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Shadowhunters - Le Origini. L'angelo (C. Clare, 2010)

Posted by Ilaria Pasqua on October 18, 2013 at 2:40 AM


              "Se in tutto il mondo non c'è nessuno a cui importa di te, esisti davvero?"


                                        


Shadowhunters - L'Angelo è il primo volume di The Infernal Devices, trilogia sequel della famosa serie The Mortal Instruments, di cui sono stati pubblicati cinque libri su sei.

Tessa Gray sbarca a Londra dall’America dopo che suo fratello Nathaniel le ha spedito un biglietto di sola andata per raggiungerlo. Ma quando arriva trova due strane donne ad aspettarla che la imprigionano.

Dopo aver scoperto di essere quello che non si immaginava, una mutaforma , forse stregone o forse qualcos’altro di ancora sconosciuto, si ritrova sola in un mondo che non conosce: quello degli Shadowhunters, saranno loro ad aiutarla a fare chiarezza sulla sua natura e a capire cosa vuole da lei l'uomo che si fa chiamare Magister, il misterioso cattivo della serie. In più dovrà pensare a ritrovare suo fratello, scomparso nel nulla.

Siamo in una Londra vittoriana in cui gli accordi sono stati firmati da soli dieci anni, e in cui gli Shadowhunters e i Nascosti non sembrano sapere ancora bene come convivere l’uno con l’altro. 



Dunque, questo primo libro mi è piaciuto ma non mi ha fatta impazzire, so però che con le serie tendo a iniziare sempre con i piedi di piombo per poi abbandonarmi completamente. La storia, ambientata nella Londra vittoriana, veramente suggestiva, si segue con la solita attenzione e con una passione crescente. Ha delle buone idee eppure non riesco a dire di essere completamente soddisfatta.

Mi è piaciuto conoscere il mondo creato dalla Clare in maniera più approfondita, ma riascoltare le stesse informazioni, necessarie per chi volesse leggere prima quella trilogia, mi ha un po’ stancata e distratta.

Purtroppo è necessario fare anche dei paragoni, perché leggendo escono fuori senza volerlo.

Ho trovato Tessa un po’ insipida, e alla fine del libro non mi è sembrata di averla afferrata del tutto, l’ho trovato un personaggio sfuggente, opaco. A tratti Clary, a tratti una ragazza appassionata di libri, mi è risultato difficile inquadrarla, anche se i duetti a suon di citazioni tra lei e William sono irresistibili. Il mondo della Clare è come sempre sovrappopolato. Oltre alla protagonista Tessa, abbiamo appunto William, il cacciatore che la salverà e porterà con sé all'Istituto, dove abitano tutta una serie di personaggi che la circonderanno con il loro sempre più crescente affetto.


“Quanto alla temperatura dell’Inferno, signorina Gray, lasciate che vi dia un consiglio: il bel giovanotto che sta cercando di salvarvi da un destino spaventoso non sbaglia mai. Nemmeno se dice che il cielo è viola e fatto di porcospini”

 

Will, e bisogna dirlo, assomiglia a Jace, anche se è più selvaggio, e va bene che (SPOILER SPOILER SPOILER sono lontani parenti FINE SPOILER) ma forse così è troppo. Era un tentativo di parallelismo o no? Sono uguali nel cercare di nascondere quella vulnerabilità derivante da un passato tormentoso. Anche se lui è particolarmente bastardo e tratta Tessa molto male, cosa che Jace si è azzardato una sola volta a fare, e per, a suo dire, un buon fine…


«Io credo nel bene e nel male.» disse Jem. «e credo che l'anima sia immortale. Ma non credo nel pozzo di fuoco, nei forconi o nel tormento eterno. Non credo che si possa indurre al bene con le minacce.»

Tessa guardò Will. «E tu? In che cosa credi?»

«Pulvis et umbra sumus.» recitò Will senza guardarla. «Credo che siamo polvere e ombra. Cos'altro c'è?».


Ho apprezzato Jem soprattutto per il suo background, il suo essere così pacato e buono d’animo in ogni situazione lo fa apparire a tratti un po’ irreale, ma credo si svilupperà nei prossimi libri. Ho notato solo che è una sorta di guida per gli altri personaggi.


«A volte le nostre vite possono cambiare tanto in fretta che il cambiamento va più veloce delle nostre menti e dei nostri cuori.» disse Jem «E' allora, credo - quando le nostre vite vengono alterate ma noi abbiamo ancora voglia di tornare a prima che tutto accadesse - è allora che proviamo il dolore più grande. Ma per esperienza posso dirti che ci si abitua. Si impara a vivere la propria nuova vita e non si riesce ad immaginare, e neppure a ricordare davvero, com'erano prima le cose.»


Jessamine assomiglia molto a Isabelle, è una ragazza ruvida e arrogante, che però sa essere presente e affidabile quando necessario. Ma anche per lei sono sicura ci saranno degli sviluppi. Mi piace l'idea che ci sia una cacciatrice che non vuole essere cacciatrice.

Ho preferito di più Charlotte, personaggio più “stabile” rispetto agli altri, e Henry, mi sono divertita a leggere delle sue invenzioni, e sono sicura si rivelerà uno di quei geni un po’ folli, anche se ora non gli si riesce a dare troppo credito.

Non so se l’autrice volesse fare un parallelo Tessa-Clary negli sviluppi, ma si sente tanto la somiglianza. Tessa che scopre di essere qualcosa che non sapeva di essere e che deve convivere con questo. Ciò che è differente è che lei crede di essere un mostro, ma il modo di affrontare il problema è lo stesso.


"A volte, quando devo fare qualcosa di cui non ho voglia, fingo di essere il personaggio di un libro. E' più facile sapere cosa farebbero loro."


C’è il cattivo che è ancora solo un'ombra, certo inaspettato fino alla scoperta, e il triangolo complesso, arricchito dal segreto di Jem che dona qualcosa in più e poi atterrisce.

Le dinamiche tra i personaggi e gli sviluppi ricalcano un po’ troppo il filone principale, questo forse è il fastidio che ho involontariamente provato. La colpa forse è mia perché mi aspettavo un netto cambiamento tra le due serie, senza pensare che queste sono collegate.

 

I colpi di scena di certo non mancano, e la storia si segue con un interesse che cala difficilmente, si ritrova ciò che si apprezza maggiormente della Clare: la sua capacità di costruire intrecci, che corrono a ritmo sostenuto, piazzando colpi di scena dove meno te lo aspetti e facendo andare la storia in direzioni inaspettate, insieme alla capacità di creare personaggi vividi che crescono di continuo, per questo sono sicura che dai prossimi libri li amerò uno per uno. E poi un connubio irresistibile e perfettamente riuscito: magia e automi.

Ho apprezzato la presenza di altri personaggi già conosciuti, e poter spiare nelle loro vite passate mi ha divertito. L’ambientazione poi, è stata una delle cose più riuscite: un misto di realtà e fantasia, proprio come ci ha abituato in The Mortal Instruments, una bella idea pensare di approfondire quel periodo, e ci è riuscita in pieno, facendoci sentire proprio in quella Londra nebbiosa piena di mistero, in cui si respira ancora un'aria piena di incertezze sul futuro degli accordi. Mi è sembrato che abbia perso la freschezza che era di TMI, a mio parere la storia ha meno mordente, così come i suoi personaggi. Ma mi sembra di capire che stia ancora cercando di carburare e che le tematiche affrontate, proseguendo, saranno varie, e sarà centrale il legame parabatai, qualcosa su cui ho desiderato sin da subito sapere di più. Devo dire che alla conclusione sono rimasta soddisfatta, convinta di trovarmi di fronte all'inizio di una grande avventura che non ha ancora preso completamente forma.

Spero che andando avanti si distanzi il più nettamente possibile, mostrandoci uno sviluppo totalmente diverso da The Mortal Instruments, tracciato con quella solita profonda sensibilità propria di questa scrittrice che gode ormai della mia totale fiducia.



«Qualunque cosa tu sia fisicamente, maschio o femmina, forte o debole, malato o sano... tutte queste cose contano meno di ciò che è contenuto nel tuo cuore. Se hai l'anima di un guerriero, sei un guerriero. Qualunque sia il colore, la forma, il disegno che la nasconde, la fiamma all'interno della lampada rimane la stessa. Tu sei quella fiamma.»




Incipit:

Londra, aprile 1878

Il demone esplose in una pioggia di fluido e viscere. William Herondale ritrasse il pugnale che stringeva in mano, ma era troppo tardi. L'acido viscoso del sangue demoniaco aveva già cominciato a corrodere la lama scintillanrte. Will imprecò e gettò via l'arma, che finì in una pozzanghera sudicia e bruciò senza fiamma, come un fiammifero spento. Quando al demone, naturalmente, era svanito... rispedito in qualsiasi mondo infernale dal quale fosse venuto, non senza essersi lasciato alle spalle un gran scompiglio.

- Jem! - gridò Will, girandosi. - Dove sei? Hai visto? L'ho ucciso con un solo colpo! Niente male, eh?

Ma il grido di Will non ebbe risposta. Fino a pochi istanti prima il suo compagno di caccia era dietro di lui nella tortuosa strada bagnata e gli guardava le spalle, Will ne era certo, ma adesso si ritrovò solo tra le ombre. Agrottò la fronte, seccato: mettersi in mostra era molto meno divertente se Jem non era lì a guardare

 

 

 

 


Categories: - Ottobre 2013