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 Italo Calvino 

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The Host (B. Joon-ho, Corea del Sud, 2006)

Posted by Ilaria Pasqua on November 8, 2013 at 3:00 AM


             “You are dimwits, right to the end. I’ll see you in hell.”


                           



La prima frase che mi viene alla mente e che mi sento di dirvi pensando a questo film è: Non vi lasciate ingannare.


Kang-doo vive sulle sponde del fiume Han dove gestisce un piccolo negozio insieme al padre. L’unica gioia della sua vita sembra essere la giovane figlia. Ma un giorno la sua vita tranquilla viene devastata dall’apparizione di un mostro che emerge dalle acque del fiume e inizia a divorare e calpestare chiunque trovi sul suo cammino. Poi sparisce, portando con sé la figlia.

Inizia così una caccia al mostro, all’apparenza impossibile, per liberarla.



                      


 

Credevo di trovarmi di fronte a un classico B-movie e invece questo film è tanto altro. Ciò che mi ha colpita è stata la sua incredibile capacità di cambiare pelle. B-movie, commedia, azione, tragedia, satira sociale. In questo film c’è tutto questo e ciò rende davvero difficile classificarlo in un genere preciso.

Bong Joon-Ho si scopre un regista pieno di talento, capace di cambiare continuamente registro narrativo, grazie a una sceneggiatura davvero ben scritta, e di regalare delle sequenze veramente suggestive. Gli effetti speciali sono riusciti, nonostante un budget limitatissimo (e si stenta a crederlo), e il cast dà una prova più che convincente, a partire dal protagonista Song Kang-ho, già conosciuto in Mr. Vendetta (Sympathy for Mr. Vengeance), altro amaro interprete del disfacimento della società sudcoreana.

Sotto questa trama di stampo apocalittico, con il classico mostro che invade la città, sono nascoste molte tematiche attuali: come la distruzione dell’ambiente da parte dell’uomo, l’ottusità delle autorità coreane, l’intrusione pressoché continua dei militari americani, con cui la Corea del Sud è costretta a relazionarsi, un profondo pessimismo che scuote l’intera storia, fino al finale, nascondendosi anche dietro quel falso salvifico fumo giallo. E il mostro? È il prodotto dell’uomo, nato dallo smaltimento abusivo di sostanze inquinanti a opera di alcuni scienziati, che sembra essere sbucato fuori per riportare alla luce tutto il marcio, mostrando ogni difetto della società. Le bestie in questo caso sembrano quasi gli uomini, ottusi e crudeli.



                      


E poi c’è questa famiglia che salva il mondo. È una famiglia di perdenti, incasinata fino alle radici, che all’inizio sembra completamente disunita e scoordinata, mentre con l’andare avanti delle vicende mostra tutta la sua forza, e il legame stretto che corre tra i suoi membri. Dallo stupido e bisfrattato protagonista, troppo ingenuo per poter vivere da solo, all’arciera, al fratello di entrambi e al padre rigido.

L’impatto è decisamente spiazzante, e il cambio continuo di registro non dà quasi il tempo di abituarsi. Si passa dal b-movie, alla scena tragica in cui i parenti piangono le vittime che a sua volta diviene parodia, presa in giro, con l’uomo in tuta gialla che inciampa ovunque e che continua a parlare mentre il caos svuota la tenda. Al drammatico e all’avventuroso, persino all’horror. Sono tantissime le scene degne di nota, visivamente belle e emotivamente forti. Sottolineate da una colonna sonora a dir poco perfetta.

In conclusione questo film è tutto ciò che non ci si aspetta. Naturalmente, consigliato.





Trailer (UK):


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Curiosità:

Negli Stati Uniti è in lavorazione anche un remake dal 2007. A oggi però nessuna notizia.

The Host detiene tuttora il record di incassi in Corea del Sud.



Categories: - Novembre 2013