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Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie (M. Reeves, Usa, 2014)

Posted by Ilaria Pasqua on August 6, 2014 at 11:00 AM


"Ho visto come sono. Vogliono quello che vogliamo noi...sopravvivere. Non vogliono una guerra"

       

                                     


Sono passati dieci anni da quando le scimmie più evolute sono fuggite e hanno combattuto gli uomini guidati da Cesare. In questo breve periodo gli esseri umani sono stati quasi distrutti dal virus che per loro si è rivelato letale. La razza umana è stata quasi del tutto sterminata, solo un bel gruppo di superstiti sopravvive, un piccolo manipolo di persone naturalmente immuni che si sono ritirate nella decadente San Francisco così come le scimmie si sono nascoste nella foresta.

Le scimmie vivono in pace, convinte ormai che gli uomini non esistano più, ma chiaramente le due razze finiranno per incontrarsi ancora una volta. Gli uomini hanno infatti bisogno della diga vicino al villaggio delle scimmie per poter avere ancora una volta l’elettricità e iniziare forse di nuovo a vivere. La decisione che Cesare prenderà non sarà facile e creerà una spaccatura tra chi desidera la pace e chi la guerra, proprio come accade tra gli esseri umani…


            


Comincio col dire che sono rimasta estasiata da questo film. Sin dalle prime battute mi ha del tutto avvinta, non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo. Il merito sicuramente va alla decisione di darci sin da subito il punto di vista delle scimmie. Ci inoltriamo nel villaggio, conosciamo meglio quel Cesare saggio e il mondo che ha costruito intorno a sé. Poi vediamo gli esseri umani, poveri e disperati, e nonostante tutto si parteggia per le scimmie, per un'unione pacifica. Il protagonista cerca sin da subito un contatto e riuscirà a ottenerlo, ma non tutti gli uomini sono come lui.

Reso magnificamente è il rapporto conflittuale, difficile, che Cesare ha con gli umani e con i suoi simili, e anche la relazione che stringe con il protagonista umano, Malcolm, che è intensa e coinvolgente.

Ciò che ho davvero apprezzato è stata la scelta del regista-sceneggiatore di trattare le scimmie con la stessa attenzione dovuta agli esseri umani, e ci è riuscito perfettamente: anche le scimmie sono esseri complessi con degli ideali e dei desideri. Così il film gioca su due poli: abbiamo il gruppo di scimmie diviso in due fazioni (buoni e cattivi), e il gruppo di esseri umani, bilanciato alla stessa maniera. Vengono sfumati i confini tanto che le scimmie e gli esseri umani finiscono quasi per confondersi. È sicuramente questo l’intento finale, visto che l’evoluzione delle scimmie non è ancora arrivata al picco assoluto, alla totale umanizzazione, cosa che di certo avverrà nel terzo film che attendo ora con trepidazione, come non è accaduto forse alla fine del primo.


               


Questo secondo capitolo è infatti in tutto e per tutto superiore al precedente L'alba del pianeta delle scimmie, e basti questo a spingere a una visione. La tensione cresce lentamente fino ad esplodere nel bellissimo conflitto finale, ma il susseguirsi delle vicende, anche se è chiaro sin dall'inizio, cerca di seguire binari il meno banali possibile, riuscendoci spesso, prendendo in controtempo lo spettatore, cercando di sorprenderlo quando è possibile farlo. Le visioni diverse e ugali delle scimmie e degli esseri umani si intrecciano, si confondono, a volte sfiorandosi appena, si scambiano, convergono, esplodono nel conflitto.

È evidente il parallelo tra uomini e scimmie: Cesare come Malcolm vuole la pace, Koba come il personaggio interpretato da Gary Oldman sceglie invece la guerra, a ogni costo, secondo loro l' unica strada per sopravvivere. Parallelo che, come ho già accennato, resta vivo anche sul piano della complessità, infatti le scimmie sono proprio come gli esseri umani: fallibili e pieni di contraddizioni.


               


E gli effetti speciali? Sono ai limiti della perfezione. A prestare il corpo a Cesare è il solito Andy Serkis (già Gollum) pratico ormai ai sensori del motion capture. C’è chi è rimasto “disturbato” da come le scimmie sono state rese, ma queste non sono semplici scimmie, sono un’evoluzione, una specie che ha molto di scimmia ma anche molto di umano, in particolare Cesare, capace di comprendere, di parlare il linguaggio degli uomini, capace di un’empatia profonda. E secondo me non era facile rendere credibili questi animali inesistenti, fare in modo che mantenessero la radice bestiale e alla stessa maniera rendere veri i loro comportamenti evoluti (ad esempio durante il film le scimmie imparano l'uso delle armi). Anche per questo si sceglie la strada più difficile.

Un elogio anche per le scene di battaglia, credibili, grazie forse soprattutto all'utilizzo di ampie panoramiche della foresta e della città che ha il respiro di un mondo post-apocalittico.

Nonostante gli schieramenti siano due, è Cesare il totale protagonista. Nel film si torna sempre a lui, si scruta nei suoi occhi sempre più umani, che non a caso aprono e chiudono questo imperdibile film.

 



Trailer italiano:


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Trailer originale:


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Categories: - Agosto 2014