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 Italo Calvino 

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Smetto quando voglio (S. Sibilia, Italia, 2014)

Posted by Ilaria Pasqua on March 24, 2014 at 9:00 AM


"Si è vero, sono laureato, ma è un errore di gioventù del quale sono profondamente consapevole!"


                                         


Pietro è un ricercatore universitario, un neurobiologo che dopo anni e anni di sacrifici viene completamente tagliato fuori dall’ambiente. E non ci vede più. Decide di mettersi in proprio creando un proprio business: spaccio di droga, ma non una droga qualsiasi, qualcosa di nuovo, creato ad hoc per il momento, e ovviamente cercando di aggirare la legge con sostanze non iscritte nell’elenco del Ministero. Senza dire nulla alla sua fidanzata che invece crede abbia ricevuto il finanziamento tanto agognato.

Nell’impresa trascinerà altri sei ricercatori universitari che ormai si sono arrangiati in altra maniera: Mattia  e Giorgio, i latinisti diventati benzinai, Bartolomeo, economista che cerca di sfruttare le sue capacità al gioco senza riuscirci, Arturo, un archelogo che lavora per l'università, Andrea, un antropologo che cerca impiego come manovale, e infine, ultimo ma non per importanza, Alberto, un chimico che fa il lavapiatti in un ristorante cinese, che si occuperà di sintetizzare la sostanza e creare le pasticche. I sette formeranno un'improbabilissima banda criminale in cui ognuno avrà il suo ruolo.

Inutile dire che l’operazione porterà delle complicazioni belle grosse.


"Sono accusato di produzione e spaccio di stupefacenti, sequestro di persona e tentato omicidio. Mi chiamo Pietro Zilli e sono un ricercatore universitario."


                  


 

Finalmente. Finalmente una commedia italiana che valga veramente qualcosa. Un’opera prima che fa passare due ore divertenti senza tirare solo fuori parolacce su parolacce e situazioni banali a ripetizione. Il film ha una più che buona sceneggiatura con alla base un'idea stuzzicante e intelligente, i personaggi sono ben descritti, stessa cosa per i dialoghi frizzanti ma soprattutto la storia prosegue cercando di non ricalcare stereotipi, e questo lo dimostra anche il finale, abbastanza inaspettato, quanto raro.


Altro finalmente. Un cast di attori conosciuti/sconosciuti, gente che bazzica il piccolo schermo soprattutto, ma non il piccolo schermo indecente, quello che ci piace (molti degli attori sono presi da Boris, per intenderci), insomma, non le solite facce, un bel gruppo simpatico e affiatato. Complimenti anche per queste scelte, per nulla scontate. Che dire? Non voglio rovinarvi il gusto di scoprire le situazioni in cui si andranno a cacciare questo gruppetto sgangerato, basti sapere che ne vale la pena.

In conclusione davvero un ottimo esordio questo, un film non banale che si affaccia sul politically uncorrect, con una sceneggiatura intelligente, una bella ironia di fondo e tante risate sentite, con uno sguardo al futuro. Una sorpresa e soprattutto un grande sospiro di sollievo.

 



Trailer:

 

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Categories: - Marzo 2014