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Shadowhunters - Le Origini. La principessa (C. Clare, 2012)

Posted by Ilaria Pasqua on November 18, 2013 at 3:00 AM



"-Tu conosci quella sensazione... quando leggi un libro e sai che finirà in tragedia- disse Tessa. -Senti arrivare il freddo e l'oscurità, vedi la rete stringersi intorno ai personaggi che vivono e respirano sulle pagine. Ma sei legato alla storia come se fossi trascinato da una carrozza, e non puoi lasciarla andare o cambiarne il corso."



                            

                                                                                           


La Principessa è il terzo e ultimo libro della trilogia The Infernal Devices, di cui ho recensito già il primo e il secondo volume)


La storia arriva alla sua naturale conclusione, sconvolgendo, appassionando e lasciando quel senso di mancanza che tutti i libri della Clare ti costringono a provare, nel bene e nel male.

 

Tessa ha finalmente scoperto la sua storia, tutti i tasselli sono andati lentamente al suo posto. Ma centrale, come in tutta la trilogia, è il rapporto tra lei e i due parabatai, Jem e Will. Il loro legame, è amore nel vero senso della parola, l'essenza più pura, è un rapporto che va oltre l’amore stesso, oltre il tempo e lo spazio. Sono solo loro: Tessa, Will e Jem, e dare una definizione di ciò che hanno è quasi impossibile, come definire le emozioni alla fine di questo volume.


Le svolte impreviste, le soluzioni, prendono forma sotto i nostri occhi costringendoci a non smettere di leggere. Con il suo solito stile fresco, scorrevole e coinvolgente, fatto di immagini e sentimenti prorompenti che scuotono il petto e l’anima.

Una grande padronanza dei suoi intrecci, una capacità incredibile di evocare emozioni, con una tale semplicità che ci si chiede come faccia. E tutto accade come non te lo aspetti, mai una svolta banale, e anche ciò che supponi accadrà avviene in modo diverso. Persino l'uscita di scena di Mortmain è stata una soluzione inaspettata. La decisione di fronte cui Tessa viene messa, la sua vera natura, fino all'inaspettato intreccio alle sue spalle, una completa sorpresa che lascia senza parole. 

I personaggi poi, sono evoluti in maniera perfetta, come al solito la sua grande bravura sta anche in questo, nel creare persone, più che personaggi, talmente vividi e precisi, così umani nelle loro reazioni. Colpisce la profonda comprensione che Will e Jem hanno l'uno dell'altro, la comprensione che Tessa ha di loro e loro di lei, ma persino i personaggi secondari sono magnifici: dai due giovani Lightwood che mi hanno veramente sorpresa ed emozionata con il loro lento cambiamento, il loro capire che le certezze di una vita a volte non rappresentano la verità, dalla giovane e dolce Sophie che cerca di raggiungere ciò che ha sempre desiderato, alla risoluta Charlotte, una donna che non si arrende mai anche se ha tutto il mondo contro, un pregiudizio forte, difficile da scardinare, al pazzo Henry con le sue invenzioni importantissime, soprattutto in questo volume. Anche la piccola Cecily mi ha strappato il cuore e una risata con la sua testardaggine, la furbizia, il suo tener testa al fratello Will. E poi c'è Magnus, che ricorda cosa vuol dire amare, tornando a riapprezzare l'essere umano come non faceva da tanto tempo. Tanto Magnus in questo volume, come ci si aspettava e si desiderava.

Niente lasciato inconcluso, indefinito. Una trama precisa, in cui non ci sono tempi morti. Un continuo colpo di scena, una corsa verso un finale che non poteva essere migliore.


"Non c'era alcun pericolo".

"Ma io credevo ci fosse. Se avessi avuto una pistola puntata alla tua testa, James, e avessi premuto il grilletto avrebbe davvero importato che io non sapessi che non c'erano proiettili?" Gli occhi di Jem avevano lampeggiato e lui aveva riso. Una breve risata. "Credevi davvero che io non sapessi che avevi un segreto?" aveva detto. "Pensavi che fossi entrato in amicizia con te con gli occhi chiusi? Non avevo idea della natura del fardello che stavi sopportando ma sapevo che c'era un fardello". Si era alzato. "Sapevo che credevi di essere come veleno per tutti quelli che ti stavano intorno" aveva aggiunto "Sapevo che credevi ci fosse una forza corrosiva in te che mi avrebbe spezzato. Volevo farti vedere che non mi sarei spezzato e che l'amore non è così fragile. Ci sono riuscito?" [...] "Mi hai salvato la vita" aveva detto Will.


Questa volta una recensione più emozionale, non posso far altro per questo libro, analizzarlo nei minimi dettagli sarebbe riduttivo, e ci sarebbe il rischio di spoiler. Perciò mi sono lasciata semplicemente andare.

L’elemento controverso, il famoso epilogo (che si sa bene: quando c'è si deve avere paura) cosa ne penso? Mi è piaciuto. Dopo quell’ultimo capitolo distruttivo, carico di malinconia, tristezza e solo un pizzico di felicità, svanita praticamente subito, l’epilogo è una piccola boccata d’aria fresca. Una nuova vita, nuove possibilità per i protagonisti.

SPOILER tutti vedono la cosa dal punto di vista di Jem, ma pensate a Tessa, voi le augurereste una vita infelice e in solitudine? L’arrivo di Jem è una nuova speranza per lei, la possibilità di una felicità che gli era preclusa dopo la morte di Will, e dei figli. Destinata a vedere com’è tutte le persone che ama morire, come non si può sperare per lei un nuovo inizio? E Jem. Lui ha aspettato a lungo di liberarsi dal peso che gli ha rovinato la vita. L’amore dei tre supera il tempo e lo spazio, supera persino le normali classificazioni. Tessa ama anche Jem, di un amore completamente diverso, ma a suo modo intenso, proprio come quello per Will, che è però stato il primo. FINE SPOILER

Perciò sì, l’epilogo è una boccata d’aria. Non si fa altro che ripensare a Will, ma non importa, resta un momento di speranza che si desidera. Di cui si ha un estremo bisogno. Anche in questo un'estrema originalità e bravura nel comprendere le necessità dei personaggi e della storia, i loro respiri. Mai avrei immaginato una conclusione di questo tipo.

E ti viene voglia di stringerle la mano, di abbracciarla per ringraziarla delle emozioni che ti fa provare, ogni volta, senza mai scadere. Sta qui la sua bravura, ti entra dentro, tira fuori tutto ciò che può da ognuno di noi, lasciandoti esausto.


In conclusione, un terzo libro che è di certo il top della trilogia, e in assoluto uno dei migliori di Cassandra Clare. Intenso ed emozionante. Perfetto nella sua conclusione.



Incipit:

- Ho paura - disse la bambina seduta sul letto.

- Nonno, puoi restare con me?

Aloysius Starkweather avvicinò una sedia al letto e si sedette, emettendo un verso gutturale che sarebbe dovuto sembrare di insofferenza. Ma lo era solo in parte. Al vecchio faceva piacere che la nipote nutrisse tanta fiducia in lui, che spesso era il solo in grado di tranquillizzarla. Nonostante la sua natura delicata, la bambina non era mai turbata dal burbero modo di fare del nonno.

- Non c'è niente di cui avere paura, Adele. Vedrai.

La piccola lo guardò con occhi sgranati. Nromalmente la cerimonia delle prime rune avrebbe avuto luogo in uno degli spazi più maestosi dell'Istituto di York, ma a causa dei nervi deboli e della salute cagionevole di Adele si era convenuto di organizzarla al riparo della sua stanza. La bambina era seduta sull'orlo del letto, con la schiena ben ritta. Indossava un vestito da cerimonia rosso, e un nastro dello stesso colore le fermava i fini capelli biondi. Gli occhi erano enormi nel viso magro, le braccia esili. Tutto in lei era fragile come una tazza di porcellana. - I Fratelli Silenti... che cosa mi faranno?


 


Categories: - Novembre 2013