Ilaria Pasqua - Writer and more...

 "Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui 
  la vita era più vita che di qua" 
 Italo Calvino 

Il mio Blog Post New Entry

Per qualche dollaro in più (S.Leone, Italia/Spagna/Germania, 1965)

Posted by Ilaria Pasqua on August 4, 2014 at 5:00 AM


                                               "Indio...tu il gioco lo conosci"


                                           



 

Il pistolero senza nome protagonista del primo film torna nel secondo capitolo della trilogia di Sergio Leone, con gli stessi vestiti, ma stavolta con un soprannome.

In questo film verrà infatti chiamato Il Monco, un cacciatore di taglie che vaga per il paese alla ricerca dei criminali della zona, ma oltre a lui c’è anche il colonnello Douglas Mortimer, un ex ufficiale sudista raffinato ed elegante ma abilissimo con la pistola, un bounty-killer alla ricerca di taglie proprio come lui. Tutti e due mettono gli occhi su un uomo chiamato El Indio, capo disturbato di una banda di feroci assassini che viene liberato poco prima da un carcere messicano. Se per il Monco è solo una questione di soldi, il Colonnello invece desidera catturarlo e ucciderlo per un’altra ragione…


        


Il secondo capitolo della trilogia del dollaro è l’ennesimo capolavoro del maestro Sergio Leone. Dal punto di vista tecnico il primo gli è forse superiore, ma dal punto di vista narrativo è più curato del precedente. Ha un intreccio più complesso e sfaccettato, stessa cosa vale per la caratterizzazione. Ma non solo, c'è anche una cura nella costruzione della storia, infatti la messa in scena è certamente più ricercata. 

La solita ironia attraversa gli scarni dialoghi, ma il punto di forza è sicuramente l’accoppiata Clint Eastwood-Lee Van Cleef irresistibili insieme; sembrano parlare con un codice tutto loro che detta il ritmo della loro relazione fino alla fine. Un’alchimia esplosiva che dà vita a scene indimenticabili, da quella del “salta-cappello”, come mi piace chiamarla, alla sparatoria nella cittadina, al magnifico finale a tre.

Dal punto di vista narrativo ciò che muta in confronto al precedente film, come ho già accennato, è lo spessore dei personaggi. Se il Monco resta un uomo senza passato, agli altri comprimari, il colonnello e El Indio, viene invece data stavolta una backstory, e questo rende ancora più sottili le dinamiche del film, le relazioni e gli scontri. Il gran finale non avrebbe quel patos se il passato non si fosse infilato tra le trame della tela. Vanno ad aggiungersi anche quel flashback che man mano si fa sempre più nitido, e ancora, la relazione sempre più stretta tra le scene, le azioni e la musica, che qui raggiunge un nuovo livello, per poi perfezionarsi ancora di più nel terzo film. È il carillion a dettare il ritmo, unito al potere delle immagini, alla forza delle inquadrature, e all’uso perfetto della luce.


                          


Da notare: Sergio Leone apre e chiude il film con due campi lunghissimi, cosa abbastanza rara nel suo cinema che utilizza solitamente i primissimi piani: la macchina da presa di solito è infatti così vicina da riuscire a vedere i peli del naso di Clint Eastwood, è questa la sua cifra stilistica, insieme alle inquadrature dei dettagli (in questo caso vedi il carillion).

In conclusione secondo capolavoro leggermente migliore del precedente. Ora non resta che riguardarsi Il buono, il brutto, il cattivo. Top assoluto della trilogia.




Trailer italiano:

 


You need Adobe Flash Player to view this content.

 

 


Categories: - Agosto 2014