"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era più vita che di qua"

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Si alza il vento (H. Miyazaki, Giappone 2013)

Posted by info.ilariapasqua on September 15, 2014 at 2:30 AM


                                        “Si alza il vento... bisogna provare a vivere”


                                               



Ennesimo capolavoro di Miyazaki, ma quello che vi troverete davanti è qualcosa di molto diverso rispetto ai soliti film del maestro.

Jiro Horikoshi è un giovane che adora gli aerei ma ha un impedimento: purtroppo è miope e non potrà mai guidarne uno. Ma questo diventerà uno stimolo per un nuovo e più importante obiettivo: progettare gli aerei. Così diventerà un ingegnere areonautico e il suo talento lo porterà presto a ideare i famosi aerei da guerra Zero. Durante questo periodo il ragazzo incontrerà anche l’amore della sua vita, Naoko, colpita dalla tubercolosi.


         


Volerò lontana dalle polemiche che hanno girato intorno a questo film e lo vedrò solo con i miei occhi.

Questa è la storia di un sognatore. Un sognatore che farà di tutto per inseguire il suo sogno, lavorando duramente, senza nessun tentennamento, spinto solo dalla cieca passione. È un giovane brillante, è un visionario. Sogna ad occhi aperti futuri che ancora non esistono. Ed è in uno di questi sogni che incontrerà Giovanni Caproni, il famoso ingegnere aeronautico italiano. Queste sono le uniche incursioni nel fantastico che si concede il maestro, solo i sogni portano a paesaggi verdi e a idee di libertà. La realtà è molto più dura, tra i terremoti e la guerra, Jiro cercherà di progettare il suo aereo ideale, pur sapendo che sarà destinato a perdersi in guerra, a non tornare. Ma lo fa comunque, perché non può cedere al richiamo e al desiderio di realizzare questo suo grande sogno, e per questo metterà egoisticamente in secondo piano ogni cosa.

 

Naoko sarà la sua casa, il posto dove tornare a riposare, un ulteriore stimolo a continuare. Sarà acqua, aria, cibo, l’unico posto in cui riprendere fiato prima di tornare in apnea, al lavoro, per una lunga tirata fino alla fine. Naoko sarà come una madre che veglierà su un figlio che va protetto. Perché Jiro è come fosse ancora un bambino chiuso nel suo mondo di sogni. In un certo senso un bambino superficiale mai cresciuto che non pensa alle conseguenze delle sue azioni. Un bambino che come sogno ha di creare degli aerei turistici, e invece ciò che ne uscirà fuori sarà la guerra.

 

Cosa ho pensato vedendo questo film? Sono rimasta di nuovo ammaliata dalle spettacolari animazioni, ancora migliori dei precedenti lavori, dai dettagli curati fino al minimo punto, dalla suggestiva colonna sonora, e poi colpita dal tono che oscillava dalla cupa realtà della guerra a quella dei sogni. E ho seguito sempre questa linea, ho visto attraverso gli occhi di Jiro il sogno mentre si realizzava, il sogno cozzare contro la realtà, molto più invadente del solito. Alla fin fine un sogno che diventa realtà per dissolversi subito. Perché Miyazaki sembra dirci che una fiamma così ardente può sfociare solo in qualcosa di estremamente negativo. Per arrivare a qualcosa di così puro si deve attraversare l’inferno. E poi che tutti i sogni hanno un prezzo, spesso talmente salato da farli rimpiangere.

 

            


Per questo è un Miyazaki insolito, un Miyazaki meno allegro e spensierato, più pessimista e realista, soprattutto. Si alza il vento è un film che vuole mostrare una vita intera, la sua. E mi sembra quasi di vederlo diventare adulto solo ora. Non so spiegare bene questa sensazione. È come se avesse deciso di colpo di spalancare gli occhi sul mondo, come se nel suo ultimo film avesse voluto staccarsi dai suoi precedenti lavori e fare un passo in una direzione che doveva essere inevitabile. Non è stato solo un omaggio, un film su qualcosa che ama terribilmente, gli aerei, ma quasi una crescita, una presa di coscienza. Per questo profuma di autobiografia, e in quel giovane sognatore si rivede proprio lui, con i suoi fallimenti, quella terribile malinconia su ciò che poteva essere e non è stato. Ormai sembrava una necessità, quella di guardarsi indietro, come a dire: “era arrivato il momento di farlo”. È l’ultimo punto alla fine dell’ultima frase, quello che tutti amano chiamare "il suo testamento artistico e spirituale", sì, hanno ragione, e la cosa mi ha rattristata molto. Però mi ha lasciata anche con il cuore pieno di emozioni. Perchè è questo ciò che ci affida tra le mani alla fine, un messaggio di gratitudine verso la vita e verso questo pianeta, un messaggio che infonde pace e serenità, che invita a vivere, nonostante i rimorsi, invita a vivere, nonostante tutto.

In conclusione, delicato, poetico. Struggente… Un inno alla creatività, ai sogni e alla vita.

 

 

 



Trailer italiano:

 


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Categories: - Settembre 2014

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2 Comments

Reply Jean Jacques
6:31 PM on September 16, 2014 
Un film che sembra mettere d'accordo tutti. Non il migliore del sensei, a mio parere, ma un canto del cigno di straordinaria bellezza.
Reply info.ilariapasqua
2:12 AM on September 17, 2014 
Grazie di essere passato! Sì, non te lo saprei spiegare... è che il film è così sentito e quasi viscerale, con questo suo mescolare passioni e autobiografia, che i difetti finiscono per appianarsi da soli. O forse il fatto che sia l'ultimo film del maestro... mi acceca un po'. Ma non importerebbe, di emozioni me ne ha date davvero molte, e per me è più che abbastanza.