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Per un pugno di dollari (S.Leone, Italia/Spagna/Germania, 1964)

Posted by info.ilariapasqua on July 21, 2014 at 4:30 AM


           "Al cuore Ramón, se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore."


                                          


                                                                           

Rivisto al cinema recentemente, Per un pugno di dollari è sicuramente uno dei miei film western preferiti, insieme a un po' tutti quelli del mitico Sergio Leone. È la prima pellicola della cosiddetta "trilogia del dollaro", e vede come protagonista l’immancabile Clint Eastwood-occhi di ghiaccio, perfetto nel ruolo di un pistolero silenzioso pieno dignità che ispira fiducia e timore con uno sguardo.


          


In Per un pugno di dollari, un cowboy senza nome arriva a San Miguel per fare qualche soldo, finendo nel mezzo tra il confine statunitense e quello messicano, in questa cittadina divisa da due famiglie in guerra tra loro che si spartiscono controvoglia le redini della città: i Baxter, trafficanti di alcol, e i Rojo, che invece si occupano delle armi. Questi ultimi sono i più crudeli, ma entrambe le famiglie assoldano continuamente pistoleri per proteggersi dagli avversari, ed è quello che succede al pistolero senza nome, arruolato dal temibile Ramón, uno dei fratelli Rojo. Nel frattempo avviene una strage lungo la riva del Rio Bravo, che ristabilisce una pace fittizia tra le due famiglie. Ma lui non crede nella pace.

Il personaggio interpretato da Clint Eastwood sfrutterà questa situazione facendo doppio gioco da una parte e dall’altra fino alla completa distruzione di quel duopolio. Ma ha anche un cuore d’oro… sarà lui infatti ad aiutare una povera donna costretta prigioniera dai fratelli Rojo che tengono in ostaggio suo figlio e non le permettono di vederlo.


Per un pugno di dollari si impone allo sguardo, suscitando nel pubblico una reazione immediata. Oltre a una storia avvincente e a un personaggio vincente (il cowboy interpretato da Clint è diventato un vero e proprio personaggio cult) è impreziosito dalla magnifica mano di Sergio Leone, la sua è una regia fatta di movimenti di macchina eleganti e di inquadrature fuori dal comune; da citare quella ai piedi del pistolero, raso terra, e la stupenda sequenza della morte di Ramón, dove la macchina da presa si sostituisce allo sguardo del morente, correndo al cielo, a terra, mettendosi a fuoco, sfocando. E ancora piani sequenza bellissimi intorno ai personaggi. I primi piani, l’attenzione ai particolari, il silenzio, il montaggio rapido. Riprese di ambientazioni povere, dove è la polvere la protagonista. La cittadina è un mucchio di casette di legno, e il vento ci passa attraverso ululando. Ne è padrona, più che le due famiglie, una profonda desolazione, rotta a tratti da colpi di pistola.


           


Oltre alla regia, il più è dato dalla suggestiva colonna sonora di Ennio Morricone, un vero mago capace di sottolineare i momenti e renderli sconvolgenti, intensi. La musica è il vero cuore pulsante del film insieme ai personaggi a cui ci si riesce ad affezionare con facilità: l’amico della taverna, il vecchietto, e non ultimo lo stesso protagonista, che ti portano ad aspettare il momento del “ora ve la farà pagare” come in ogni film western che si rispetti. Poi il silenzio che tiene viva una suspance senza eguali. E infine Clint Eastwood con il suo volto silenzioso che dice più di tanti inutili dialoghi, proprio come diceva Sergio Leone: "Clint ha solo due espressioni: una con il cappello e una senza cappello" e questo finisce paradossalmente con l'essere il suo punto di forza. 


Per un pugno di dollari ha dettato le regole per molti, moltissimi anni avvenire, oltre ad aver strappato agli Stati Uniti un genere di cui erano stati “proprietari” indiscussi, e totali protagonisti, per decenni. Sergio Leone riscrive le regole, afferma modelli nuovi e nuovi linguaggi con questo suo primo western nato con alle spalle scarse risorse economiche e uscito senza una particolare pubblicità. È anche spostando lo sguardo dalle guerre di frontiera e simili, molto classiche nei film western, a una dimensione più privata che avviene la rivoluzione. L’uomo ne è al centro.

Non ultimo dialoghi radi ma intensi e taglienti, ironici e carichi di pessimismo, con battute che sono diventate mitiche.


“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto”.

 

E l’epica scena finale... 

Dopo cinquant’anni, questo capolavoro resta un film che potrebbe essere stato girato proprio oggi, tanta è la sua modernità.



Trailer italiano:

 


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Categories: - Luglio 2014

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