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 "Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui 
  la vita era più vita che di qua" 
 Italo Calvino 

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Chi ti credi di essere? (A. Munro, 1978)

Posted by Ilaria Pasqua on December 9, 2013 at 3:40 AM


"Non devi metterti in testa di essere meglio degli altri solo perché impari le poesie a memoria. Chi ti credi di essere?"


                              



Rose è una ragazzina timida, intelligente e capace, nata e cresciuta in una cittadina dalle vedute ristrette: West Hanratty. Non appena possibile, Rose va via per studiare lontano, ma il suo non sarà il viaggio che si aspettava da bambina. Lo vivremo attraverso i10 racconti di questo romanzo di formazione, che copre quarant'anni della sua vita, dall'infanzia all'età adulta, catturando i momenti più importanti in ordine cronologico. Conosceremo le sue più profonde paure e speranze, la sua vita che fluisce prendendo svolte inaspettate, mentre è alla ricerca di un suo posto nel mondo.


"Ma chi ti credi di essere?" è la domanda che la travolge più volte quando è ancora una bambina. Sarà la sua matrigna Flo a porgliela, una donna che finirà per incarnare quella città da cui fugge. Sarà lei la persona che più la influenzerà. Ma non solo. I personaggi che incontrerà durante il suo cammino saranno tanti e vari.
E tante saranno le Rose che affronteranno i diversi momenti della sua vita.

"Imparare a sopravvivere, non importa a costo di quante precauzioni e vigliaccherie, di quali paure e brutti presentimenti, non è la stessa cosa che essere infelici. È troppo interessante"

Fuori da quel mondo ristretto, cercherà a ogni costo la sua identità, perdendosi molte volte. Sarà soprattutto la figura di Patrick a dettare il ritmo dei suoi primi anni di libertà. Giovane semplice e di piccole vedute, ricco e follemente innamorato, vedrà in Rose qualcuno che non potrà mai essere. 
Incontrerà Clifford, un violinista sposato, e da lì in poi si getterà tra le braccia di una lunga catena di amanti più o meno occasionali dove cercherà calore, un senso.

Ma nessuno di loro si fermerà al suo fianco, saranno tutte figure di passaggio, per il modo in cui Rose ha scelto di vivere la sua vita: come una vagabonda in fuga, con tanta voglia di stare sul palcoscenico, di essere apprezzata e amata, e con altrettanta paura di rimanere dritta in piedi di fronte agli altri, troppo insicura per avere un ruolo deciso e decisivo nella sua vita. O forse solo troppo poco coraggiosa per giocarsela tutta fino in fondo.
Rose è vista come una donna indipendente che nasconde dietro quel riflesso piacevole ed estroverso, dietro quel tono civettuolo e confidente, un profondo vuoto e un bisogno di essere amata, un'insicurezza che non le fa godere a pieno i successi della sua vita. È sempre solo una scintilla e poi torna l'immobilità interiore e la fuga verso nuovi mondi, proprio come una girovaga incapace di fermarsi. Non è riuscita a essere una moglie, a causa di scelte sbagliate che le hanno condizionato la vita, "avevo il potere ma mi sembra di averlo esaurito", nè una buona madre, come se la sua profonda empatia al contatto con gli altri si trasformasse in un tacito silenzio. E così nessun rapporto sembra vero, niente ne resta. È solo un lento fluire dettato dal bisogno del momento, dai ritmi della vita. Resta solo un percorso costellato di errori che non si è riusciti a lasciarsi alle spalle, e una domanda: le cose potevano andare diversamente se...


Chi ti credi di essere è una raccolta che può essere goduta gustando ogni racconto, ogni episodio come un pezzo a se stante, o come la bella storia di una vita intera, una vita difficile, semplice, intensa, una vita unica, una vita come tante. La vita di Rose. Una donna forse maliziosa, forse superba, smaniosa di sparire, smaniosa di apparire, forse debole, forse forte, forse confusa, ma che alla fine darà un senso a quel lungo percorso, troverà finalmente il suo posto nel mondo, e comprenderà l'importanza delle radici, sempre rinnegate, mai accettate del tutto, prendendo coscienza del loro peso. Sarà abbracciando questa nuova consapevolezza tanto a lungo cercata che ritornerà a West Hanratty, per fare tesoro del passato e gettare un nuovo sguardo sul futuro.

"A renderci desiderabili non è qualcosa che facciamo, ma qualcosa che senza saperlo abbiamo dentro di noi"

Alice Munro ci narra questa storia con una scrittura nitida ed elegante, intensa e coinvolgente. I piccoli dettagli prendono vita sotto i nostri occhi come se si vivesse tutto in prima persona, come se si rivivesse un ricordo. La Munro è immensamente brava a immergerci nel mondo di Rose e dei personaggi che la colpiscono, che la sfiorano, grazie a una sottile analisi psicologica, ma soprattutto ci fa percepire il tempo che passa, i piccoli cambiamenti quasi impercettibili, quel senso di malinconia che impregna ogni pagina e contagia, tanto che, a fine lettura, ci si sente tristi, ma grati per questo lungo viaggio che ci ha permesso di seguire una vita intera, una vita vera. Immagini così nitide, così precise che recano in sè significati sempre così difficili da afferrare. Una raccolta di racconti che svela grandi e piccole verità sulla vita.
Magnifico.


Non devi metterti in testa di essere meglio degli altri solo perché impari le poesie a memoria. Chi ti credi di essere?

Non era la prima volta che qualcuno glielo chiedeva; anzi, quella domanda spesso assumeva alle sue orecchie la monotonia di un gong, e Rose non ci badava più. In seguito però si rese conto che Miss Hattie non era un'insegnante sadica; si era trattenuta dal pronunciare il suo commento davanti a tutta la classe. E non era neppure astiosa; non voleva vendicarsi perché non era riuscita a dimostrare che Rose si sbagliava. La lezione che intendeva impartirle era più importante della poesia, ai suoi occhi, ed era profondamente convinta che Rose ne avesse bisogno. A quanto pareva, molte altre persone la pensavano così.




Incipit:


Botte da re


Botte da re. La promessa arrivava da Flo. Adesso te le prendi, e saranno botte da re.

Indugiando sulla lingua di Flo, l'espressione si caricava di decorative gualdrappe. Rose aveva bisogno di immaginare le cose, di pedinare assurdità, che superava anche quello di tenersi lontano dai guai, perciò, invece di prendere la minaccia sul serio, si perdeva a rimuginare: ma come saranno le botte da re? Si inventò un viale alberato, una folla di spettatori eleganti, dei cavalli bianchi, degli schiavi neri. Wualcuno si inginocchiava e il sangue schizzava copioso come stendardi al vento. Una cerimonia selvaggia e stupenda. Nella vita vera neanche si avvicinavano a tanto splendore; c'era giusto Flo che tentava di conferire all'evento un'aria di rincresciuta ineluttabilità. Rose e suo padre invece varcavano subito la soglia del presentabile. 

Era suo padre il re delle botte da re. Quelle che passava Flo non arrivavano mai a tanto; erano lesti ceffoni o sberle rifilate con l'attenzione sempre rivolta altrove. Levati dai piedi, diceva. Fatti gli affari tuoi. Togliti quell'espressione dalla faccia. 






Categories: - Dicembre 2013