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Festen - Festa in famiglia (T. Vinterberg, Danimarca, 1998)

Posted by info.ilariapasqua on April 1, 2014 at 9:00 AM


"Sono quasi le 7 e vorrei avere l'onore di fare il primo brindisi. È un mio dovere essendo il figlio maggiore, dico bene, Helmut? Ma prima vorrei fare un piccolo discorso... e io ne avrei preparati due, papà. Uno è questo verde e uno è questo giallo. Puoi scegliere, papà."


                                        


Ho recuperato questo film dopo aver visto Il sospetto (recensito qui: http://www.ilariapasqua.net/apps/blog/show/40864726-il-sospetto-t-vinterberg-danimarca-2012- ;). Mi è dispiaciuto non aver conosciuto questo regista prima, ma… meglio tardi che mai.


Festen è del 1998, ha partecipato al Festival di Cannes e vinto diversi premi. È considerato il primissimo film del manifesto Dogma 95, persino prima di Idiota di Lars Von Trier che ho sempre considerato il primo esperimento in assoluto di questo movimento.

Macchina da presa a spalla, luce naturale, niente carrelli, niente colonna sonora, questo (e anche altro) è ciò che il manifesto ha enunciato con precisione, e in questo film ci sta più che bene, per un motivo, secondo me, ovvero che si tratta di una riunione di famiglia, una di quelle rimpatriate che potrebbe benissimo essere ripresa dal cellulare di qualcuno o da una videocamera mobile, anche se in questo caso viene messa spesso in posti davvero inusuali, in angoli di stanze, o lontane lungo i corridoi.

È una riunione particolare, il capo famiglia compie 60 anni, quindi oltre che una riunione è un vera e propria celebrazione.

I figli dell’uomo accorrono: Christian, il primogenito, il fratello non invitato Michale, venuto con moglie e figli, e infine la sorella che verrà presto raggiunta da un fidanzato non molto gradito. Ognuno di loro ha dei problemi più o meno gravi. Michael è carico d’ansia e ha scatti d’ira, la sorella ha la lacrima facile ma chi sta decisamente peggio è Christian, il figlio più grande. Ha da poco perso la sua sorella gemella ed è andato a quella festa per un solo motivo: fare a pezzi suo padre.


                  


Ho voluto vedere questo film senza informarmi, ma sono sicura che se anche avessi saputo di preciso la trama, sarei rimasta comunque senza parole di fronte al primo discorso della serata. Da quel momento, ma anche da quando Michael fa irruzione nella villa e sbraita per non essere stato invitato, è nata quell’angoscia, quel senso di fastidio che ho provato quasi identico durante la visione de Il sospetto.

I film di Vinterberg sono scomodi, portano alla luce questioni reali, affrontate realisticamente, senza nessuna lente a mediarle. È stato come trovarsi seduti a quella tavola a seguire tutto: l’odio, la frustrazione, il dolore di Christian, e l’indifferenza degli ospiti, di sua madre, la durezza con cui suo padre, poi suo fratello, rigettano le sue parole. E i tentativi dei camerieri, dei cuochi, in particolare dell'amico di infanzia di Christian, di non farlo cedere, di andare fino in fondo finalmente, svelare la bestialità, la crudeltà, la porcheria che quella famiglia nasconde bene da anni. Continuare nonostante le opposizioni, a costo di farsi male fisicamente e spiritualmente. Ma è necessario per passar oltre, per mettere a tacere una parte di storia che non può essere cancellata ma che va accettata.


Come direbbe Lars Von Trier: i film devono essere sassolini nella scarpa.

Festen non è un sassolino, è un macigno, un peso sul cuore. Anche se avrà quella boccata finale di speranza che invece in un certo senso ne Il sospetto manca.



Trailer italiano:

 


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Trailer originale:

 


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Categories: - Aprile 2014

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