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The Straight Story - Una storia vera (D. Lynch, 1999)

Posted by Ilaria Pasqua on July 17, 2013 at 9:35 AM


"Nessuno conosce meglio la tua vita di un fratello che ha quasi la tua età, sa chi sei e cosa sei meglio di chiunque altro.

 Un fratello, è un fratello"


                                           


Una storia vera, di David Lynch, narra fatti realmente accaduti a un vecchio contadino che vive in una sperduta provincia dell’America, Alvin Straightche, che nel 1994 dedice di far visita al fratello Lyle, appena colto da un infarto.  

Così decide di mettersi in viaggio su un tagliaerba percorrendo quasi 400 km a una velocità inferiore ai 10 km/h, cinque miglia all'ora. Impiegherà più di un mese per questo viaggio, arrangiandosi come può ma senza mai demordere.

Saranno tantissimi gli incontri che farà lungo il cammino e tanti i problemi.

Questo film di David Lynch è sicuramente uno dei più “fruibili” della sua carriera. È raccontato in modo lineare, come lui fa difficilmente, seguendo passo passo il vecchio Alvin senza indugiare.

Lynch è uno di quei registi che si riconoscono subito, la sua mano è visibile fin dal primo fotogramma. Il suo stile è inconfondibile, e mescola immagini dal forte impatto visivo al surreale, all’onirico, il tutto accompagnato da un suono che non è mai in secondo piano, ma si integra alla perfezione. Questo film però si distacca completamente dai precedenti lavori, e anche dai successivi. È “classico”, struttura lineare, storia comprensibile. Forse era stanco di chi lo accusava di partorire solo film “oscuri” e difficilmente comprensibili, e voleva dimostrare di essere bravo anche con storie comuni, girate in modo classico. E ci è riuscito, il film è splendido.

Ma attenzione, perché i fantasmi, i terrori, i conflitti interiori che Lynch ha sempre esteriorizzato nei suoi film distorcendo trame attraverso la sua particolare visione, sono presenti anche qui, solo che non si vedono. Sono tutti dentro Alvin.

 

The Straight Story che letteralmente significa la storia dritta, ma è anche il cognome del protagonista, è un racconto tipicamente americano. Il protagonista è un vecchio uomo vicino alla fine della sua esistenza: è quasi cieco, è pieno di acciacchi e mai come in questo momento ha bisogno di tornare alle origini della sua vita. Senza patente, senza altre possibilità, decide di partire a bordo di un tagliaerbe. E con la sua tenacia, arriverà a destinazione.

Desidera raggiungere suo fratello, con cui ha da tantissimo tempo litigato, e rimettere le cose a posto. È questo il significato profondo di questa storia: è un lento percorso verso l’espiazione dei propri peccati, il bisogno di risolvere problemi accumulati durante la vita che in quel momento sono diventati pesi insopportabili. Parla del valore della famiglia, della vecchiaia.

Durante il lungo viaggio Alvin si renderà conto di quanto ormai non abbia più peso ciò che è stato, che il motivo che ha diviso due fratelli, mettendoli l'uno contro l’altro e separando le loro strade, non ha più importanza, quasi non si ricorda più, è svanito. Restano solo loro: vecchi e soli, con una vita di ricordi alle spalle a cui dare importanza.

Ogni incontro lungo il cammino è bellissimo e reca in sé un profondo significato, tutto passa attraverso la lente saggia e malinconica di Alvin che lascia un segno in chiunque si fermi ad ascoltarlo.

Incontri che sono anche un modo per far rivivere, segnare i momenti fondamentali della vita di Alvin, un uomo arrivato quasi alla fine ma che sembra aver raggiunto il cuore del significato dell’esistenza. Un percorso all’inverso che ricorda ciò che è importante e che dà un nuovo senso alla sua vita.



                  


È  un film commovente, pieno di malinconia, ma anche di serenità, di quella pace che coglie quando il sole tramonta. Gli occhi poetici di Alvin si poggiano sulle interminabili praterie, sul cielo, e a ogni passo sembra riconciliarsi con se stesso, con tutto ciò che di negativo c’è stato in un passato ormai troppo lontano. Ritroverà una pace insperata, ma di cui ha estremo bisogno, quando la faccia di suo fratello farà capolino da quella vecchia porta.

Richard Farnsworth è incredibilmente convincente con quel suo sguardo così malinconico che buca l'anima... lascia nel cuore una profonda commozione.

E David Lynch? È il David Lynch di sempre, quello che regala storie eccezionali.



"Hai fatto tanta strada con quel coso per venire da me?".

"Sì, Lyle"






Trailer originale:




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Premi:

 

National Board of Review Award (1999): migliori dieci film.

New York Film Critics Circle Award (1999): miglior attore protagonista a Richard Farnsworth, migliore fotografia a Freddie Francis.

British Independent Film Award (2000): miglior film straniero.

European Film Award (1999): miglior film internazionale a David Lynch.

Premio Robert (2000): miglior film statunitense.

Independent Spirit Award (2000): miglior attore protagonista a Richard Farnsworth.







Se ti è piaciuto Una storia vera ti consiglio:

(Sul tema del viaggio come percorso interiore)

- Little Miss Sunshine (J. Dayton e V. Faris, Usa, 2006)

- Into the wild (S. Penn, Usa, 2007)

- Sideways – In viaggio con Jack (A. Payne, Usa, 2004)

- Il treno per Darjeeling (W. Anderson, Usa, 2007)

- Grizzly man (W. Herzog, Gran Bretagna, 2005)

- This Must Be The Place (P. Sorrentino, Usa, 2011)

- Elizabethtown (C. Crowe, Usa, 2005)

- Sette anni in Tibet (J.J. Annaud, Usa, 1997)

- I Diari della Motocicletta (W. Salles, Usa/Germania/Gran Bretagna/Francia, 2004)

- Easy Rider (D. Hopper, Usa, 1969)


 

Categories: - Luglio 2013