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Tanti auguri, Cronenberg

Posted by Ilaria Pasqua on March 14, 2014 at 7:50 PM


"Per me all'inizio c'è il corpo. È ciò che siamo, ciò che abbiamo. Siamo tutti come degli attori che si agitano sulla scena della vita e la prima cosa che abbiamo sono i nostri corpi fisici, la nostra esistenza fisica. Nei miei film il corpo è sempre al centro. Non me ne allontano mai. E se ciò accade, più me ne allontano, meno mi sento sicuro di me"


    


Oggi il grande David Cronenberg ha compiuto 71 anni, e un piccolo speciale sembrava d'obbligo, e non solo perché è uno dei miei registi preferiti di sempre.

Regista canadese della "nuova carne", David Cronenberg ha al suo attivo un'infinità di film che vale la pena vedere (magari non tutti insieme, potrebbero nuocere gravemente alla salute :P ;).
La carne è al centro di tutti i suoi lavori. Carne mutilata, contaminata, infetta, mutata, carne che soffre i difetti dell'essere umano. Difficile inserirlo in un genere, horror? Fantascienza? Si è decisamente spinto al di là di qualsiasi possibile classificazione. Per questo è uno dei migliori autori viventi. Ama sperimentare, senza tralasciare l'aspetto introspettivo. Mai il corpo è slegato dall'esistenza.
Crudi, visionari, viscerali, i suoi film spingono a guardare la realtà esteriore e interiore con altri occhi, lo scopo è di colpire sia l'intelletto che le viscere, e ci riesce ogni volta. Si dice del suo stile proprio questo: che è viscerale, senza pudicizia, per questo è detestato da buona parte della critica più "schizzinosa".
La visione di uno qualsiasi dei suoi film dallo stile inconfondibile genera disagio, una sensazione sgradevole e piacevole allo stesso tempo che coinvolge lo spettatore integralmente, affascinandolo per quel suo modo di tirar fuori il mostro che c'è in ognuno di noi, quegli aspetti inconsci, crudeli, sfrenati, persino deviati, che si nascondono in profondità. Questa è la sua grande capacità di narratore. Questo è il motivo per cui posso dire con tranquillità che: Cronenberg è una droga. La droga migliore.

"È importante che la gente accetti gli aspetti difficili e strani della vita, ne ha bisogno. È per questo che ai bambini piacciono tanto i film dell'orrore. I vambini hanno bisogno di confrontarsi con certe cose: la morte, la separazione, l'invecchiamento [...] Invecchiando, ci si mette a nascondere a sé stessi queste cose. Penso che sia molto sbagliato, e che è così che ci si rende vulnerabili".

E allora ecco il bisogno di esplorare l'uomo e le sue problematiche, il corpo come materiale che si degrada, e la mente come motore in grado di generare delle trasformazioni che possano spingere il corpo oltre i confini:

"La possibilità di accrescere il dominio dello spazio oltre i limiti fisicamente raggiungibili dal corpo (Scanners, Videodrome, The dead zone, The fly); l'identità come tentativo sempre più disperato e disperante di individuazione della linea di confine fra noi e l'altro (Videodrome, The fly, Dead Ringers, M. Butterfly, A History of Violence). Ecco allora il futuribile sublunare tendere verso un mondo post-umano nel flusso inarrestabile e irreversibile di un darwinismo deviato e deviante (The brood, Videodrome, The fly, eXistenZ), visione post-apocalittica di un'evoluzione teriomorfa (sicuramente assai gradita agli autori cyberlunk) che si fa al tempo stesso irriverente utopia di trionfo del Diverso e del Mutante, in barba ai purismi di razza e alla sindrome di Zelig.
L'"Homo Cronenbergus", in definitiva, non è che l'anello mancante fra l'Homo Sapiens del presente e il Superuomo (uomo bianco, uomo-macchina) del futuro".

(da David Cronenberg, Umano e post-umano, appunti sul cinema di David Cronenberg - Stefano X. Ricci, Sovera Edizioni - libro che consiglio a chi vuole approfondire questo grande regista).


E ora ecco a voi una carrellata di trailer dei miei film preferiti, in ordine cronologico.



Il demone sotto la pelle (1975)


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Videodrome (1983)


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La zona morta (1983)

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La mosca (1986)


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Il pasto nudo (1991)


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Crash (1996)

 

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A History of Violence (2005)

 


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Categories: - Marzo 2014