"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

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Pappagalli, favole e tanti guai (M. De Gasperis, 2014)

Posted by info.ilariapasqua on April 5, 2014 at 5:00 AM


                                   


James Tripp è uno scrittore poco più che ventenne alle prese con il classico blocco: non riesce a scrivere nemmeno una parola per proseguire il suo secondo romanzo, mentre lo spettro del suo primo grande successo letterario aleggia su di lui, riuscirà mai a replicarlo? Forse riuscirebbe ad andare avanti se non avesse continuamente tra i piedi amici, familiari e vicini.

Kate, la cuginetta intelligente e più matura della sua età, Judy, l’amica ninfomane, Francis, l’amico spacciatore, Cecilia, la vicina che combina un sacco di guai al solo guardarlo, e si metterà in mezzo anche un pappagallo… nessuno di loro lo lascia in pace e la sua casa sgombra diventa un porto di mare.

 

La storia è divertente, con una bella spruzzata di humour nero che la rende irresistibile. Si legge con grandissimo piacere e senza alcun intoppo. I personaggi sono ben caratterizzati, sopra a tutti James e Judy, ma anche Francis e persino il secondario, ma non troppo, Hugo, il perenne terzo incomodo “in ostaggio”.

Ma ciò che ho più apprezzato è stato il tentativo, riuscito, di parlare attraverso uno stile e una storia apparentemente spensierata e leggera di tematiche che non lo sono affatto.

In questo è il personaggio di Judy a essere fondamentale, paradossalmente il personaggio più leggero è il più complesso, è quello che in un certo senso si manterrà "puro" dall'inizio alla fine, perché al contrario di tutti quelli che la circondano lei riesce a vedere, ad ascoltare.

E aiuterà involontariamente il protagonista a gettare una nuova luce sulla sua vita, facendogli capire cosa vuole, ma soprattutto chi vuole essere. 

Lo circonda un mondo di persone imperfette che hanno bisogno d’aiuto, come lui aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse a spogliarsi di quella patina di superficialità ed egoismo, di indifferenza, di mediocrità persino. James è così: una persona che nonostante abbia intorno tutto un mondo palpitante finisce per ignorarlo, per disinteressarsene. Così arriva la svolta e da quel punto in avanti tutto fila liscio come non è mai andato. Aiutare gli altri anche per aiutare se stesso, perché anche lui non è poi così diverso. E forse era necessario capire questo per poter sbloccare la scrittura, come la sua vita.


James è trascinato in mezzo ai guai degli altri, nessuno sembra interessarsi di cosa ne pensa, ma alla fine si rende conto di aiutare tutti solo in maniera forzata, per togliersi dai guai, non perché lo vuole veramente. In mezzo al caos che gli si scatena intorno finalmente lo capirà. Qual è il confine tra egoismo e altruismo? James sfrutta l’egoismo per proteggersi, ma facendo questo ha finito per isolarsi, per diventare un solitario che non riesce a empatizzare con gli altri, che non è nemmeno in grado di notare i problemi più appariscenti, nascosti tra le parole dei suoi amici.

Egoismo e altruismo sono sicuramente le parole chiave. Questa storia parla di una società superficiale, formata da gente isolata l’una dall’altra, troppo impegnata a star dietro ai propri affari, ai propri problemi da non accorgersi più dell’altro. Siamo diventati isole. Non abbiamo davvero tempo per aiutare? O almeno per prestare ascolto a un grido d’aiuto? Non abbiamo nemmeno il tempo per guardarci allo specchio?

In Pappagalli, favole e tanti guai c’è tutto ciò che si cerca: una storia leggera e divertente, e allo stesso tempo una lettura che spinge anche a riflettere.


 

NB: Prestare attenzione all’incipit.




 

Incipit:

 

1

 

E così il ragazzo finì per accecarsi di sua spontanea volontà, per non dover più guardare il mondo. Ma, mentre l’oscurità diventava la sua nuova realtà, la mente già gli si riempiva di domande.

Quanto era giusto chiudere le porte al mondo? L’altruismo verso gli altri, verso le persone che per lui contavano, lo avrebbe aiutato a fare pace con il mondo? Il fatto che avesse fallito, dimostrava che lui era inadatto a vivere o che erano semplicemente un muccio di bugie? Gli altri avevano fatto davvero tutto il possibile per andargli incontro? Quanto poteva dipendere da loro, da egli stesso? Era soltanto una stupida questione di fortuna?

«Guarda che servono anche le risposte. Lo scrittore sei tu.» James Tripp rilesse quelle poche righe, sbuffando e grattandosi con forza tra i capelli scarmigliati. «Schifo.» sentenziò, aspirando dalla sigaretta che gli pendeva dalle labbra e che vomitava fumo nei suoi occhi arrossati. Stava scrivendo un romanzo o un questionario per aspiranti filosofi e sociologi?



 

Categories: - Aprile 2014

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