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Cristalli sognanti (T. Sturgeon, 1950)

Posted by Ilaria Pasqua on January 27, 2014 at 9:45 AM


«Chi può arrivare a comprendere la realizzazione di un sogno?» urlò. Poi, con estrema calma, come se non covasse dentro nessun furore, continuò con voce tranquilla. «è come parlare con un uccello e chiedergli di capire che una torre di mille piedi è un sogno realizzato dell’uomo, e che il disegno di un artista è parte di un sogno. è come spiegare a un bruco la struttura di una sinfonia e il sogno su cui essa è basata.


                                         


Cristalli sognanti è il grande capolavoro di Theodore Sturgeon che a distanza di anni (ben 64) non ha perso minimamente il suo fascino.


In questa storia il protagonista è Horty, un bambino che potrebbe essere considerato strano visto che mangia le formiche. La cattiveria però che i genitori adottivi sfogano su di lui sembra ingiustificata, è considerato un ragazzino problematico, nonostante non abbia mai fatto niente se non prestare attenzioni al suo piccolo giocattolo, Junky, che è sempre con lui, sin dalla nascita.

Le vicende prendono realmente il via quando Horty è costretto a scappare, ha solo 8 anni e nessuno che lo aspetta. Ma avrà la fortuna di incontrare lungo il suo cammino un Luna Park itinerante, guidato da uno strano personaggio chiamato il Cannibale.

Horty stringerà un forte legame con tre personaggi in particolare, tre nani: Havana, Zena e Bunny, diversi come lui che lo accettano anche se fa cose strane o se è diverso. Tutto il Luna Park è un’attenta raccolta di freaks e mostri che sembrano avere doti fuori dal normale. E Horty è un nuovo e importante pezzo di questo puzzle.

Zena lo sa, ed è per questo che si prenderà l’incarico di seguire Horty in ogni suo passo, e i due finiranno per vivere a stretto contatto stringendo un particolare e indistruttibile legame. La donna sarà una sorta di angelo custode, perché Horty non è solo un diverso fra quei tanti diversi, è qualcosa di più speciale, qualcosa che va preservato e nascosto agli occhi del mondo, ma soprattutto a quelli del Cannibale che lo cerca da sempre.


Non vi dirò nient’altro, non parlerò dei cristalli sognanti del titolo perché è bellissimo scoprire quel mistero durante la lettura…

Alla fine del libro ho provato emozioni molto simili, forse solo più smorzate, di quelle sentite alla conclusione dello splendido City di Simak. I libri non sono simili per trama, ma rivestono, a mio parere, un’importanza incredibile nella letteratura di fantascienza e in senso più ampio nell’intera letteratura.

Questa è stata la sensazione a fine lettura.

Il tema della diversità, del mutante visto non come qualcosa di negativo ma di fortemente positivo, come una ricchezza che ci distingue rendendoci unici è uno dei temi più cari di Sturgeon, ed è sempre raccontato attraverso storie colme di umanità. I mutanti di Sturgeon sono rifiuti della società che faticano a sopravvivere alla cattiveria dell’uomo, freaks allontanati, derisi, messi ai margini eppure così ricchi, molto più umani di chi lo è, o crede di esserlo.


«L’umanità è un concetto molto vicino agli esseri anormali.»


Ma l’intero romanzo ci parla anche di altro, è una riflessione profonda e sfaccettata sulla cattiveria e la bontà dell’uomo, sull’infanzia e l’innocenza, sull’importanza delle cose che ci circondano. Sturgeon è un magnifico narratore e ha creato una trama piena di fascino, l’idea dei cristalli sognanti è… incredibile (è proprio la tipica idea che avrei voluto avere per uno dei miei libri, lo ammetto), ricca di riflessioni e avvincente, ti tiene fino all’ultimo incollato ai suoi personaggi, allo sviluppo degli eventi che non è mai scontato. Come non innamorarsi del piccolo Horty, non stare in pena per Zena e per quei freaks così pieni di debolezze eppure così forti, così pieni di umanità e di bontà. È sin troppo facile identificarsi con loro. In più punti mi si è stretto il cuore per l’ansia. E poi c'è il Cannibale, un signor cattivo che ho avuto modo di conoscere approfonditamente e che sarà difficile dimenticare.

In conclusione è un libro pieno di fantasia che non bisogna lasciarsi sfuggire. Sicuramente un pezzo unico, di libri come Cristalli sognanti o City se ne leggono davvero pochi in tutta una vita.



«La maledizione del genere umano, in tutta la sua storia, è sempre consistita nella convinzione che ciò che si conosce già deve essere giusto, e che ogni ipotesi diversa da ciò che si conosce già deve essere sbagliata.»




Incipit:

Il bambino fu sorpreso a fare quella cosa disgustosa sotto le gradinate dello stadio del liceo e fu mandato a casa dalla scuola, che era dall'altra parte della strada. Aveva otto anni allora. E faceva quella cosa disgustosa da molto tempo.

Per certi versi, era un peccato. Era un bambino gentile e persino grazioso, anche se non aveva niente di straordinario. Alcuni dei compagni e dei maestri lo trovavano abbastanza simpatico; altri compagni e altri maestri la trovavano abbastanza antipatico; ma non appena il fatto si seppe in giro, tutti gli si scagliarono contro, amici e nemici. Si chiamava Horty... Horton... Horty Bluett. Naturalmente, quando tornò a casa, lo sgridarono duramente.


Categories: - Gennaio 2014