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 "Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui 
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Assurdo Universo (F. Brown, 1949)

Posted by Ilaria Pasqua on October 10, 2014 at 3:10 AM


“Abbiamo quindi un numero infinito di universi consistenti. In questo numero sono compresi questo universo e quello da cui tu provieni, essi sono ugualmente reali egualmente veri. Ma tu, Keith Winton, riesci a concepire che cosa voglia dire un’infinità di universi?

“Bene… sì e no.”


                                                     


Keith è uno scrittore di fantascienza molto sfortunato, perché un giorno si ritrova a essere colpito da un razzo spaziale. Dopo l’impatto si risveglia frastornato e si rende con stupore quasi subito conto che le cose non filano più come poco prima. È l’inizio di un viaggio assurdo in un mondo altro, allo stesso tempo uguale e diverso dal proprio. Un universo assurdo, paradossale, che costringe Keith, per sopravvivere, per capire cosa accade, cosa ha sconvolto il suo mondo e la sua vita, a improvvisarsi detective. Si farà in quattro, mettendo a rischio se stesso, nel tentativo disperato di risolvere il mistero, fuggendo da qualcosa che all’apparenza è incomprensibile.

Ma cosa è successo?

 

Fredrick Brown è sempre geniale. Anche questo suo Assurdo Universo è una perla del genere, un concentrato di situazioni irresistibili. Bizzarro, surreale, leggero, scritto in modo impeccabile, semplicemente perfetto. L’ambientazione in cui il nostro protagonista si trova a muoversi è geniale, l’immaginario ricco e sempre pieno di invenzioni; l’idea della Totalnebbia che infesta le città di notte è così suggestiva da far restare del tutto avvinti, profondamente incuriositi e con una voglia incredibile di proseguire. Il tutto con poche, pochissime pennellate.

La storia è molte cose, fantascienza quanto giallo infarcito di elementi surreali. Del tutto irresistibile, sin dalla prima pagina, inarrestabile, coinvolgente. Questo scrittore ha la capacità innata di attrarre a colpo d’occhio, bastano poche righe per farsi trascinare all’interno di mondi fantastici, unici e misteriosi. E poi c’è quella dose di ironia che fa sorridere e divertire, che rende la lettura ancora più piacevole e più leggera. Questo è un altro grande pregio dello scrittore: l’estrema leggerezza che non vuol dire leggerezza di contenuti, o banalità, anzi. Non c’è un elemento fuori posto, un ingranaggio che si intoppa, no, tutto funziona come dovrebbe, sfiorando la perfezione.

Preziosa in questo caso anche la prefazione che mi ha fatto ragionare molto su questa scena, sulle parole rivolte al protagonista.


“Di qualunque cosa si tratti, non la conosciamo. Ma tu conosci i particolari, lo schema dei circuiti? Non rispondere a voce alta, basta il pensiero, è un sistema più rapido e il tempo conta… Cerca di ricordare… sì, hai visto gli schemi e i valori… l’equazione. Tu non li conosci coscientemente, ma essi sono nel tuo subconscio, credo che potrei farli venire alla luce sottoponendoti a una leggera ipnosi. Accetti di sottoporti all’esperimento?”


Ci avete pensato anche voi? Questo è proprio ciò che fa la letteratura: fornisce i particolari della storia che noi dimentichiamo, e la letteratura è la “leggera ipnosi” a cui lo scrittore ci sottopone per farli riemergere. E noi avremo vissuto in ipnosi un viaggio simile a un sogno, solo all’apparenza guidato, in un modo del tutto nostro, perché ogni modo in cui viviamo l’ipnosi è diverso dall’altro. Il modo in cui viviamo il libro è personale, nostro.

 

Geniale, il tutto nascosto tra le righe, e di colpo la storia diventa anche altro, assume un nuovo vestito. Ma voi accettate di sottoporvi a questo esperimento?




Incipit:

Il primo tentativo di mandare un razzo sulla Luna avvenne nel 1954, e fu un fallimento. Il missile, probabilmente a causa di un difetto strutturale nei meccanismi di guida, ricadde infatti sulla Terra provocando una decina di vittime. Anche se non era munito di una testata esplosiva, il razzo — perché il suo impatto sulla superficie lunare potesse essere osservato da terra — portava un potenziomotore Burton destinato a caricarsi durante tutto il percorso attraverso lo spazio per accumulare un potenziale elettrico tale da causare, scaricandosi di colpo nell'impatto con la Luna, un lampo migliaia di volte più luminoso di qualsiasi fulmine.

 


Categories: - Ottobre 2014