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Dolls (T. Kitano, Giappone, 2002)

Posted by info.ilariapasqua on April 8, 2014 at 5:00 AM


                 "L’onore, la fama e il successo sono granelli di sabbia”


                              

 


Tre storie d’amore tragiche si intrecciano:

1. Due giovani amanti legati da una corda rossa. Gli innamorati legati.

2. Un vecchio e malato capo della yakuza ritrova la sua fidanzata di un tempo ad aspettarlo, sabato dopo sabato, sulla stessa panchina in cui si erano lasciati.

3. Un fan di una idol si acceca quando questa rimane sfigurata a causa di un incidente.


Le tre storie sono introdotte da uno spettacolo di Bunraku (marionette). Il tema della marionetta è infatti centrale. Esseri umani come bambole vittime delle proprie ambizioni, vittime della società, degli eventi, vittime di se stessi.


"L’onore, la fama e il successo sono granelli di sabbia” diranno infatti le bambole prima che la storia abbia inizio.



                          

 

Questo è l’amore secondo Takeshi Kitano. Un amore che non ha niente di consolatorio, frutto di una visione estremamente pessimista. Una visione che atterrisce e che non ha bisogno di parole. Pochi, infatti, sono i dialoghi. Il tutto è lasciato alle immagini, agli eventi che si susseguono con lentezza, senza troppa musica ad accompagnarli, anzi spesso è in ultimissimo piano, quasi impercettibile, e allo stesso tempo necessaria, intensa. Amori corrotti ma profondamente puri. L’onore, la fama e il successo che portano a un destino ineluttabile.

Il film è carico di simbolismi. È così elegante, così distaccato nella messa in scena eppure così penetrante, gelido, caldo, sfiancante, poetico. Le immagini sono splendide, ricercate. Gli oggetti sembrano parlare al posto dei personaggi, un’inquadratura svela più di mille parole.

Una tragedia a cui sembrano destinati gli uomini e le donne, costretti a fuggire dalla vita, uomini e donne che possono solo sfiorarsi.

Questo è un film bello che ricerca la bellezza, la rincorre e la trova. Un film sull’amore come non se ne vedono.


"La bellezza è insieme il mezzo e il contenuto dell'opera: Dolls è un film bello sulla bellezza, oggi. Ed è, di conseguenza, un film disperato" (Em. Morreale)


                     


Il vagabondare di Matsumoto e Sawako, attraversa tutto il film fino alla sua conclusione, scandisce il tempo della narrazione, il tempo della vita. La coppia attraversa le quattro stagioni alla ricerca della felicità perduta. Il loro cammino è il cammino di ogni essere umano alla perenne ricerca di una felicità che forse non troverà mai. I loro visi sono immobili, proprio come marionette guidate dalla mano di un regista. Fino al tragico finale che farà tirare più di un sospiro, che metterà del tutto k.o.

Non c’è via di fuga. Radicale.


 


Trailer originale sub eng:



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Categories: - Aprile 2014

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