"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

Italo Calvino

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Divergent (N. Burger, Usa, 2014)

Posted by info.ilariapasqua on April 18, 2014 at 5:00 AM


"Io non sono un' Abnegante. Non sono un'Intrepida. Sono una Divergente."

               

                               


 

Beatrice vive in una Chicago post-apocalittica organizzata in cinque fazioni: Abneganti (altruisti), Candidi (sinceri), Pacifici (amanti della pace), Eruditi (intelligenti), Intrepidi (coraggiosi), ognuna dedita a uno specifico compito.

Raggiunto il sedicesimo anno d’età (nel film alzato a diciotto) i ragazzi devono sottoporsi a un test di valutazione che aiuti i giovani a decidere poi quale fazione scegliere. La scelta non è obbligata ma è il test a indicare la strada. Per Beatrice però si risolve in un buco nell’acqua, il suo test è inconcludente, lei è una Divergente. Un pericolo. Così decide liberamente la fazione che ha sempre sognato, quella che richiama maggiormente la sua curiosità: Intrepidi e lì cerca di superare la fase di iniziazione, ma soprattutto di mantenere quel segreto che potrebbe portarla alla morte. Intanto la società inizia a mostrare i primi segni di debolezza.


               


Ho letto poco più di due settimane fa il libro e non potevo evitare di vedere l’adattamento, sempre causa di grandi conflitti. Il mio giudizio in questo caso è positivo. C’è da dirlo subito: Divergent è un buon adattamento. Ma c’è sempre un ma.


Il film si concentra principalmente su Tris e Quattro, sull’evoluzione della ragazza all’interno della fazione, sui contrasti, e via dicendo. Normale, perché è impossibile che nel film ci riesca a star dentro tutto senza appiattirlo. Si doveva fare una scelta. E ancora: si dovevano porre le basi per i successivi capitoli, perciò la priorità era la parte sociale e politica, quindi la presentazione del mondo, e poi sui protagonisti assoluti, andavano spiegate bene le dinamiche e i dubbi, i cambiamenti, e in più ha seminato il dubbio sul: cosa c’è fuori dalla recinzione? In questo è andato molto bene.

Proprio per questo Tris è ben caratterizzata, la sua forza d’animo, il coraggio e le debolezze si vedono. C’è la sfumatura del personaggio, stessa cosa per Quattro. Un vero peccato, ed è ciò che si nota di più, almeno per chi ha letto il libro ma a mio parere anche per chi è andato a vederlo senza saperne nulla, è l’assenza di caratterizzazione e di presenza dei personaggi secondari principali, a parte Eric e Peter, Will, Christina e Al sono quasi del tutto assenti, sono giusto un contorno, una voce di sottofondo. Manca quell’evoluzione nei rapporti: amicizia-dubbi-invidia, e tutta quella parte che porta Tris ha farsi vedere debole perché la gente comincia a guardarla con altri occhi. Quell’ambiguità, quello sforzo di sopravvivere pur andando contro la propria natura in un certo senso, la furbizia di Tris in questa parte importantissima della storia che rovescia i rapporti. Ci sono giusto pochi, pochissimi accenni.

E la mancanza dei personaggi secondari svuota alcune parti come SPOILER il suicidio di Al e la morte di Will. FINE SPOILER questo è il difetto che ho percepito di più. Come anche tutte le insicurezze di Quattro nel libro. Nel film è stato reso un personaggio con paure ma un punto saldo irremovibile per Tris. Forse il passo successivo lo farà nel successivo film.


                


Per il resto è un adattamento fedele, ci sono alcune scene importanti accorpate eliminando gli intermezzi (i tatuaggi e le passeggiate con gli amici ad esempio) chiaramente per necessità di tempo. Poi nel finale c’è qualche cambiamento, e forse tutto avviene più velocemente, ma l’idea di utilizzare Jeanine è buona, e forse migliora persino un po’ quella parte del libro che poteva risultare a tratti irreale (il centro di comando delle operazioni controllato solo da Quattro?! Why?) ma anche perché parliamo di Kate Winslet, ci voleva più spazio per lei.

Quattro viene chiamato Quattro per tutto il resto del film, anche quando viene scoperto il nome, e toglie un bel po’ dell’intimità che nel libro è fortissima. Ma sono dettagli.


                      


Regia buona ma non eccezionale, meno sangue (e quello che c’è non si vede, causa divieti, il film è PG-13 ed è il massimo che poteva fare), buona recitazione ma soprattutto ottima scelta di attori. Shailene Woodley e Theo James sono due perfetti Tris e Quattro, alchimia eccezionale. E ottima Kate Winslet nel ruolo della super cattiva Jeanine. Anche Zoë Kravitz perfetta, stessa cosa per Al e Will, e questo aumenta la mia frustrazione per averli visti così poco…

Colonna sonora azzeccata e non troppo invadente (anche se forse un po' troppo "cantata"), ma soprattutto non onnipresente. Scenari precisi, esattamente come me li sono immaginati.


Ci sono grandi aspettative per il secondo capitolo che sicuramente migliorerà lì dove ha fallito il primo.

Hunger Games resta, parlando sempre di trasposizioni di libri, il miglior adattamento in assoluto, soprattutto nel genere distopico. Ma anche con Divergent non ci possiamo lamentare, è riuscito nell’intento senza snaturare la storia.

Consigliato sia ai fan dei libri che a quelli che ne sono completamente a digiuno. 




Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Aprile 2014

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