"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era più vita che di qua"

Italo Calvino

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Aeroporti (E.C. Mitrani, 2014)

Posted by info.ilariapasqua on May 19, 2014 at 3:00 AM


"Era questo il fascino degli aeroporti, e per questo a lui piaceva stare lì, uomo dei carrelli, unico uomo statico in un posto in cui tutti si muovevano. Lui era lì, ad osservare, capire, guardare, dal grande occhio del terminale, e a provare a immaginare le storie di ogni passeggero e i motivi del suo viaggiare. Del suo partire, del suo tornare."

 

                                      

       

 

Martino, Davide, Irene, Ginevra e Valerio sono un gruppo di amici inseparabile, pur con le loro diversità. Un giorno però Martino decide di partire per l’Erasmus e questa notizia getta delle ombre sul loro legame che si assottiglia lentamente fino a spezzarsi. Ma è un avvenimento che accadrà poco dopo a separare del tutto le loro strade.

Anni dopo, superata l’università, i ragazzi si ritrovano a fare lavori diversi da quelli che speravano, ma i collegamenti che tengono unite le loro storie sono tantissimi. E sembra che alla fine di tutto le strade finiranno per incrociarsi ancora una volta.


Ho provato molti sentimenti contrastanti durante la lettura. Una sorta di amarezza, nostalgia, malinconia, frustrazione, tenerezza. Mi sono specchiata nei personaggi e nelle loro storie. Anche io faccio parte della loro generazione. Martino, Irene, Ginevra, Davide e Valerio sono ragazzi come noi, alla ricerca della propria strada. Con un pesante passato sulle spalle, un evento che non possono dimenticare e l’amarezza per come sono andate le cose, cercano di sopravvivere, ma sembrano nonostante tutto sempre fermi. I loro sogni si sono infranti e ciò che è peggio hanno perso ciò che erano convinti avrebbero custodito per sempre: l’appoggio dei loro amici di sempre, quell’amicizia che li teneva al sicuro.

I ragazzi crescendo cambiano, sono confusi, persino stanchi. Alcuni cambiano talmente tanto, come Martino, da avere difficoltà a riconoscersi, da chiedersi: chi sono io? Come sono arrivato fino a qui? E c’è chi invece non è cambiato per nulla e in quella diversità ci sguazza con sempre maggiore disagio, come Davide, filosofo mancato finito a fare un mestiere inimmaginabile e inaspettato. E Irene che si fa del male continuamente, incapace di trovare la sua dimensione, di essere sincera, di amare e farsi amare. Poi Ginevra che aspetta ancora di spiccare il volo, con le sue ali tatuate sulle spalle, e che tanto vuole e niente raggiunge.

Li ho sentiti così: bloccati, in difficoltà, confusi, impauriti. E ho sentito forte il desiderio di tornare indietro a quando la vita era più facile, spensierata, a quando non si doveva pensare al lavoro, alla vita. Al liceo. Tornare indietro a quando l’amicizia era tutto, e bastava. A prima che la vita si mettesse in mezzo. A quando ci si credeva speciali e forse indistruttibili. A quando era facile conservare i sogni.


Le vite dei quattro amici si intrecciano senza toccarsi mai, dando vita a una fitta rete di collegamenti veramente ben congegnata. Un magnifico intreccio che fa venir voglia di andare avanti e avanti, fino a trovare una risposta, non solo a: cosa ne sarà di questi amici, ma anche a: cosa ne sarà della nostra vita? Si cerca involontariamente una risposta, un sollievo al disagio che ogni giovane della nostra età prova. E c’è? Lascio a voi la risposta.


Nonostante le loro strade si siano separate, i pensieri volano comunque agli altri, anche a distanza di anni. Un filo legato al passato che nessuno vuole spezzare, almeno non nella propria memoria.

Ho respirato fino a star male quell’atmosfera rarefatta, quell’aria stanca.

La nostalgia che ho provato, così come i personaggi spinti ad accettare compromessi, a scendere a patti con la realtà lì fuori, mi ha stordita.

E ciò che mi è rimasto a fine lettura, quando ho girato l’ultima pagina, è stato un sapore amaro in bocca, e allo stesso tempo una dolcezza comprensiva, un sospiro bloccato in gola. E tanto, proprio tanto a cui pensare.

Cosa chiedere di più?



  

Incipit:

 

Parte I 

In cui i nostri eroi erano giovani, e si emozionavano per una partenza, un bacio, una bella canzone.

E guidavano nella nebbia.

 

Aeroplani di carta


A loro piaceva, scegliere l’ultima fila in fondo, in aula magna, e tirare gli aeroplanini di carta in direzione delle file sottostanti. Martino cercava sempre di prendere di mira le ragazze più carine, che solitamente erano anche le più antipatiche. Aveva ancora i capelli lunghi; il primo giorno dell’ultimo anno di scuola si era presentato con i dreadlocks, sicuro che così avrebbe avuto più successo con le donne e sarebbe sembrato più rock and roll. E così era stato, in effetti, ma Alice, la sua ragazza storica, non era stata molto contenta.



Categories: - Maggio 2014

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4 Comments

Reply Marco Frullanti
5:15 AM on May 19, 2014 
Bellissima recensione davvero, sono le stesse sensazioni che ho provato io. Mi permetto di segnalare il link per l'acquisto dell'ebook a chi interessasse: http://www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/aeroporti-elena-chi
ara-mitrani/
Reply Marco Frullanti
5:18 AM on May 19, 2014 
Ops, non funziona il link, metto l'abbreviato:
http://bit.ly/1n8a8np
Reply Elena C
6:00 AM on May 19, 2014 
Felice che ti sia piaciuto! Grazie per la recensione!
Reply info.ilariapasqua
2:30 AM on May 20, 2014 
Di nulla Elena, ancora complimenti :))