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 Italo Calvino 

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Shadowhunters - Città di cenere (C. Clare, 2008)

Posted by Ilaria Pasqua on September 21, 2013 at 3:30 AM


              "Quando ami qualcuno, non hai scelta. L'amore ti nega ogni scelta"

                                                                         

            


Nel secondo libro della saga The Mortal Instruments, "Città di cenere", Clary è sempre più cosciente del suo ruolo nel mondo di cui prima non sapeva assolutamente nulla. Vorrebbe uscirne ma quel mondo sembra non volerla lasciare andare, lei è una shadowhunter. Questo complicherà le cose con il suo amico Simon, e costringerà Clary a vedere ciò che ha sempre conosciuto con occhi diversi.

Sua madre è ancora in coma, ha scoperto di avere un fratello che non è proprio chi avrebbe voluto, e in più dei misteriosi omicidi tra i figli dei Nascosti stanno gettando un’ombra sugli avvenimenti, rendendo il tutto più pericoloso.

Clary non può far altro che inseguire Valentine, che vuole raccogliere i tre strumenti mortali e abbattere il Conclave, come ha sempre desiderato. La situazione è piuttosto grave, conoscendo Valentine, ma nessuna autorità sembra darle il peso giusto. Sono i Lightwood, dopo un primo apparente tentennamento, e Jace, a dover combattere contro l’ottusità del Conclave, che si è limitato a inviare un’Inquisitrice a impartire un ordine che getterà solo un inutile scompiglio.


Devo ammettere che questo secondo volume mi è piaciuto più del primo. Sicuramente il motivo è l’approfondimento della storia e dei legami fra i protagonisti. Clary è finalmente un personaggio più attivo e cosciente, che lotta in prima linea per il suo destino. C’è molta più azione, e più spazio per i personaggi secondari, un po’ più di Magnus e un po’ più di Alec (cosa sempre gradita), e soprattutto scopriamo i doni particolari di Jace e Clary, ciò che li rende diversi dagli altri cacciatori.

Le relazioni acquistano nuove sfumature. Clary combatte contro i sentimenti che prova per suo fratello Jace, mentre lui cerca di rendergli la vita difficile. Simon tenta di stare al passo, ma Clary sembra sempre con la testa da un’altra parte. Simon, forse, è il personaggio che crescerà di più nel corso di questo libro, anche a causa della sua trasformazione, e della necessità di comprendere come vivere da quel momento in avanti. Mentre Clary acquisterà in determinazione, e Jace in fragilità; mai come qui, almeno fino ad ora, si nota quanto sia vulnerabile.


 

«E poi» aggiunse con l’ombra di un sorriso «sei mia sorella.»

«Non dirlo così…»

«Che cosa, “sorella”?» Jace scrollò la testa. «Quando ero piccolo scoprii che se ripetevi all’infinito e abbastanza velocemente una parola qualsiasi, perdeva ogni significato. Stavo a letto sveglio e mi dicevo di continuo… zucchero, specchio, sussurro, buio. Sorella» disse piano. «Tu sei mia sorella.»

«Non importa quante volte lo ripeti, sarà sempre vero.»

«E non importa cosa non mi lasci dire, anche quello sarà sempre vero.»


Ho apprezzato il ruolo che stavolta ha ricoperto la famiglia Lightwood, abbastanza in ombra per tutto il primo libro, e il rapporto tra loro e Jace, che si definisce con chiarezza, anche se in questa parte della storia viene messo a dura prova. La scoperta che Valentine è suo padre, sembra aver bollato il ragazzo definitivamente. L'ostilità nei suoi confronti cresce a dismisura, non solo da parte del Conclave ma anche dalla sua famiglia che è divisa tra il dovere e l'amore, e insinua in lui dubbi tremendi che gli fanno credere di aver capito quale sia la sua natura.


 

«Ricordi la canzone che cantavi a Isabelle e Alec, quando erano piccoli e avevano paura del buio, per farli addormentare?»

Maryse sembrò presa alla sprovvista «Di cosa stai parlando?»

«Ti sentivo attraverso la parete» continuò Jace «Allora la stanza di Alec era accanto alla mia»

Maryse rimase in silenzio.

«Era in francese» disse Jace «La canzone. A me non la cantavi mai»

Ci fu un'esitazione appena percettibile, quindi Maryse disse «Oh, tu... tu non avevi mai paura del buio»

«Qual è il bambino di dieci anni che non ha mai paura del buio?»


Per quanto riguarda gli altri personaggi apparsi, ho trovato l’Inquisitrice azzeccatissima e fastidiosa al punto giusto. E il suo ruolo fondamentale per innescare gli eventi.

Valentine ha acquistato più spessore, anche se continua ad apparirmi come un personaggio non ancora ben definito, sfuggente. I confronti che ha con i figli nel corso della battaglia sulla nave mi hanno tenuta incollata alle pagine, tutta attenta a carpire qualche nuova informazione che è arrivata lentamente, svelando con chiarezza le intenzioni di Valentine, e il suo desiderio verso i figli.

Mi sono piaciute molto le scene alla corte di Seelie (il mondo delle fate è tremendamente affascinante) e tutta la seconda parte, un po’ meno l’epilogo, diciamocelo, aspettato. La Clare è crudele e ama gettarti nel panico, anche se le briciole di informazioni che abbandona lungo la storia, hanno già dato un quadro abbastanza chiaro, almeno per alcune cose.

La traduzione mi è sembrata migliore, ma soprattutto la Clare mi è apparsa più convinta: la storia ha una maggiore solidità, i personaggi raggiungono una profondità realistica inaspettata, le descrizioni sono più numerose e più curate, il ritmo incalzante, la mitologia alla base assume più spessore rendendo il tutto più convincente. Insomma, ho visto una Clare più matura e consapevole, proprio come la sua protagonista Clary.




Incipit:

La formidabile struttura di vetro e acciaio su Front Street si ergeva dalle fondamenta come un ago scintillante che trafigge il cielo. Il Metropole, la più costosa delle nuove torri di Downtown Manhattan, contava cinquantasette piani. L'ultimo ospitava l'appartamento più lussuoso: l'attico del Metropole, un autentico capolavoro di elegante design bianco e nero. Troppo nuovi per avere già raccolto polvere, i suoi nudi pavimenti di marmo, lucidissimi, riflettevano le stelle del cielo notturno attraverso le enormi finestre a parete. Le vetrate, perfettamente trasparenti, davano l'incredibile illusione che nulla si frapponesse tra l'osservatore e la vista, che faceva venire le vertigini anche a chi non aveva paura dell'altezza.


 

Recensioni dei precedenti volumi:

Categories: - Settembre 2013