"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era più vita che di qua"

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Storia di uomini invisibili (G. Festi, 2014)

Posted by info.ilariapasqua on May 12, 2014 at 4:10 AM


   «Scomparire…», disse Tommaso. «Mi basterebbe solo quello… scomparire…»


                                    


 

Tommaso Bernini è un trentenne con una vita piena di successi: ha un bel lavoro, una casa accogliente e una fidanzata. Un giorno però Tommaso perde gli appigli, qualcosa in lui si rompe. Nel centro in cui viene ricoverato si rende conto che niente sarà più lo stesso, che una normalità per lui non esisterà più, che la società quelli come lui non li accetta. Per questo è meglio diventare invisibili, sparire, sottrarsi allo sguardo, ai giudizi degli altri. Ciò che accade. Tommaso si ritrova a girare indisturbato per la città senza essere visto, ma non a lungo perché un altro “invisibile” lo nota, si chiama Franco, un ragazzo di circa la sua età con un disturbo mentale, con cui stringe una particolare amicizia e che si offre di ospitarlo. 

Però l’invisibilità non riesce comunque a proteggere Tommaso dal resto del mondo, è infatti circondato da persone, quelle che vivono nel condominio di Franco, frustrate e piene di problemi, a loro modo sono tutti invisibili.


Storia di uomini invisibili è stato una bella sorpresa, un libro che si legge con grande piacere, è scorrevole, crudo e cinico ma in alcuni momenti anche molto dolce. E soprattutto c’è quell’impronta surreale che amo molto.

Tommaso è un ragazzo come ce ne sono molti in questo mondo, è un po’ tutti noi. Viviamo chiusi in una società che non ci lascia spazio, siamo soffocati da ciò che ci circonda ma allo stesso tempo nessuno si cura di noi. Questo libro parla della nostra epoca in modo intelligente e originale. Le persone sono diventate isole, comunicare, nonostante le tecnologie ce lo rendano semplice, è diventato quasi impossibile. Nessuno si cura più degli altri, e i diversi sono più che mai allontanati, tenuti a margine, eppure chi forse più di loro si rende conto di come vanno davvero le cose? Tommaso ha perso tutte le certezze di una vita, ha iniziato a porsi delle domande e questo gli ha fatto perdere la stabilità. Se ne fa tante di domande, tutte quelle che dovremo porci anche noi, ma siamo tutti troppo impegnati a correre in avanti (o in tondo?), incapaci di fermarci a riflettere, di comprendere veramente noi stessi e gli altri.

 

Ho apprezzato molto che il libro si concentri su fatti quotidiani più che su situazioni straordinarie. Tommaso è diventato invisibile, ma questa invisibilità ci aiuta a riflettere sulla vita, sulle persone, sulla mente umana, non è un potere speciale, da supereroe, non è qualcosa che lo spinge a compiere azioni fuori dall’ordinario, anzi è quasi uno specchio per lui, e anche una lente attraverso cui osservare le persone che ha intorno.

I vicini sono degli oppressi, in diverse maniere: dalla donna sposata vittima di un’indifferenza paralizzante, a un uomo violento che si sente schiacciato dal suo lavoro e dalla sua vita che sperava diventasse tutt’altro.


«Forse la sola cosa, l’unica costante, il solo motivo per cui abbiamo così tanto timore di vivere…siamo noi stessi. Ce la creiamo da soli, la paura. E alla fine finiamo per non vivere d’altro»


Siamo vittime di noi stessi più che del mondo che ci circonda, un riflesso dei nostri fallimenti, dell’incapacità di stare al mondo.


«Un uomo non è quello che ha realizzato. Un uomo è semplicemente l’eco del proprio fallimento. Maggiore è il suo fallimento, maggiore è il ricordo allegato ad esso che la gente avrà di lui. Quindi, se il mondo mi ricorderà solo e unicamente come quello che un tempo è impazzito, perché devo combattere così tanto per uno stato di vita sociale che non potrò mai più raggiungere? Perché devo interagire con la gente se quello che mi aspetta fuori è solo solitudine e disprezzo? A che serve maturare se chi ci sta intorno non riesce a fare lo stesso insieme a noi?»


L’umanità spogliata da qualsiasi abbellimento, Giacomo Festi la mette completamente a nudo, e ciò che rimane è un ritratto misero, siamo solo uomini.


In conclusione un bell’esordio che mi sento di consigliare a tutti. Poi non posso evitare di fare i complimenti anche per la copertina, davvero magnifica.



 

Categories: - Maggio 2014

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