mai scritto, si può cambiare, ma per farlo ci vuole tanto impegno, bisogna sacrificarsi, migliorare se stessi senza arrendersi. Ogni volta che qualcosa di nuovo ci accade, che avviene un cambiamento, è come ripartire da zero, è proprio come rinascere, e tornare alla vita. Proprio come il personaggio di Craig.


Sicuramente il film scivola in modo piacevole, tenendo incollato lo spettatore interrotto sempre sul più bello, ma non fila però liscio fino alla fine, se la prima parte è ben congegnata, e soprattutto a livello di sceneggiatura si notano un paio di incertezze e di scelte abbastanza discutibili, la seconda parte infatti soffre un po’ dei continui rinvii temporali, forse a tratti eccessivi, e di un’abbastanza importante incongruenza logica, fino a un finale che a mio parere è da cancellare del tutto. L’impressione è che si è spinto su un lieto fine che in questo caso stona profondamente e anzi sembra quasi buttato lì per sbrigarsi a chiudere. Sarebbe bastato un piccolo accorgimento per innalzare il film ben oltre il livello che ha raggiunto con questa pecca finale.

       


Il film eccelle però nella fotografia e nella scenografia. Bellissimi gli scenari: città devastate, interni futuristici, costumi credibili ed effetti speciali precisi. Sembra tutto studiato con grandissima attenzione. Si respira l’aria di un futuro prossimo, sicuramente più avanti nella tecnologia ma non così lontano da noi. Menzione speciale per gli esoscheletri, che si percepiscono veri fino in fondo, sia nell’utilizzo che nel funzionamento. Stesso discorso per gli alieni, mai visti così. Sono dei capolavori.

In conclusione un film piacevole che riesce nel suo intento, nonostante un finale da cancellare.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Novembre 2014